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	<title>Comments on: L&#8217;evoluzione delle abitudini di consumo di vino &#8211; studio Vinflhor</title>
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	<description>Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori</description>
	<lastBuildDate>Sat, 27 Feb 2010 07:55:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Tomaso Armento</title>
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		<dc:creator>Tomaso Armento</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 15:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>Sarebbe interessante, per capire se il fenomeno è percepito davvero anche agli alti livelli del vino, quindi se c&#039;è una aumento della spesa pubblicitaria per la promozione e la conoscenza rivolta al consumo consapevole del vino.

Io credo che più si va avanti più si debba pensare a questo aspetto, educare al piacere del bere, soprattutto ai giovani per capire cosa vuol dire distinguersi per cultura ed eleganza dagli eccessi che annebbiano la mente: da una ricerchina che avevo fatto era emerso che sono proprio i giovani i disaffezionati al vino quotidiano....

Saper bere è cultura, come saper mangiare rispetto ad abbuffarsi....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe interessante, per capire se il fenomeno è percepito davvero anche agli alti livelli del vino, quindi se c&#8217;è una aumento della spesa pubblicitaria per la promozione e la conoscenza rivolta al consumo consapevole del vino.</p>
<p>Io credo che più si va avanti più si debba pensare a questo aspetto, educare al piacere del bere, soprattutto ai giovani per capire cosa vuol dire distinguersi per cultura ed eleganza dagli eccessi che annebbiano la mente: da una ricerchina che avevo fatto era emerso che sono proprio i giovani i disaffezionati al vino quotidiano&#8230;.</p>
<p>Saper bere è cultura, come saper mangiare rispetto ad abbuffarsi&#8230;.</p>
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		<title>By: Pierpaolo Penco</title>
		<link>http://inumeridelvino.it/2009/04/levoluzione-delle-abitudini-di-consumo-di-vino-studio-vinflhor.html/comment-page-1#comment-1446</link>
		<dc:creator>Pierpaolo Penco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 11:01:24 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dispiace contraddire Giampiero, ma non è solo una questione di Islam. Da un lato la Francia importa vino dal Magreb, il cui target sono proprio le popolazioni immigrate (una parte delle quali beve vino).

