I risultati del sondaggio – i consumi del vino
Sono poco più di un centinaio le risposte pervenute al sondaggio i consumi del vino; vi diamo una prima analisi dei dati con un taglio piuttosto generico ma utile a capire meglio i comportamenti più comuni.
La popolazione che ha risposto è per larga parte tra i 35 e i 45 anni (circa il 45%) con una fetta importante, più di un terzo, di “giovani” sotto i 35 anni; una popolazione principalmente residente nel nord e nell’Italia centrale e, almeno anagraficamente, nel pieno della sua capacità “produttiva” in termini lavorativi ed economici.
Questa popolazione, un po’ a sorpresa, spende con decisione oltre 15 euro di media sia per una bottiglia di spumante che per una di vino dolce: in entrambi i casi le percentuali sfiorano il 50%.
Per il vino rosso la maggior parte di votanti spende comunque oltre 15 euro, ma la percentuale è sensibilmente inferiore: 34%.
Per i vini bianchi la parte del leone è, con un terzo di voti, relativa alla fascia dai 6 agli 8,9 euro medi, risposta del tutto simile a quella ottenuta per i vini rosati anche se, come vedremo, in termini di bottiglie acquistate si parla davvero di poche unità l’anno.
Possiamo dunque valutare questi dati anche con l’ausilio del numero di bottiglie acquistate, ricordando che si tratta di valori annui: circa il 75 % dichiara di acquistare al massimo 12 bottiglie di vino rosato e, sempre per dare più valore alle cifre esposte poco prima, circa il 65% dei partecipanti compra, anche qui, al massimo 12 bottiglie di vino dolce. Pochi euro ma ben spesi? Vedremo, incrociando i dati con più precisione.
Continuando ad analizzare le quantità anche per i vini spumanti la maggioranza compra meno di 12 bottiglie (35%) mentre quantità diametralmente opposte sono quelle indicate per il rosso, con quasi il 30% di indicazioni per “oltre 60 “ bottiglie annue.
Più distribuita, invece, la risposta concernente i vini bianchi, con la quota maggiore di votanti per la fascia dalle 13 alle 24 bottiglie (25%) e la quota più bassa per la fascia dalle 36 alle 60 bottiglie l’anno (14%.)
Curioso notare che per tutte le tipologie, ad eccezione dei vini spumanti, la penultima fascia ( da 37 a 60 bottiglie ) ha meno “successo” dell’ultima, quella delle oltre 60 bottiglie.
E veniamo, dopo aver visto quantità e importi, ad analizzare complessivamente i canali d’acquisto: è il produttore, il venditore preferito. Oltre ad essere in assoluto il “numero uno” con ben il 37% circa dei votanti ad averlo collocato al primo posto, il produttore è anche “canale principale” nel complesso.
L’enoteca ha un gradimento lievemente inferiore (il 25% la considera primo canale di acquisto e il 31% la colloca al secondo posto).
Più staccata la grande distribuzione mentre il segno dei tempi relega l’acquisto “sfuso” a margini di mercato residuali, basti pensare che sia internet che i gruppi d’acquisto sono canali 4 volte superiori .
Internet ? Il 10% esprime questo come canale preferito di acquisto e possiamo dire che è il 4° in assoluto.
Provando però a capire meglio il comportamento, in termini di acquisti, scopriamo un dato interessante: chi più compra … più spende. Non certo un dato troppo sorprendente, poiché evidentemente si tratta di appassionati, ma utile a capire che chi ha risposto il sondaggio è difficilmente colui che compra parecchie bottiglie a scapito della qualità.
Infatti tra tutti coloro che comprano, annualmente, oltre 60 bottiglie di vino bianco o rosso, almeno la metà ha indicato una spesa media di oltre 15 euro e un ulteriore 25% circa ha dichiarato una spesa media dai 9 ai 15 euro.
Queste dunque sono le nostre deduzioni rispetto al profilo del “panel” ed alla sua propensione all’acquisto. Nella prossima parte – giovedì 11 – pubblicheremo i risultati rispetto al valore del vino ed all’atteggiamento del “panel” per gli acquisti futuri.
Grazie ovviamente a tutti coloro che hanno partecipato !
Marco Baccaglio "bacca"


Mi sembra un risultato rappresentativo dei vostri lettori, cioè gli appassionati. Se voi aveste fatto un sondaggio fra le corsie di un supermercato avremmo visto dei grafici molto diversi. Cosa che potremmo anche fare…
Scritto da paolo, il 9 December, 2008 at 22:47
Grazie Paolo. Credo sia un osservazione corretta la tua anche se la componente di appassionati non è, questa volta, determinabile numericamente come per il precedente sondaggio.
I risultati della seconda parte del sondaggio forse insinuano qualche piccolo dubbio rispetto a questo aspetto e rispetto alla popolazione del panel.
Grazie
Ciao
Danilo
Scritto da Danilo Tavecchio, il 11 December, 2008 at 12:01