Vendite al dettaglio di vino nel Regno Unito – aggiornamento 2008-09

Grazie alla presentazione dei risultati semestrali di Concha y Toro siamo in grado di aggiornare i dati (molto freschi) relativi al mercato del vino inglese, per la parte “offtrade”, cioe’ di vendita al dettaglio. Avevamo pubblicato un post a febbraio prendendo i dati da OffLicence News.
Le conclusioni non sono molto differenti da quelle dell’anno scorso. Il mercato mostra un incremento del 6% a volume e di poco piu’ dell’1% a volume, anche a causa del peggioramento della sterlina, che ha comportato qualche aumento di prezzo. Non tutti pero’ sono andati bene. Tra i “vincitori” nel 2009 ci sono sicuramente il Sud Africa (come aveva previsto correttamente Gianpaolo), ma anche Nuova Zelanda, Italia e Cile. Gli sconfitti sono essenzialmente i Francesi e per certi versi gli Australiani, che vedono la loro posizione di leadership ormai insidiata. Come potete apprezzare anche dalla tabella, i vini francesi hanno subito l’onta di essere superati dagli americani sia in termini di volumi che di valore.

I numeri parlano di 97.5 milioni di casse da 9 litri vendute nel canale offtrade inglese, per un valore di 5 miliardi di sterline. Le quote di mercato si stanno sparpagliando sui nuovi operatori, con i leader storici australiani e francesi che perdono quote di mercato. I primi passano dal 24% al 22% nel giro di due anni, i francesi dal 18% al 15% con un calo del 6% del valore e del 12% del volume. In questa ecatombe gli americani si mantengono intorno al 16% del mercato e ora occupano la seconda posizione.

Chi guadagna sono quasi tutti gli altri, a partire dai sudafricani, che realizzano una crescita superiore al 30% sia in volumi che in valore e oggi rappresentano il 10.4% del mercato inglese, dall’8% di due anni. L’Italia continua ad andare bene, soprattutto grazie a un 10% di aumento dei prezzi che si aggiunge al +5% dei volumi. Nel 2008/09 l’Italia e’ dunque al quarto posto con il 12.3%, 2.5 punti percentuali sotto la Francia. Vanno bene anche i cileni e i neozelandesi, che crescono rispettivamente del 15% e del 20%. Con una piccola differenza, che il Cile cresce in modo bilanciato tra volumi e prezzi, mentre per la Nuova Zelanda si tratta di una crescita interamente trainata dai volumi.

Nel post passato mettevamo in luce il posizionamento di prezzo piuttosto basso del vino italiano. A guardare i numeri del giugno 2009 il quadro risulta meno negativo. L’Italia vende a 4 euro al litro in media e ora e’ insieme al gruppo del nuovo mondo, raggruppato tra i 3.9 euro al litro del Sud Africa e i 4.5 dell’Australia. Francia e Nuova Zelanda sono invece molto lontani, rispettivamente a 4.7 (in ulteriore crescita rispetto allo scorso anno) e 6.5 euro.

Marco Baccaglio "bacca"

