I risultati del sondaggio “il gusto del vino”
E’ costante il numero di lettori di le opinioni del vino; anche per il sondaggio sul gusto abbiamo avuto oltre 100 risposte, 125 per la precisione con una popolazione in larga parte di appassionati (60%). Significativa anche la quota dei semplici consumatori: 23%.
La spesa media mensile è per il 54% tra i 50 ed i 70 euro ma quasi il 20% dichiara di spendere oltre 100 euro al mese in vino.
La metà circa di chi ha risposto frequenta spesso a banchi d’assaggio, ma l’occasione preferita per bere vino rimane la cena con gli amici (44%) ; a seguire si beve volentieri normalmente a pasto (29%) e al ristorante (28%).
L’enoteca riscuote indicazioni ma solo per il gradino più basso del podio dove viene collocata dal 28% dei lettori.
Notiamo che la voce “fuori pasto” è, con l’enoteca, in fondo alla classifica, segno presumibile che convivialità e cibo sono l’occasione migliore anche di appassionati e professionisti del settore.
Tesi confermata anche valutando le risposte di queste due sole categorie.
Veniamo all’aspetto saliente del sondaggio: il gusto del vino. Ricordiamo che qui si poteva indicare il gradimento relativo a ciascuna voce selezionando delle stelline, da nessuna a 4.
Piace molto il corpo (58% con 3 stelle) ma di più la persistenza (43% con 4 stelle); non entusiasma invece la leggerezza (42% con 2 stelle) mentre la complessità è il valore più ricercato ed apprezzato: il 60% pone 4 stelle.
Anche alla voce “originalità” la maggioranza dei lettori ha dato 4 stelle 46%.
Singolare che la maggioranza degli amanti della morbidezza, che sono circa il 15%, abbia indicato il nebbiolo come vitigno preferito e, al contempo, non abbia individuato merlot e cabernet come vitigni “gentili”.
Di pochissimo piace più il fruttato del floreale, 42% contro 39% attestati su 3 stelle; sulla speziatura i lettori si dividono di più: al top il giudizio a 3 stelle con il 33% ma 2 e 4 stelle sono meno distaccate che nelle altre voci 27% e 24%.
Piacciono complessità ed originalità (53% e 42% con 4 stelle) mentre l’intensità è un filo meno considerata: 49% a 3 stelle.
Cosa non piace?
Forse sin troppo palese che non piace il vino che fa male, alla testa ed allo stomaco. Generica quanto si vuole ma appare evidente che la salute è piuttosto in alto nelle attenzioni dei lettori, 75% con 4 stelle.
Posto quindi che non dia problemi di salute, via libera! Ecco quindi che il vino non deve stufare, deve fornire piacere senza essere stucchevole (57% con 4 stelle) .
Tra questi che definiremmo fans della bevibilità quasi il 60% pensa che un vino debba essere originale sia al gusto che all’olfatto, confermando sostanzialmente l’attendibilità del dato.
Abbiamo poi approfondito , visto il risulato numerico della domanda sul gusto, quel 37 % che ha dato il massimo della negatività (4 stelle) a “pesante e corposo”.
I dati hanno dimostrato che le due popolazioni sono nettamente distinte : chi ama i vini corposi si distingue assolutamente da chi pensa che “corposo” anche se congiuntamente al termine “pesante”, validando così il risultato del sondaggio.
Un indicazione questa che trova riscontro anche nelle dicussioni virtuali del web, dove i sostenitori dei vini cosiddetti “mangia e bevi” si scontrano con gli estimatori della finezza e dell’eleganza.
Che “il vino il giorno dopo non sia più buono” è certo importante, il 30% – cioè la maggioranza – ha selezionato 4 stelle, ma la somma di chi ha indicato 0 stelle, 1 e 2 è quasi del 60 %.: troppo per poter affermare che il giudizio del giorno dopo sia veramente importante in chiave negativa.
Il “fondo” non è un valore negativo: al primo posto 0 stelle e una stella con il 50%. Stranamente il 2 posto spetta alla fascia con 4 stelle (22%).
