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	<title>Comments on: Vendite di vino nella grande distribuzione &#8211; aggiornamento 2008</title>
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	<description>Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori</description>
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		<title>By: paolo</title>
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		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 09:23:04 +0000</pubDate>
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		<description>Sarei d&#039;accordo ad una politica di questo tipo se la sproporzione di superfici vendita in Italia non fosse a totale favore della GDO. Si fa presto a parlare di volumi quando si è praticamente in regime di monopolio e si ha il bastone dalla parte del manico imponendo &quot;rigide&quot; regole di accesso agli scaffali e promozioni a carico dei produttori. Mettiamo prima tutti nelle condizioni di operare sullo stesso piano, poi parleremo di fatturati e di utili e vedremo chi è più bravo. La soluzione auspicata da Raffaele è stata applicata nel nostro paese solo da Esselunga alcuni anni fa e si è rivelata vincente solo perchè il vino nei loro punti vendita era in precedenza trascurato. L&#039;altro competitor, Coop, nonostante un&#039;operazione di maquillage degli scaffali, non si è mosso in questo senso. Quindi anche volendo non abbiamo dati precisi e condizioni analoghe per fare un raffronto. D&#039;altro canto nel nostro paese il modo di vendere il vino, ma anche altre tipologie merceologiche in campo alimentare, vedi il caffè, ha seguito la dissennata politica locale e nazionale che ha permesso lo svuotamento dei centri storici con i relativi esercizi specializzati ed i negozi di vicinato, spostando il luogo dell&#039;acquisto in anonimi punti vendita prima ed in cattedrali periferiche poi. Paradossalmente, offrendo più scelta, si è trasformata la  necessità di acquistare un prodotto in una banale esperienza ludica che si svolge in luoghi deputati dove tutto è parificato e quindi portato verso il basso, cancellando così le eccellenze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarei d&#8217;accordo ad una politica di questo tipo se la sproporzione di superfici vendita in Italia non fosse a totale favore della GDO. Si fa presto a parlare di volumi quando si è praticamente in regime di monopolio e si ha il bastone dalla parte del manico imponendo &#8220;rigide&#8221; regole di accesso agli scaffali e promozioni a carico dei produttori. Mettiamo prima tutti nelle condizioni di operare sullo stesso piano, poi parleremo di fatturati e di utili e vedremo chi è più bravo. La soluzione auspicata da Raffaele è stata applicata nel nostro paese solo da Esselunga alcuni anni fa e si è rivelata vincente solo perchè il vino nei loro punti vendita era in precedenza trascurato. L&#8217;altro competitor, Coop, nonostante un&#8217;operazione di maquillage degli scaffali, non si è mosso in questo senso. Quindi anche volendo non abbiamo dati precisi e condizioni analoghe per fare un raffronto. D&#8217;altro canto nel nostro paese il modo di vendere il vino, ma anche altre tipologie merceologiche in campo alimentare, vedi il caffè, ha seguito la dissennata politica locale e nazionale che ha permesso lo svuotamento dei centri storici con i relativi esercizi specializzati ed i negozi di vicinato, spostando il luogo dell&#8217;acquisto in anonimi punti vendita prima ed in cattedrali periferiche poi. Paradossalmente, offrendo più scelta, si è trasformata la  necessità di acquistare un prodotto in una banale esperienza ludica che si svolge in luoghi deputati dove tutto è parificato e quindi portato verso il basso, cancellando così le eccellenze.</p>
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		<title>By: Raffaele Pagano</title>
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		<dc:creator>Raffaele Pagano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:22:23 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo sempre molto interessante le disquisizioni sul canale GDO DO, penso che opportunamente innovato, nella fascia di prezzi superiore ai 25 euro, possa far da alternativa al canale enoteche, dove tra l&#039;altro si nota a livello nazionale qualche flessione (visto i ricarichi applicati ad alcuni vini). Ritengo che sia giusto insistere anche nelle fasce alte con operazioni di promozione sul brand e che sia anche logico aspettarsi una crescita nel medio periodo, a condizioni &quot;normali&quot; del settore. Quindi, scaffale specializzato e personale addestrato, dovrebbero spingere su queste &quot;etichette&quot;. Vedi l&#039;esempio spagnolo di www.elcorteingles.es</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo sempre molto interessante le disquisizioni sul canale GDO DO, penso che opportunamente innovato, nella fascia di prezzi superiore ai 25 euro, possa far da alternativa al canale enoteche, dove tra l&#8217;altro si nota a livello nazionale qualche flessione (visto i ricarichi applicati ad alcuni vini). Ritengo che sia giusto insistere anche nelle fasce alte con operazioni di promozione sul brand e che sia anche logico aspettarsi una crescita nel medio periodo, a condizioni &#8220;normali&#8221; del settore. Quindi, scaffale specializzato e personale addestrato, dovrebbero spingere su queste &#8220;etichette&#8221;. Vedi l&#8217;esempio spagnolo di <a href="http://www.elcorteingles.es" rel="nofollow">http://www.elcorteingles.es</a></p>
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		<title>By: paolo</title>
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		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 08:52:59 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo le mie analisi, fatte nella stessa regione, ma in diverse catene di supermercati, negli ultimi 2 anni i prezzi sono saliti costantemente. Il vino in bottiglia della fascia 3.50/5€, la stessa etichetta, è salito alla successiva fascia 5.50/8€. Ha lasciato il suo posto a &quot;nuovi&quot; prodotti industriali, assai dubbiosi, ed a vini esteri (sudafricani e cileni). Nella fascia 5.50/8€ si sono inserite anche nuove etichette di produttori che in precedenza non erano presenti. Fatto curioso, la fascia 3.50/5€ è quella più proposta nelle promozioni con un rapporto 5/1 rispetto alla fascia successiva. Sotto alla fascia 3.50/5€ si trovano solo gli altri formati: bottiglione, tetrapack, bag in box. Questa fascia è la preferita dagli anziani e dalle famiglie numerose.
Stupisce il fatto che molti consumatori, specie i giovani, curiosino nella fascia 10/15€, forse alla ricerca di una bottiglia con il prezzo più conveniente rispetto al negozio? Confermo che nella fascia &gt;25€ le bottiglie prendano la polvere sugli scaffali, champagne in testa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo le mie analisi, fatte nella stessa regione, ma in diverse catene di supermercati, negli ultimi 2 anni i prezzi sono saliti costantemente. Il vino in bottiglia della fascia 3.50/5€, la stessa etichetta, è salito alla successiva fascia 5.50/8€. Ha lasciato il suo posto a &#8220;nuovi&#8221; prodotti industriali, assai dubbiosi, ed a vini esteri (sudafricani e cileni). Nella fascia 5.50/8€ si sono inserite anche nuove etichette di produttori che in precedenza non erano presenti. Fatto curioso, la fascia 3.50/5€ è quella più proposta nelle promozioni con un rapporto 5/1 rispetto alla fascia successiva. Sotto alla fascia 3.50/5€ si trovano solo gli altri formati: bottiglione, tetrapack, bag in box. Questa fascia è la preferita dagli anziani e dalle famiglie numerose.<br />
Stupisce il fatto che molti consumatori, specie i giovani, curiosino nella fascia 10/15€, forse alla ricerca di una bottiglia con il prezzo più conveniente rispetto al negozio? Confermo che nella fascia &gt;25€ le bottiglie prendano la polvere sugli scaffali, champagne in testa.</p>
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		<title>By: bacca</title>
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		<dc:creator>bacca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 17:55:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Tomaso, 