Dall’altro, è una questione sia di sesso (gli uomini bevono 3 volte di più delle donne, 96 litri contro 29 all’anno) che generazionale (al 70% dei giovani sotto i 25 anni il vino non piace).
Ne è prova l&#039;aumento del consumo quotidiano di acqua minerale e di soft drink (come ho scritto su </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace contraddire Giampiero, ma non è solo una questione di Islam. Da un lato la Francia importa vino dal Magreb, il cui target sono proprio le popolazioni immigrate (una parte delle quali beve vino).</p>
<p>Dall’altro, è una questione sia di sesso (gli uomini bevono 3 volte di più delle donne, 96 litri contro 29 all’anno) che generazionale (al 70% dei giovani sotto i 25 anni il vino non piace).<br />
Ne è prova l&#8217;aumento del consumo quotidiano di acqua minerale e di soft drink (come ho scritto su</p>
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		<title>By: Giampiero alias Aristide</title>
		<link>http://inumeridelvino.it/2009/04/levoluzione-delle-abitudini-di-consumo-di-vino-studio-vinflhor.html/comment-page-1#comment-1444</link>
		<dc:creator>Giampiero alias Aristide</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 07:44:20 +0000</pubDate>
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		<description>Dietetica proibizionista e, soprattutto, Islam, miei cari. Altro che &quot;neo-colonialismo&quot; culturale! In Francia il peso della popolazione di religione islamica è assai elevato (come sarà da noi tra non molto). Anche se vivono sulle rive del Mediterraneo, come è noto i fedeli musulmani non consumano alcol. Concordo che queste indagini debbano indicare chiaramente la composizione demografica dei campioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dietetica proibizionista e, soprattutto, Islam, miei cari. Altro che &#8220;neo-colonialismo&#8221; culturale! In Francia il peso della popolazione di religione islamica è assai elevato (come sarà da noi tra non molto). Anche se vivono sulle rive del Mediterraneo, come è noto i fedeli musulmani non consumano alcol. Concordo che queste indagini debbano indicare chiaramente la composizione demografica dei campioni.</p>
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		<title>By: Martin</title>
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		<dc:creator>Martin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:00:49 +0000</pubDate>
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		<description>Spero che non si riinventa &quot;Wine-Breezer&quot; ed altre diavolati per giovani, per sistemare le enorme quantità di vino che non trovano mercato in bottiglia e altri canali tradizionali. Le conclusioni suonano duro per zone senza nome, con grandi quantità e prezzi bassi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero che non si riinventa &#8220;Wine-Breezer&#8221; ed altre diavolati per giovani, per sistemare le enorme quantità di vino che non trovano mercato in bottiglia e altri canali tradizionali. Le conclusioni suonano duro per zone senza nome, con grandi quantità e prezzi bassi.</p>
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		<title>By: paolo</title>
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		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 08:10:40 +0000</pubDate>
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		<description>Sono parzialmente d&#039;accordo con entrambi perchè lo scopiazzamento dei costumi non avviene solo da noi. 
Ne è un esempio il fatto che in Germania il consumo di birra è in costante calo, mentre quello del vino è in costante aumento persino in un periodo di crisi come questo, addirittura i Tedeschi riscoprono i loro vitigni autoctoni. 
La latina ignoranza del parlamento europeo, semmai, è stato nella legge 479/08 il capitolo dove si concede l&#039;uso dello zucchero, dei mosti e quindi della distillazione obbligatorio. Nessuno si è mai chiesto, lo stesso errore delle quote latte, quanto i paesi producono e quanto effettivamente consumano. Che senso ha estirpare ora per pacificare le cose tra governi se poi tra 3 anni ognuno potrà fare tutto quello che vuole? E&#039; un suicidio culturale ed economico, perchè le zone vocate del vino in Europa sono note, è inutile illudere i produttori che si possa piantare qualsiasi cosa dovunque, lo stesso vale per il riso, il malto, la barbabietola, il pomodoro, l&#039;olio etc. E quando si prendono queste decisioni, gli usi ed i costumi dei consumatori vengono sempre ignorati. Questo è grave.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono parzialmente d&#8217;accordo con entrambi perchè lo scopiazzamento dei costumi non avviene solo da noi.<br />
Ne è un esempio il fatto che in Germania il consumo di birra è in costante calo, mentre quello del vino è in costante aumento persino in un periodo di crisi come questo, addirittura i Tedeschi riscoprono i loro vitigni autoctoni.<br />
La latina ignoranza del parlamento europeo, semmai, è stato nella legge 479/08 il capitolo dove si concede l&#8217;uso dello zucchero, dei mosti e quindi della distillazione obbligatorio. Nessuno si è mai chiesto, lo stesso errore delle quote latte, quanto i paesi producono e quanto effettivamente consumano. Che senso ha estirpare ora per pacificare le cose tra governi se poi tra 3 anni ognuno potrà fare tutto quello che vuole? E&#8217; un suicidio culturale ed economico, perchè le zone vocate del vino in Europa sono note, è inutile illudere i produttori che si possa piantare qualsiasi cosa dovunque, lo stesso vale per il riso, il malto, la barbabietola, il pomodoro, l&#8217;olio etc. E quando si prendono queste decisioni, gli usi ed i costumi dei consumatori vengono sempre ignorati. Questo è grave.</p>
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		<title>By: bacca</title>
		<link>http://inumeridelvino.it/2009/04/levoluzione-delle-abitudini-di-consumo-di-vino-studio-vinflhor.html/comment-page-1#comment-1441</link>
		<dc:creator>bacca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 21:03:39 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;aspetto culturale e demografico sono secondo me molto importanti. 
Sull&#039;arco di 10 anni credo che si possa delineare un quadro molto chiaro (e mi perdonerete se faccio un&#039;analisi che parte dal mio piccolo paese): la popolazione italiana sta cambiando e sta diventando multietnica. 
Poi, come dice Lizzy, abitudini del nord Europa o americane vengono fatte proprie da alcuni giovani. 
Dall&#039;altro lato, la generazione del bottiglione di vino va estinguendosi, e viene sostituita da una popolazione (numericamente più limitata) che ha stili di vita sedentari e non può per certi versi permettersi le calorie dei suoi predecessori (penso anche al burro, per esempio, non solo al vino).

