I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

13 February 2008

Rapporto Vinicolo 2007 Parte 4

Diamo uno sguardo sul posizionamento di prezzo dei nostri vini sui mercati internazionali. Il Grafico confronta, per ciascuno dei dodici mercati presi in considerazione, il prezzo medio di tutti i vini importati e quello relativo esclusivamente alle importazioni di vini italiani nel 2000 e nel 2005. Nel 2005 resta un margine negativo tra il prezzo unitario all’export del vino italiano e quello dei competitor nella gran parte dei mercati considerati, con uniche eccezioni nel mercato russo e canadese. È, d’altronde, evidente come dal 2000 al 2005 ci sia stato un chiaro riposizionamento dei vini italiani sui mercati esteri: in tutti i mercati esaminati il prezzo medio per l’importazione del vino italiano è aumentato, e in molti casi in modo molto marcato. Nella maggior parte dei casi si continua a pagare un vino italiano meno di quanto mediamente non si fa per un altro vino straniero, ma – escludendo l’Australia – tale distanza si riduce e, in molti casi, tende ad azzerarsi. Tutto questo è coerente con la ricomposizione delle esportazioni per segmento di prodotto, anche se tale evoluzione non basta a giustificare il riposizionamento di prezzo; quest’ultimo evidentemente passa non solo da uno spostamento di quantità e valori da una categoria merceologica all’altro, ma necessariamente anche da un miglioramento della posizione (in termini di qualità e prezzo) dei vini italiani all’interno degli stessi segmenti di prodotto. Per la rilevanza che sempre più assume, è importante il salto di prezzo fatto dal vino italiano sul mercato statunitense (da 2,5 $/kg a 4,3 $/kg), avvicinandosi in maniera sostanziale ai prezzi che mediamente il mercato assicura agli esportatori del settore. Sul mercato tedesco, invece (secondo per valore dell’export), l’Italia è ormai allineata ai prezzi medi del mercato; tuttavia il fatto che le importazioni tedesche di vino restano nel 2005 con gli stessi bassi prezzi unitari del 2000 (1,7 $/kg) giustifica la perdita di peso che nel frattempo questo mercato ha avuto per i nostri vini e suggerisce un proseguimento lungo questa strada affinché si riesca a spostare le produzioni su mercati più profittevoli e più dinamici.


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Let’s do a focus on the export price of Italian’s wine, the graph match the price of all imported wines with the price of the Italian’s one for each of the twelve countries in 2000 and in 2005. In 2005 there is still a negative gap, in almost all the countries, the only exceptions are Russia and Canada, between the price of all others wine and the Italian’s one, but it’s also clear that the gap has become small, because in almost all the countries the price of the Italian wine is increased, and in some countries they increase has been important. This mean that the Italian’s wine producers have start to sell products with an higher value for money, it’s particularly important the increase of the price in USA passed from 2,5 USD to 4,3USD /KG, getting close to the average market price, also in Germany the Italian’s export get close to the average market price, but due to the fact that they are quiet low, it would be good, in a long term view, to move part of the volume or value in more profitable countries.


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