I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

16 May 2007

Lo squilibrio produttivo mondiale del vino – i paesi – terza puntata

Dopo aver visto i dati sulla sovraproduzione mondiale e per continenti passiamo ai singoli paesi. Diciamo subito che in cima alla lista dei colpevoli ci sono gli australiani (come gia’ identificato) e, in Europa, gli spagnoli, gli italiani e i francesi . Ma vediamo i dati con piu’ dettaglio analizzando paese per paese.
After analysing the data on world overproduction, we now look at single countries. Conclusion: the main responsability are in Europe (Italy, France and Spain n.1) and Australia among other markets.

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Italia. Bene, i numeri mostrano una sovraproduzione media di 8-10m/hl, con una produzion che scende alla stessa velocita’ dei consumi, circa 1-2% all’anno. Dunque, se analizziamo il 2006, e trasciniamo i consumi a 27m/hl, ci troviamo con una produzione di 50m/hl, piu’ 1.5m/hl di importazioni, 17.5m/hl di export… diciamo 8m/hl. Per andare bene dovremmo avere produzioni simili al 2002/2003, compe potete vedere anche dai grafici che seguono. Colpevoli
Italy. Figures point to an average overproduction of 8-10m/hl, with a decline of 1-2% a year for both consumption and production. Looking at 2006 and assuming 27m/hl consumption, with 17.5m exports, 1.5m imports and 50m/hl production, we get to 8m/hl overproduction. To be nearly ok we should have productions similar to 2002-2003. GUilty.

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Francia. Anche i francesi non ridono, anzi sono messi peggio di noi. In un’annata come il 2004 (ottima per volumi) si sono ritrovati con 15m/hl di troppo, rispetto ai nostri 12m/hl, anche perche’ le importazioni coprono il 17% dei consumi contro il nostro 5%. Molto colpevoli!
France. French are also not smiling, the situation is even worse than in Italy. In a good year such as 2004 they had 15m/hl overproduction vs. our 12m/hl, also because imports are 17% of consumptions vs. our 5%. Very guilty.

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Spagna. Qui andiamo sul paradossale, e il grafico specifico lo mostra. I consumi vanno giu’ esattamente come Italia e Francia, ma la produzione e’ costantemente salita (+1.5% annuo), tanto che hanno uno squilibrio di mercato del 20-25% superiore a quello di Italia e Francia. Da condannare senza appello, a meno che si bevano tutto questo vino che producono!
Spain. This is a paradox, as shown by the graph. Consumptions are going down like Italy and France but production continued to grow by 1.5% a year. The imbalance is here 20-25% above France and Italy…. They should be forced to drink more!

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Annnotazione di un mercato che non abbiamo messo, la Germania. Mercato in perfetto equilibrio, con il 67% dei consumi coperto dalle importazioni, che esporta un buon 30% della produzione, la qual produzione e’ la meta’ dei consumi. Cosa significa: producono 10, importano 13, esportano 3 e consumano 20, mercato in perfetto equilibrio, in verita’ aiutato (un pochino) da consumi stabili.
A small note for Germany, a market in equilibrium with 67% of consumption covered by imports, and exports at about 30% of production. Production is half of consumption: result 10 production, 13 import, 3 export consumption 20. Perfect, although helped by stable consumption.