Un mix esplosivo che ha già portato il consumo di vino in Italia da 36 milioni di ettolitri degli anni 80 a 26 milioni.
Io credo che un -3% all&#039;anno sia molto prevedibile: perderemmo altri 7 milioni di ettolitri. 4% all&#039;anno? 9 milioni.

Altro che estirpare qualche 10000 ettari, caro Paolo!

bacca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aspetto culturale e demografico sono secondo me molto importanti.<br />
Sull&#8217;arco di 10 anni credo che si possa delineare un quadro molto chiaro (e mi perdonerete se faccio un&#8217;analisi che parte dal mio piccolo paese): la popolazione italiana sta cambiando e sta diventando multietnica.<br />
Poi, come dice Lizzy, abitudini del nord Europa o americane vengono fatte proprie da alcuni giovani.<br />
Dall&#8217;altro lato, la generazione del bottiglione di vino va estinguendosi, e viene sostituita da una popolazione (numericamente più limitata) che ha stili di vita sedentari e non può per certi versi permettersi le calorie dei suoi predecessori (penso anche al burro, per esempio, non solo al vino).</p>
<p>Un mix esplosivo che ha già portato il consumo di vino in Italia da 36 milioni di ettolitri degli anni 80 a 26 milioni.<br />
Io credo che un -3% all&#8217;anno sia molto prevedibile: perderemmo altri 7 milioni di ettolitri. 4% all&#8217;anno? 9 milioni.</p>
<p>Altro che estirpare qualche 10000 ettari, caro Paolo!</p>
<p>bacca</p>
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		<title>By: Lizzy</title>
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		<dc:creator>Lizzy</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:45:06 +0000</pubDate>
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		<description>Sarebbe interessante focalizzarsii di più su coloro che non bevono vino per nulla: chi sono? che età hanno? sono uomini o donne? qual&#039;è la loro fascia di reddito? e quale religione professano? la mia sensazione è che ci siano molti non-appartenenti alla cultura mediterranea. E anche che sia in atto, da tempo, come vado ripetendo, una sorta di neo-colonialismo culturale: uno scopiazzamento di abitudini e stili di consumo che non appartengono alle culture del bacino mediterraneo - abituate da sempre a bere vino a tavola - ma piuttosto a quelle dei popoli nordici/anglosassoni, tra i quali il vino è una novità, e il consumo di alcol non certo un ingrediente della dieta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe interessante focalizzarsii di più su coloro che non bevono vino per nulla: chi sono? che età hanno? sono uomini o donne? qual&#8217;è la loro fascia di reddito? e quale religione professano? la mia sensazione è che ci siano molti non-appartenenti alla cultura mediterranea. E anche che sia in atto, da tempo, come vado ripetendo, una sorta di neo-colonialismo culturale: uno scopiazzamento di abitudini e stili di consumo che non appartengono alle culture del bacino mediterraneo &#8211; abituate da sempre a bere vino a tavola &#8211; ma piuttosto a quelle dei popoli nordici/anglosassoni, tra i quali il vino è una novità, e il consumo di alcol non certo un ingrediente della dieta.</p>
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		<title>By: paolo</title>
		<link>http://inumeridelvino.it/2009/04/levoluzione-delle-abitudini-di-consumo-di-vino-studio-vinflhor.html/comment-page-1#comment-1438</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 15:07:49 +0000</pubDate>
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		<description>Sono numeri bassi , anche se il campione analizzato è piccolo, ma fanno rabbrividire. Se così fosse anche nel resto d&#039;Europa e non siano molto distanti da quei dati, dobbiamo riflettere su quali danni provocherà la dissennata legge 479/08: un enorme surplus che nessuno acquisterà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono numeri bassi , anche se il campione analizzato è piccolo, ma fanno rabbrividire. Se così fosse anche nel resto d&#8217;Europa e non siano molto distanti da quei dati, dobbiamo riflettere su quali danni provocherà la dissennata legge 479/08: un enorme surplus che nessuno acquisterà.</p>
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