Oggi vi presento un interessante articolo del Prof Eugenio Pomarici dell’Università Federico II di Napoli, sulla Dimensione ottimale delle imprese del mercato Vinicolo, qui vi è il link per una completa lettura.
http://www.oiv2007.hu/documents/law_economics/322_pomarici_paper_oiv_2007_2.pdf
Qui riassumerò i risultati dell’articolo che si divide in 4 parti: 1) Introduzione 2) Dimensione ottimale delle imprese 3) Relazioni tra dimensione produttiva e costo di produzione nel settore vitivinicolo : alcune evidenze empiriche 4) Considerazioni finali; che più mi hanno colpito.
L’introduzione spiega come nel mercato del vino operano imprese di dimensione estremamente diversa dalle boutique winery che trasformano l’uva di pochissimi ettari ai giganti con fatturati maggiori superiori al miliardo di euro. Questa convivenza tra imprese tanto diverse appare come una macroscopica peculiarità dell’evoluzione dei modelli di business nel mercato del vino negli ultimi 20 anni. Questa complessa articolazione strutturale trova una giustificazione in una segmentazione della domanda che ha visto crescere la quota dei vini di maggiore pregio e prezzo la cui produzione è compatibile anche con una scala di produzione contenuta e, al tempo stesso, nell’emergere di economie di scala che hanno dato un vantaggio competitivo alle imprese di maggiori dimensioni.
Today i present you an interesting article written by Prof. Eugenio Pomarici of Federico II University of Naples concerning the optimal size of wine companies, here you can find the link to the article. http://www.oiv2007.hu/documents/law_economics/322_pomarici_paper_oiv_2007_2.pdf
Here I will resume the key facts of the article that is divided in four parts: 1) introduction: 2) Optimal size of the companies 3) Relations between production size and cost of production in wine business 4) Final consideration. Introduction explain how in the wine market are present companies with a very different supply capacity. From the boutique winery making wine with the grape coming from a few hectares vineyard to giants with a turnover of more than a milliard of euros. The coexistence of so different firms is the more stunning feature of the evolution of business models in the wine market. This complex structure of production find an explanation in a segmentation of the demand who has seen a growing of the market share of high quality / high price wine that the production is compatible with small production capacity and at the same time the emerging of scale economy that give a competitive advantage to the larger companies.
Successivamente l’articolo analizza gli aspetti microeconomici parte 2, per poi analizzare nella terza parte la relazione tra dimensione produttiva e costo produttivo. In essa emerge che il vino è un prodotto soggetto ad una forte differenziazione, le imprese produttrici sono generalmente multiprodotto ma l’offerta di ciascuna di queste non necessariamente copre tutta la possibile gamma. Il mercato è geograficamente molto vasto, con una segmentazione nazionale e regionale abbastanza marcata, e, inoltre, il costo di trasporto non è esiguo se rapportato al valore unitario del prodotto (nella maggior parte dei casi). Tutti questi elementi rendono naturalmente poco agevole sia l’individuazione delle curve di costo, sia quella dei singoli mercati con il quale si confrontano le imprese del settore del vino.
Subsequently the article analyze the microeconomics aspects, part 2, then analyze in the third part the relation between production dimension and the cost of production. It emerge that wine is a product that has a strong differentiation, wine companies are generally multi grapes but the offer of each one not necessarily cover all the available grapes. The market is geographically very wide, with a national and regional segmentation strong, and besides the transportation cost are quiet important if compared with the unit value of the wine. All these elements makes hard both to find the curves of cost and both the single markets on which wine companies compare each others.
L’articolo si conclude affermando che le economie di scala che si evidenziano nell’attività vitivinicola determinano un vantaggio competitivo tendenziale per le imprese di dimensioni medio grandi soprattutto nelle produzioni di minore pregio dove solo con una minimizzazione dei costi si possono raggiungere margini remunerativi. Le imprese di minori dimensioni, anche se devono superare costi di ingresso non proibitivi, possono sviluppare margini remunerativi solo nella produzione di vini di maggiore pregio. Le imprese di maggiore dimensione, sfruttando delle economie di scopo, possono però minacciare le imprese minori anche nel segmento specifico dei vini di alto pregio. Sotto questo profilo sono da segnalare due elementi che in linea generale possono rallentare o inibire i processi di concentrazione e impedire l’emergere di una taglia ottimale specifica e di dimensione piuttosto elevata. Il primo è specifico dei paesi grandi produttori dove il permanere di un mercato nazionale molto ampio, con una persistenza di circuiti locali di
approvvigionamento determina delle situazioni locali particolari che possono garantire una redditività soddisfacente per le imprese di dimensione medio piccola anche nella fornitura di vini di gamma medio bassa. Il secondo è specifico delle imprese di piccola dimensione focalizzate sulle produzioni di gamma elevata; queste hanno una struttura dei costi compatibile con i prezzi di vendita ma svantaggiosa rispetto alle imprese di maggiori dimensioni. In questo segmento, infatti, il pubblico richiede vini con una forte connotazione territoriale, tipicità e personalità del produttore; le imprese di minore dimensione sono, quindi, quelle che hanno le caratteristiche per sviluppare un’offerta con le caratteristiche specifiche apprezzate dal pubblico e possono godere, pertanto, di un vantaggio competitivo in buona misura non contendibile.
Si può quindi concludere che se si verificherà una stabilità della struttura dei consumi nei paesi tradizionali produttori e una permanenza o rafforzamento della domanda per i vini life style ci saranno le condizioni per la permanenza di imprese che coprono una vasta gamma di dimensioni operative diverse, qualora tutte siano capaci di gestire in modo efficace le relazioni con il mercato.
The article ends explaining that scale economies that underline in wine business create a competitive advantage for medium-large companies moreover in the productions of less value wine where a reduction of costs can reach profit margins. The small companies, even if they have to pay entrance costs not too excessive, can develop profitable production only in high quality wine. The largest companies using purpose economies can threaten the smallest one even in the wine market of high quality. There are two elements that can delay or stop the process of integration and prevent the emerge of an ideal size of companies with an high turnovers. The first is specific of the largest production countries, where the internal market is very large, with the persistency of local circuit of supplying create particular local that can guarantee a good earnings also for small and medium companies even when they supply medium-low quality wine. The second is specific of the smallest companies focused on high quality wines, who have higher cost of the largest but compatible with the prices of high quality wine. In this segment, the consumer ask for wines with a strong link with the area of productions, and the know – how of the producer, and so the small companies can gain a competitive advantage that is difficult to contend. So it can be said that if the wine consumption will be stable in the largest production countries and a stable or increase request for high quality wine, there will be the conditions for the permanence of companies that cover a wide range of size, when they will be able to handle in effective way the market.
Scritto da admin alle 20:00, in 01. Mercato del vino e consumi di vino, 02.1 Costo di produzione del vino, 04. Intervengono su "I numeri del vino"..., 09. Presentazione/Varie
2 Commenti »