Passiamo agli altri produttori mondiali un po’ velocemente:
- USA. Mercato in equilibrio perfetto con esportazioni in crescita.
- Argentina. Mercato in equilibrio ma con una prospettiva piuttosto negativa, dato che la produzione sembra essere in ripresa e i consumi sono in caduta (-3% annuo).
- Australia. Dobbiamo riscriverlo? Mercato storicamente squilibrato (in termini relativi, la Spagna fa 5 Australie), destinato come abbiamo poi visto dalle cronache di Constellation Brands a "svaccare" sui prezzi all’export, dato che la produzione e’ cresciuta del 7% annuo contro consumi a +1%.
- E mettiamoci la Cina che e’ in effetti l’ottavo produttore mondiale di vino. Non esportano, importano il 4% dei consumi, producono quanto bevono. Per ora va bene cosi’, ma anche da qui nei prossimi 10 anni c’e’ da immaginare che qualche minaccia possa saltare fuori.
A look to other world producers:
- uSA. Very good market, in equilibrium with growing exports.
- Aergentina. Balance is now ok but the outlook is negative since production is recovering and consumption are falling rapidly (-3% a year).
- Australia. Should we repeat? Historically with overproduction (in relative terms obviously, Spain is 5 Australias!), which in the following years performed even more poorly, given the news flow of COnstellation Brands.
- Let’s put China, which is the n.8 in the list of world wine producers. They do not export, they import just 4% of consumption, they produce what they drink. For the time being it is ok, but in the coming 10 years we should imagine that some threat could come from this market.

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6 May 2007

Lo squilibrio produttivo mondiale del vino – i continenti – seconda puntata

Dopo lo sguardo globale, passiamo ad analizzare la situazione delle grandi macroaree. Dunque, la conclusione e’ che della sovraproduzione mondiale, ma maggior parte sta in Europa, diciamo un 80% abbondante piu’ o meno tutti gli anni.
After having given a look to the global situation, we analyse the big world areas. So, the conclusion is that the world overproduction is concentrated in Europe, which means that over 80% is here…

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Questo e’ il grafico relativo al periodo 1986-2004, con la separazione tra Europa e resto del mondo. I dati puntuali sono disponibili solo dal 2002. Come dicevamo l’Europa e’ il mercato chiave per comprendere queste eccedenze, siccome nel resto del mondo i numeri sono sempre stati, cumulativamente al di sotto dei 10m/hl.
This is the graph with 1986-2004 period, with the split between Europe and rest of the world. The punctual data is available only after 2002. As you can see, Europe is the key market to understand the excess of production, since the rest of the world show numbers which have cumulatively been always below 10m/hl.

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Questo invece e’ il dettaglio del resto del mondo, dove si nota che nel 2004 ci sia stato un generale incremento delle eccedenze, salvo che per l’Asia, dove si e’ registrato un leggero deficit. This is the detail for the rest of the world, where it is evident that in 2004 there has been a widespread increase of overproduction, with the exception of  Asia.

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Da ultimo vi metto un tabellone riassuntivo dei dati (non sono disponibili quelli del 2001 ma gli annuali solo dal 2002. Vi metto anche due o tre rapporti:

  • il primo, il peso delle importazioni sui consumi. Dove potete vedere che in generale l’interscambio mondiale di vino e’ cresciuto vertiginosamente. Cioe’ tutti i continenti importano piu’ vino oggi che non 20 anni fa. L’Africa dal 20% al 34% dei consumi, l’America dal 10% al 23%, l’Asia dal 18% al 19% (l’unica voce fuori dal coro), l’Europa dal 20% al 35%, l’Oceania dal 6% al 16%.
  • Invece, in termini di export sulla produzione, la maggior esportatrice e’ l’Oceania con il 46% della produzione, seguita dall’Africa (30%), l’Europa con il 27%, l’America con il 21% e l’Asia con il 2%
  • tornando alla nostra "sovraproduzione", vero e’ che l’Europa ha il record in termini assoluti, vero e’ anche che in proporzione ai consumi la sovraproduzione maggiore e’ in Africa con il 58% e in Oceania con il 72% (rispetto al 31% dell’Europa). Come a dire che in questi due continenti si produce un prodotto soltanto per esportarlo senza contare su un mercato interno che lo possa assorbire, siccome si produce circa 3 volte di piu’ di quello che si consuma.