sono anche io abbastanza dubbioso relativamente al futuro. Sembrerebbe che il vino italiano abbia un &quot;pricing power&quot; di tutto rispetto.
La mia spiegazione e&#039; la seguente: siccome il vino e&#039; una categoria ad alto margine per la GDO (&quot;di destinazione&quot;) e siccome esiste una forte frammentazione del prodotto (cioe&#039; tante referenze) e&#039; piu&#039; facile tirare su i prezzi.

Se io fossi un negoziante, forse farei come hanno fatto: taglierei i prezzo del latte white label per attirare i clienti e cercherei di compensare il mio calo di margine con aumenti in altre categorie, come per esempio il vino.
Siccome io un negoziante un po&#039; lo sono (moglie farmacista), ti posso assicurare che le stesse logiche vengono applicate in questo tipo di attivita&#039;, talvolta.

D&#039;altronde, una bottiglia di vermentino che costa 8 euro, se la trovi a 8.2 euro non la comperi piu&#039;? Devi essere un acquirente appassionato con la fissa di quel prodotto. Altrimenti probabilmente non riesci ad accorgerti della differenza. E quindi, il 2% oggi, il 2% tra tre mesi e via che si va.

Secondo te non ci sta?

bacca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Tomaso, </p>
<p>sono anche io abbastanza dubbioso relativamente al futuro. Sembrerebbe che il vino italiano abbia un &#8220;pricing power&#8221; di tutto rispetto.<br />
La mia spiegazione e&#8217; la seguente: siccome il vino e&#8217; una categoria ad alto margine per la GDO (&#8220;di destinazione&#8221;) e siccome esiste una forte frammentazione del prodotto (cioe&#8217; tante referenze) e&#8217; piu&#8217; facile tirare su i prezzi.</p>
<p>Se io fossi un negoziante, forse farei come hanno fatto: taglierei i prezzo del latte white label per attirare i clienti e cercherei di compensare il mio calo di margine con aumenti in altre categorie, come per esempio il vino.<br />
Siccome io un negoziante un po&#8217; lo sono (moglie farmacista), ti posso assicurare che le stesse logiche vengono applicate in questo tipo di attivita&#8217;, talvolta.</p>
<p>D&#8217;altronde, una bottiglia di vermentino che costa 8 euro, se la trovi a 8.2 euro non la comperi piu&#8217;? Devi essere un acquirente appassionato con la fissa di quel prodotto. Altrimenti probabilmente non riesci ad accorgerti della differenza. E quindi, il 2% oggi, il 2% tra tre mesi e via che si va.</p>
<p>Secondo te non ci sta?</p>
<p>bacca</p>
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		<title>By: Tomaso Armento</title>
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		<dc:creator>Tomaso Armento</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 11:17:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco,
a me quello che stupisce, ogni volta che vedo i numeri, è la salita dei prezzi vs la discesa dei volumi: secondo te fino a quando &quot;tiene il giochino&quot;?

Concludo cercando di capire meglio coloro che lo fanno: sulla barbera sento numeri senza senso (non per il vitigno ma per tipologia prodotto in se). Secondo me data la fascia dei clienti vs volumi alla fine del primo semestre qualche sorpresa esce....

Ciao
Tom</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco,<br />
a me quello che stupisce, ogni volta che vedo i numeri, è la salita dei prezzi vs la discesa dei volumi: secondo te fino a quando &#8220;tiene il giochino&#8221;?</p>
<p>Concludo cercando di capire meglio coloro che lo fanno: sulla barbera sento numeri senza senso (non per il vitigno ma per tipologia prodotto in se). Secondo me data la fascia dei clienti vs volumi alla fine del primo semestre qualche sorpresa esce&#8230;.</p>
<p>Ciao<br />
Tom</p>
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