I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio di January 2008

7 January 2008

2008. Dieci desideri per il vino italiano. Di Angelo Gaja

Ricevo e pubblico questo contributo di Angelo Gaja, che contiene una serie di auspici relativamente al mondo del vino italiano. Trovate le mie sensazioni su questi dieci desideri a commento del post.


1. Che il Ministro De Castro faccia il miracolo di darci il Catasto Viticolo Nazionale entro il 2008. Il primo a sollecitarlo fu Renato Ratti; il mondo del vino ne è rimasto in attesa per trent’anni.

2. Che ritorni con il 2008 una vendemmia abbondante, altrimenti i produttori italiani avrebbero ben ragione di sentirsi tristi.

3. Che i nostri sistemi di prevenzione stiano allertati. I soliti marpioni, vecchi e nuovi, sono pronti ad entrare in azione non appena la domanda interna insista a richiedere vini a prezzi più contenuti, che la scarsità dell’offerta non consentirà di praticare.

4. Che non si resti sgradevolmente sorpresi se tra i vini venduti nei supermercati italiani al di sotto di un euro e venti centesimi a bottiglia sempre di più saranno quelli in arrivo dai paesi dell’est. E’ l’Europa Unita bellezza, il vino italiano può ben procurarsi altri sbocchi.

5. Che il mercato USA continui a tirare. Altrimenti le cicale di casa nostra avrebbero ben modo di rimproverare i produttori italiani per avere troppo coltivato quel paese a scapito del mercato interno (?!).

6. Che le associazioni di categoria del comparto vinicolo sappiano PER UNA VOLTA mettersi attorno al tavolo per dare corpo entro il 31.12.2008 al progetto, da sottoporre agli assessori regionali all’agricoltura, che darà avvio al programma concordato con Bruxelles di estirpazione di 68.000 ettari di vigneti italiani, da completare entro il 2010. Risparmiandoci PER UNA VOLTA l’inettitudine e la furbizia italiana del rinvio.

7. Che si diventi tutti un po’ più smaliziati, un po’ più critici nel guardare ad enti ed associazioni varie che con la scusa di operare nell’interesse generale del TERRITORIO continuano invece a succhiare sovvenzioni da destinare al loro interesse particolare.

8. Che si restituisca dignità al vino. Troppi produttori si lasciano attirare a dare spettacolo con i loro vini, in ogni dove, in ogni luogo. A chi conviene lo spettacolo? Non certamente al vino, il cui consumo pro-capite continua inesorabilmente a calare.

9. Nella consapevolezza che quello del vino sia il comparto più fortunato dell’agricoltura, mostrare la capacità di assumere una regola che diventi d’esempio anche per gli altri. Che i presidenti delle associazioni no profit che svolgono attività in nome del vino e dei loro produttori, a condizione che queste abbiano beneficiato di sovvenzioni pubbliche con una certa regolarità, non possano ricoprire la carica per più di un mandato, non siano rieleggibili. E che i direttori delle stesse non possano ricoprire la carica per più di due lustri. Il mondo del vino ha bisogno di facce nuove; la non rieleggibilità aiuterebbe a rimuovere i fondi-schiena di pietra e darebbe ai giovani voglia di partecipare.

10. Nell’orgia di sondaggi che si fanno in Italia, ce ne sta un altro ancora. Individuare tra i quarantenni che fanno parte del mondo del vino italiano quelli che mostrano anche soltanto un pizzico della stoffa dei mai abbastanza rimpianti Giacomo Bologna, Paolo Desana, Renato Ratti, Gino Veronelli. Per aiutarli, tutti noi assieme, a crescere più rapidamente nell’interesse loro e nostro.

Angelo Gaja, Gennaio 2008

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Le opinioni del vino: le abitudini di acquisto – seconda puntata

In questo post ci occupiamo invece delle altre domande del sondaggio e cioe’: (1) le tendenze negli acquisti di vino, (2) capire come funzionano alcune persone che interagiscono nella decisione di acquisto e (3) quale tipo di consulenza e’ richiesta dagli acquirenti. Non sono uscite particolari novita’ dal sondaggio rispetto a quello che ci si potrebbe immaginare. Forse, per quello che mi sarei aspettato, i propositi di aumentare i consumi di vini esteri mi sembra un messaggio nuovo. Di piu’ la grande fiducia che sembra esserci nei confronti dei produttori potrebbe essere un segnale per spingere verso una comunicazione piu’ spinta i protagonisti della produzione del vino.