Lastly the data with summary figures for the continents (2001 not available), with a couple of additional ratios:

  • first the weight of import on consumption, where you can see that the world trade of wine grew significantly over the past years. All continents import more wine than 20 years ago. Africa from 20% to 34% of consumption, America from 10% to 23%, Asia from 18% to 19%, Europe from 20% to 35%, Oceania from 6% to 16%. Asia is the only exception being stable at 19%.
  • Conversely, in terms of exports on production, the major continent is Oceania with 46%, followed by Africa at 30%; Europe at 27% and America at 21%. All figures much higher than 20 years ago, except for Asia (2%).
  • back to our overproduction core subject, it is true that Europe is the most responsible in absolute terms, it is also true that overproduction in relative terms (proportional to consumption for example) is much more evident in Africa and Oceania, with 58% and 72% ratio (vs. 31% of  Europe). In other words, in these two continents, production is mainly for the purpose of exports, as it cannot count on significant internal consumption (production is 3 times consumption).

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2 Commenti a “Lo squilibrio produttivo mondiale del vino – i continenti – seconda puntata”

  1. Magnifico lavoro come sempre, Bacca.
    Ma allora…ha ragione Marianne!
    se il mondo annega nel vino è colpa nostra. Dobbiamo produrre meno.
    E quindi espiantare, espiantare!
    qualcuno però dovrebbe dire ai signori d’oltreoceano di preoccuparsi anche del loro mercato, e solo di quelli altrui…

    L.

  2. Ciao Lizzy,
    io piu’ che espiantare vorrei vedere un calo delle rese produttive dai correnti 100q/ha verso gli 80q/ha, in linea con i valori di chi produce vini di qualita’.
    Gia’ questo farebbe calare la produzione di 10 milioni di hl, da 50-55 a 40-45. Quindi se ne conti 25 di consumo, 16 di esportazioni (netto import), potremmo esserci.
    Purtroppo, all’equilibrio ci si arrivera’ soprattutto espiantando la vite, il che rappresenta per certi versi una privazione paesaggistica per alcuni luoghi (ma non per la pianura padana, per esempio!!!).
    Sicuramente questa cosa della distillazione non e’ destinata a durare all’infinito…

    ciao!

    bacca

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4 May 2007

Lo squilibrio produttivo mondiale del vino – prima puntata

Fonte: OIV
Il lavoro che vi presento in queste due-tre puntate e’ frutto di una riorganizzazione piuttosto aggressiva (nel senso che e’ costata una qualche oretta) dei dati OIV sul mercato del vino. Che cosa ho fatto: ho preso produzione, importazioni, esportazioni e consumi e ho calcolato gli equilibri dei diversi mercati. Conclusioni? Una endemica sovrapproduzione di vino rispetto ai consumi, concentrata in Europa ma che comincia a essere evidente anche in altri continenti.
The work which I will post in 2-3 pieces is a significant re-working of OIV figures for wine market. I took production, consumption and import/exports and tried to calculate the equilibrium of the different markets. Conclusions? The wine world is affected by overproduction, which is concentrated in Europe but which starts to be evident in other continents.

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La prima tabella mostra i dati OIV mondiali relativi a produzione e consumi. Secondo questi dati che trovate poi allegati, i consumi mondiali di vino assommano a 237m/hl nel 2004 e mostrano una crescita annua dell’1% circa, a partire dalla meta’ degli anni 90, quando si e’ toccato il consumo minimo degli ultimi 40 anni a circa 224m/hl. Nel corso degli anni 70, i consumi di vino erano pari a circa 280-285m/hl, cioe’ un buon 20% in piu’ di oggi. In termini di consumi pro-capite, questo significa circa 4 litri a testa
The first table provides you data for global wine consumption and production. According to these figures, which you will find enclosed, the world apparent wine consumption totalled 237m/hl in 2004 and grow by 1% yearly, starting from the mid-Nineties, when the consumption touched the bottom at 224m/hl. During the Seventies, wine consumption was 280-285m/hl, about 20% above the current level. A per capita consumption of 4 liters per head.

