Il consumo di bevande alcoliche in Italia – dati ISTAT 2007
Nella ricerca di dati sul consumo di vino in Italia mi sono imbattuto in questo studio ISTAT del 2008 che affronta il tema dell’uso ed abuso di alcol in Italia, con dati relativi al 2007 e qualche confronto con gli anni scorso. Le conclusioni possono essere facilmente confrontate con altre che abbiamo commentato in passato (qui e qui ad esempio). Al di là dei dati “non sorprendenti”, cioè il fatto che l’Italia è un paese di bevitori di vino, il quadro che risulta è il seguente: (1) la grande crescita dei consumatori di superalcolici sembra essersi fermata e recedere, mentre i consumatori di vino mostrano un calo nettamente inferiore (stiamo parlando di % sulla popolazione e non di quantità di alcol assunta); (2) il vino resta l’unica bevanda consumata abitualmente in Italia (27% della popolazione, contro soltanto il 5% della birra); (3) la maggioranza dei consumatori abituali si ferma a 2 unità alcoliche al giorno (cioè 2 bicchieri di vino da 12.5cl o due lattine da 33cl); (4) il 30% degli over-65enni beve 2 unità alcoliche al giorno contro il 15% dei giovani tra 25 e 34 anni. Posto che non si possono trarre conclusioni (magari i 30enni di oggi quando saranno 65enni berranno di più!), è chiaro che questi numeri mostrano il cambiamento di modello di consumo: mentre soltanto il 40% degli over-55enni non sono bevitori abituali, ben il 58% nella fascia 35-44 anni (per prendere chi dovrebbe aver definitamente maturato il proprio modello di consuom) non lo è. Non ci siamo addentrati nel discorso dell’abuso di alcol, dove l’argomento è affrontato senza separare il vino dalle altre bevande.

In the search for data on the consumption of wine in Italy, I came across this study ISTAT document published in 2008 which addresses the issue of alcohol use and abuse in Italy, with data for 2007 and some comparisons with previous years. The conclusions can be compared with others that we have commented in the past. It is a fact that Italy is a nation of wine drinkers. The picture that emerges is the following: (1) the growth of consumers of spirits seems to stop and now revert, while consumers of wine show only a slight decline (we are talking of % on the population and not on quantity of alcohol taken), (2) wine is the only drink consumed costantly in Italy (27% of the population, against only 5% beers), (3) the majority of consumers stop at 2 units of alcohol per day (ie 2 glasses of wine or two cans of beer), (4) 30% of over-65yo drink 2 units per day against 15% of young people between 25 and 34 years. We can not draw conclusions (perhaps 30yo of today when 65yo will drink more!), but it is clear that these numbers show the change in consumption pattern: while only 40% of over-55enni are not habitual drinkers, 58% in the range 35-44 age is not.
Partiamo con la penetrazione al consumo delle diverse bevande. Il 57% della popolazione dichiarava nel 1998 di aver bevuto almeno una volta vino nell’anno, contro il 47% per la birra e il 40% per gli altri alcolici (categoria più bevuta nel 1998: l’amaro). Nel 2005 il vino aveva guadagnato l’1% al 58%, la birra (piuttosto sorprendentemente) aveva perso un punto al 46% e i superalcolici erano balzati dal 40% al 43% (categoria più bevuta nel 2005: l’aperitivo). Cosa succede negli ultimi due anni: per il vino parte una tendenza calante di circa 0.8 punti percentuali annui, la birra sembra stabilizzarsi (-0.4 ma in miglioramento nel 2007), i superalcolici perdono 1.3 punti l’anno, essenzialmente per colpa dei superalcolici e degli amari, probabilmente anche un pò per colpa delle nuove norme sulla guida. Tutti questi numeri sono radicalmente differenti tra uomini e donne (ma le tendenze sono le medesime). Per il vino, i consumatori “almeno una volta” donne sono nel 2007 il 43%, contro il 71% degli uomini.
We start with the penetration of different drinks. 57% of the population in 1998 stated that he drank wine at least once in the year, against 47% for beer and 40% for other alcohol (main drink category in 1998: bitter). In 2005, wine had gained 1% to 58%, the beer (rather surprisingly) had lost one point to 46% and spirits had soared from 40% to 43% (most drink category in 2005: aperitifs). What happened in the last two years: for wine a declining trend of about 0.8 percentage points per year, for beer a stabilisation (-0.4 but improved in 2007), for spirits a -1.3 points per year, mainly due to the spirits and to bitters. All these numbers are radically different between men and women (but the trends are the same). For wine consumers “at least once” in 2007 are 43% for women, compared with 71% of men.

Consumatori abituali. In questo caso il vino vince facile, essendo abitualmente consumato dal 39% degli uomini (8% birra) e dal 15% delle donne (1.4% birra). In totale fa 27% di consumatori abituali di vino sulla popolazione, contro il totale del 29%. Come dire che la stragrande maggioranza di chi beve abitualmente, beve vino: nessuna sorpresa.
Habitual consumers. In this case, the wine won easily, usually being consumed by 39% of men (8% beer) and from 15% in women (1.4% beer). In total is 27% of consumers of wine on the population, against the total for alcoholic drinks of 29%. The vast majority of those who habitually drink are drinking wine: no surprise.

Infine, due grafici sul consumatore abituale. Non ci sono spaccature per isolare il vino. Unità alcolica = 125ml di vino, 330ml di birra, 40ml di superalcolico. Il consumatore abituale consuma 2 unità alcoliche: il picco non esiste, più si cresce di età più sale la penetrazione. Invece per chi beve 3-4 o oltre unità alcoliche, il picco è tra 55 e 64 anni (probabilmente per motivi di salute!). A guardare questo grafico riesce difficile pensare che i giovani di oggi raddoppieranno il loro consumo quando diventano vecchi: i consumatori non abituali sono ben oltre il 60% sotto i 34 anni, contro soltanto il 38-40% per gli oltre 55 anni.

Finally, two graphs on the usual consumer. There are no splits to isolate wine. Alcoholic unit = 125ml of wine, 330ml of beer, 40ml of gin. The consumer habitually consumes 2 units of alcohol: the peak does not exist, the more we grow older the more the 2 units penetration is higher. Instead for those drinking 3-4 units of alcohol or more, the peak is between 55 and 64 years (probably for health reasons). A look at this chart it is difficult to think that young people today will double their consumption when they are old: consumers are not far beyond the usual 60% under 34 years, compared with only 38-40% for more than 55 years.
Marco Baccaglio "bacca"
Danilo Tavecchio


a volte mi stupisci, ma già che c’eri non potevi commentare quello del 2008, uscito ad aprile scorso?
Scritto da carlo, il 15 May, 2009 at 13:29
Hai ragione caro Carlo. Il problema e’ piuttosto semplice: ho scritto questo post il 15 Aprile o giu’ di li’, mentre il rapporto ISTAT e’ stato reso pubblico (e ti ringrazio per avermelo segnalato) il 23 Aprile. Ora ci do un’occhiata!
Sono stato piu’ o meno fregato dall’ISTAT…
bacca
Scritto da bacca, il 15 May, 2009 at 13:37