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This is the second post of the Opinioni del vino survey, in which we asked about (1) the trends in next wine purchases for certain products, (2) the trust towards certain persons interacting with the purchase and (3= what kind of information clients would like to know. The answers were quite in line with what I expected, but there were also a couple of surprises: foreign wines is I think the most important one. The second significant message is that the wine producer is on the top of the ranking of “trust”.

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6 January 2008

Il mercato del vino: un gigante dai piedi d’argilla

Oggi il vino è tra i primi cinque mercati in Italia nella distribuzione moderna, e probabilmente per l’intero mercato italiano, ma i consumatori e forse anche gli operatori non lo percepiscono come strategico vediamo perché. La struttura distributiva italiana conta alla fine del 2006, 91.688 negozi; – 1796 rispetto al 2005 così suddivisi:

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The wine market is one of the top five market in modern trade, and this is probably true for all Italian retail industry, but the consumers and perhaps also the producers and traders don’t consider it as a strategic one. Let see why. The whole italian distribution at the end of 2006 is made by 91.688 stores; -1796 stores compared with 2005 and they are splitted as you can see in the first graph.

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5 January 2008

Riflessioni sul sondaggio

Ho letto i risultati del sondaggio, e mi sono convito ancora di più dell’importanza e del valore della marca anche per il vino. Ma perché il concetto di marca fatica ad affermarsi nel mondo del vino, secondo me principalmente per due ragioni:
La prima di natura generale che vale per tutte le imprese del settore alimentare italiano, hanno uno, chiamiamolo così, strabismo genetico, cioè sono azienda che hanno una grande cultura di prodotto, mi è successo spesso di parlare con i proprietari o i dg di queste società, che spesso sono degli enologi, e vi possono raccontare con grande passione di come un vino è stato fatto, della storia della vigna, dell’amore dedicato negli anni allo sviluppo della cantina, insomma guardano molto all’interno e poco all’esterno dell’azienda.

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Le opinioni del vino: le abitudini di acquisto – prima puntata

Questa puntata delle Opinioni del vino ha avuto meno consensi della precedente sulle guide, dato che abbiamo raccolto soltanto 44 risposte. Non sono molte, e questo va soprattutto a danno della consistenza dei risultati dell’indagine, che peraltro non avrebbe comunque acquisito alcuna valenza statistica. In questo primo post ci dedichiamo alle soglie del prezzo d’acquisto del vino di tutti i giorni e di quello “della domenica”, concludendo che i professionisti del settore sono meno disposti a spendere per le grandi bottiglie ma hanno una soglia di acquisto leggermente piu’ alta per la bottiglia di tutti i giorni. E parliamo poi dei parametri secondo i quali si decide cosa acquistare: in cima alle preferenze troviamo l’annata di produzione e il marchio del produttore, soprattutto per gli acquisti dei grandi vini. Ma quello che forse vale la pena di sottolineare di piu’ e’ che i consumatori vogliono il marchio e vogliono la denominazione, a differenza di quanto sembra stare nella testa dei professionisti, a giudicare dalle risposte.

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This survey has been less successful than the previous one, amid a less appealing subject and a lower seasonality period for the blog (44 answers). For these reasons, answers are probably skewed more than what happened for the previous surveys. In this first post, we look at the daily wine and quality wine issue, analysing the purchase prices and the criterias of choice. It seems that consumers are more keen to pay for the quality bottle and less keen to pay for the daily wines than wine professionals and, more interesting, there is a clear difference between the perception of the brand by consumers vs. experts, which tells us once again that in our economy the brand is very important, and probably more important than what experts tend to consider.

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3 January 2008

Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2005

Fonte/Source: Deutsches Weininstitut GmbH
Il mercato del vino tedesco e’ particolarmente interessante perche’… i tedeschi bevono principalmente birra. Pero’ i tedeschi sono anche un popolo organizzato e il loro ente dedicato al vino produce un documento annuale un pochino ritardato (commentiamo dati del 2005) ma di una chiarezza e completezza esemplare. Ci potremmo dilungare per un altro post senza avere problemi di ripeterci o di fornire dati non interessanti… non e’ mica detto che non lo faccia. Tornando al nostro argomento, in Germania si beve tanta birra, anche se via via di meno, e relativamente poco vino, anche se via via sempre di piu’: le proporzioni come vedete dal grafico sono completamente diverse 115 litri annui pro capite di birra, soltanto (si fa per dire) 24 litri di vini e spumanti. Questo 24 e’ pero’ in crescita marginale, soprattutto grazie alla parte vino che passa da 18 litri del 1998 ai 20 litri del 2005.