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Si parlava di sovraproduzione. Qui vedete due grafici molto simili, uno che mostra il gap produzione-consumi in termini assoluti, il secondo in termini relativi, riferito ai consumi. Cosa commentare: la sovraproduzione eà di circa 50-60m/hl all’anno nelle buone annate (circa 2 volte il consumo italiano annuo di vino), di circa 30m/hl nelle annate meno favorevoli come il 2002 e 2003.l Va pero’ detto che questa sovraproduzione e’ un fatto storico, negli anni 70 e 80, come si puo’  vedere, tale sovraproduzione e’ gradualmente cresciuta, forte di una produzione che e’ calata, ma meno che il livello dei consumi.
We were mentioning the overproduction. Here you find 2 graphs which are quite similar, one with the gap in absolute terms, the second with the gap in relative terms. The overproduction totals 50-60m/hl in the good years (to give a proportion, roughly twice the Italian yearly consumption) and 30m/hl in the bad vintages such as 2002 and 2003. It is however true that this overproduction is an historical anomaly, since it gradually increased in the 70′s and 80′s, as production declined much less than consumption.
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Dicevamo i termini relativi: nei primi anni 70, la produzione era il 12% sopra i consumi. Siamo arrivati in 20 anni a un eccesso del 25% annuo, che poi e’ rimasto uguale salvo una parentesi dei primi anni 90. Negli ultimi anni la situazione e’ migliorata piu’ in relazione all’andamento delle annate, con il 2002 e 2003 soltanto al 12% di differenza, per poi tornare al 26% nel 2004.
In relative terms, the story reads like this: at the beginning of the seventies the production was 12% avove consumption.In the following 20 years the situation gradually worsened towards a 25-26% overproducion, which is now confirmed in the good years.

Nella prossima puntata vediamo chi e’ il colpevole… Next stop: who is guilty?

  Consumi Produzione Delta Delta su consumi
1971-1975 280.356.000 313.115.000 32.759.000 12%
1976-1980 285.746.000 326.046.000 40.300.000 14%
1981-1985 280.718.000 333.552.000 52.834.000 19%
1986-1990 240.244.000 304.192.000 63.948.000 27%
1991-1995 223.877.000 263.092.000 39.215.000 18%
1996-2000 224.804.000 272.517.000 47.713.000 21%
1999 224.660.000 280.847.000 56.187.000 25%
2000 224.791.000 279.993.000 55.202.000 25%
2001 226.863.000 266.641.000 39.778.000 18%
2002 228.567.000 257.864.000 29.297.000 13%
2003 234.732.000 264.730.000 29.998.000 13%
2004 236.960.500 298.170.000 61.209.500 26%

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2 Commenti a “Lo squilibrio produttivo mondiale del vino – prima puntata”

  1. per risolvere il problema basterebbe togliere totalmente i contributi al settore, sia ben chiaro tutti contributi al 80% a fondo perduto, e questi signori “contadini e vinaioli” sparirebbero con 10 minuti.Soldi per mettere la vigna, soldi per fare la cantina, soldi per fare le Fiere.Imprenditori dei miei coglioni, ma i nodi verranno al pettine e tira una brutta aria speriamo che spazza via tutta questa falsa economia

  2. Al di la’ della polemica sugli aiuti che vengono elargiti ad alcuni settori, tra i quali sono d’accordo nell’includere l’industria vinicola, io sono dell’avviso che in certe situazioni (ma chiarisco “certe”) andrebbe valutato l’impatto della pratica della viticoltura sull’equilibrio e sulla cura del territorio, che e’ un valore a beneficio non solo del viticoltore ma anche della comunita’.
    Ecco, io penso che preservare almeno una parte dei vigneti in Valtellina anche ove (incrociamo le dita) questa pratica a un certo punto non fosse piu’ conveniente, potrebbe essere meritevole di un aiuto pubblico, in modo da evitare per esempio il totale abbandono delle campagne che si e’ verificato dagli anni 50 in avanti nella mia amata Val d’Ossola.

    a presto

    Marco Baccaglio

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