Veniamo ora ai vitigni preferiti. I vitigni preimpostati, indicati nella seconda pagina del sondaggio hanno coperto abbastanza bene le preferenze dei lettori, le indicazioni “libere” non hanno dato luogo a schiere di sostenitori di un particolare vitigno. Rileviamo solo un piccolissima quota (2%) che ha indicato montepulciano carignano e sauvignon e una quota più alta (4%) che ha indicato i vitigni dell’amarone, probabilmente il vino italiano più noto prodotto da assemblaggio di uve
L’unico “zero” l’ha collezionato il nebbiolo: nessuno risponderebbe “per niente” alla domanda relativa al suo gradimento, non stupisce quindi che risulti il vitigno più votato (47%)
Una sorpresa, almeno per le mie aspettative: al secondo posto niente sangiovese (chianti e brunello) ma il pinot nero di certo più quello francese che quello italiano; sorpresa anche al terzo posto dove troviamo il riesling.
Anche qui difficile credere si tratti di quello italico o derivante da cloni “esteri” ma coltivato in Italia; piuttosto pensiamo ad Alsazia e Germania e chissà che non ci sia un tocco di nuovo mondo o d’Austria.
E il sangiovese ? Al 4° posto col 23% di gradimenti al massimo livello.
Altra curiosità : indicativa della capacità di fare produzioni eccellenti o di veicolarle a livello mediatico, è la votazione sui vitigni bianchi italiani in grado di produrre vini eccelsi. Trebbiano al 50% tra “per niente” e “poco” e verdicchio oltre il 30% tra “per niente” e “poco”.
Leggermente meglio la garganega che non piace al 29% ma acquista qualche punto in più rispetto agli altri vitigni bianchi italici nelle preferenze positive.
Da rilevare anche la “prestazione “del gewurztraminer che tra i molto e i moltissimo ha un gradimento del 50%.
Partiamo da qui per effettuare qualche approfondimento: chi preferisce lo chardonnay quanto spende mediamente? Non appare che l’appassionato di chardonnay abbia decine di Montrachet in cantina e la distribuzione su spesa media e su profilo è assolutamente normale non fa ipotizzare nicchie di sorta.
Non dimentico la promessa fatta di analizzare meglio i vitigni “fuori lista”, ovviamente laddove la quota fosse risultata significativa. L’unico numero di rilievo, se vogliamo, riguarda l’Amarone: ebbene non ci pare di poter intuire significative relazioni se non il fatto che gli amanti di questo vino hanno indicato praticamente all’unanimità che un vino, a loro, non piace quando causa mal di testa e mal di stomaco.
Ciao a tutti e grazie!
Danilo
Marco Baccaglio "bacca"


Interessante parzialmente sorprendente la classifica dei vitigni, non tanto per il pinot nero, ma per il riesling che supera il sangio.
Scritto da massj, il 10 March, 2009 at 14:11
E’ vero Massj, io cerco di rimanere abbastanza neutro nei commenti ma anche a me ha stupito.
Una motivazione potrebbe essere che qualcuno non identifichi immediatamente il Brunello di Montalcino o il Chianti col sangiovese, possibile anche se non ho elementi probanti.
Vedi, qualcuno ha indicato Barbaresco tra i vitigni preferiti quindi qualche confusione c’è.
Grazie
Ciao
Danilo
Scritto da danilo, il 10 March, 2009 at 15:13
In effetti suona originale la scelta dei vitigni. Da parte mia come appassionata ma non espertissima posso dire che, in effetti, mi sono piu’ noti i vini che i vitigni….lacuna che mi riprometto di colmare.
Io ho votato i vitigni dell’amarone, ma li conosco perche’ l’amarone e’ appunto il mio rosso preferito.
Scritto da beba, il 11 March, 2009 at 13:35
Ci siamo chiesti se indicare vini o vitigni, abbiamo scelto questi ultimi per una questione di semplicità in relazione all’obiettivo: capire il gusto.
Tenendo presente che non avremmo potuto indicare nomi propri o produttori avremmo dovuto ricorrere alle denominazioni, con la possibilità di perderci, ad esempio, il verdicchio o il nero d’Avola che non hanno denominazioni dedicate.
Proprio in considerazione dell’obiettivo di capire il gusto abbiamo anche inserito la possibilità di un testo libero, opzione utilizzata propriamente da circa il 16%. Tra questi più del 60% ha indicato vitigni mai indicati da altri.
In ogni caso è uno spunto interessante e potremmo tenerci l’opzione “vini” per i prossimi sondaggi anche se i risultati del sondaggio sulle denominazioni pongono qualche dubbio.
Grazie
Danilo
Scritto da Danilo Tavecchio, il 11 March, 2009 at 17:13