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The German wine market is very interesting because… Germans mainly drink beer. However, they are very organized and their wine institute is producing a yearly document which is a bit delayed (we comment 2005 data) but extremely precise, detailed and complete. We might build other posts (maybe one on the market structure) without the risk of annoying you. As you can see from the first graph, in Germany people drinks 115 liters/year of beer and just 24 of wine (which is not bad at all). Wine consumption is slightly growing, mainly thanks to the consumption of still wine, which moved from 18 liters in 1998 to 20 liters of 2005.

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2 January 2008

Il sommario de “I numeri del vino” di dicembre 2007

Il mese di dicembre ha visto l’inizio della collaborazione di Aldo Gay al blog con tre interventi relativamente al posizionamento competitivo e risultati delle maggiori aziende vinicole, alle vendite di vino nella GDO a settembre 2007 e alle quote di mercato dei principali produttori. Sempre nell’ambito del mercato del vino, abbiamo poi visto le vendite al dettaglio del terzo trimestre e quelle a fine ottobre.

Risultati finanziari: abbiamo analizzato i bilanci 2006 di Carlo Pellegrino, Santa Margherita, Ferdinando Giordano e Coltiva. Ci siamo poi soffermati sulle classifiche 2006 delle maggiori aziende vinicole italiane per valore aggiunto e utili.
Per quanto riguarda il commercio estero, ci siamo soffermati sulle esportazioni totali e di spumante aggiornate a settembre 2007 e sulle importazioni di vino in Italia.

Produzioni e superfici. Abbiamo analizzato il rapporto semestrale di OIV sulla produzione mondiale di vino 2007 e siamo andati ad analizzare le caratteristiche del vigneto sudafricano e il mercato e consumi di vino in Sud Africa.

E a gennaio? Beh, il mese non e’ ancora chiuso del tutto, ma parleremo del sondaggio sulle abitudini di acquisto, dei primi dati della vendemmia 2007 in Italia, dei bilanci di Caviro, Cavit, Gancia, Campari e Sartori. Daremo un’occhiata ai dati statistici di Lombardia, Piemonte e, fuori dall’Italia, alla Germania. Parleremo del debito delle aziende vinicole italiane e grazie ad Aldo approfondiremo un pochino il discorso sullo scenario 2008 per il mercato del vino.

Dimenticavo: BUON ANNO!

We will put a mark on December 2007 thanks to the start of the cooperation with Aldo Gay in the blog with three value added comments on the results and competitive positioning of Italian wine operators, on the performance of wine sales in large stores for September 2007 and the market shares of the key operators. In the market area, we analysed wine retail sales in Q3 and in October.

Financial results: we analysed the 2006 company reports of Carlo Pellegrino, Santa Margherita, Ferdinando Giordano and Coltiva. We also looked at the ranking of the major Italian wine companies by value added and profits.
In wine trade, we posted our comment on exports in September for wines and sparkling wines and on the imports of wines in Italy.

In terms of production data, we looked at the interim OIV report on 2007 wine production and to the review of South Africa wine production and their wine market and consumption trends.

What about January? Well, we still have to “close” the month, but more or less the key subjects should be our survey on purchase habits, the first estimates of 2007 grape crush in Italy, the analysis of sevaral 2006 and 2006-07 results (Caviro, Cavit, Gancia, Campari and Sartori). We will also look to updated figures on production in Lombardy and Piedmont and to Germany wine market and production. We will talk about debt of wine companies and, with the support of Aldo, we will address 2008 outlook for the Italian wine business.

Happy new year!

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1 January 2008

Germania – superfici e produzione di vino – aggiornamento 2005

Fonte/Source: Deutsches Weininstitut GmbH
Continuiamo il nostro viaggio nei paesi produttori di vino occupandoci della Germania, sia dal punto di vista della struttura produttiva che, nel prossimo post sul tema, del mercato. La Germania e’ il quarto produttore europeo di vino con una superficie vitata di poco piu’ di 100k ettari e una produzione di 9-10m/hl. A guardare le statistiche sulla produzione notiamo una sostanziale stabilita’ della superficie vitata e un graduale spostamento dalla produzione quasi esclusiva di vini bianchi a una produzione piu’ equilibrata, seguendo le tendenze di consumo.

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We continue our review of countries with Germany which is the n.4 producer in Europe. Today we look at production, next post is on the wine market. Germany has just more than 100k/ha of vineyards and produces 9-10m/hl of wine. The vineyard is basically stable and is gradually moving from white grapes (which are still the majority) towards red grapes, following the trend of market demand.

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