Importazioni di vino a Hong Kong- aggiornamento 2010

Fonte: Calwine
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NB I dati si riferiscono ai 12 mesi terminanti a giugno 2011. Le variazioni percentuali, ove non espressamente specificato, si riferiscono a tale periodo rispetto ai 12 mesi terminanti a giugno 2010. Cio’ e’ dovuto al nuovo modo in cui i dati sono rielaborati dagli organismi australiani di settore.
• Le esportazioni superano quota 4.1 miliardi di euro, in crescita del 14% annuo e del 19% in Maggio. Da inizio anno l’export raggiunge 1.66 miliardi di euro, +15%.
• I volumi continuano a crescere di piu’ del valore. Su base 12 mesi l’Italia oggi esporta 23.3 milioni di ettolitri, mentre da inizio anno sono stati esportati 9.5 m di ettolitri. La crescita dei volumi esportati e’ del 15% circa su base annua e del 17% per i dati da inizio anno.
• I vini imbottigliati crescono leggermente meno, +12% annuo, mentre spumanti e vini sfusi sono in crescita del 22-23% annuo e del 35-40% nel mese di maggio.
• Per i vini imbottigliati, la crescita e’ sempre proveniente dai paesi meno rappresentativi, mentre sia Germania che Regno Unito crescono ma meno della media. Il Regno Unito e’ finalmente tornato in terreno positivo. Gli USA per ora non sembrano essere impattati dalla forza del cambio.
• Nei vini sfusi riprende a crescere la Germania (+12% annuo), mentre sembra stabilizzarsi il mercato francese, dove vengono esportati circa 22 dei 374 milioni di euro di vini sfusi.
• Nel segmento degli spumanti, gli USA continuano ad accelerare (+30%), mentre appare in netta ripresa il Regno Unito (+23%). La forte crescita della Russia, ora a +66% annuale, continua a smorzarsi, anche per via delle meno favorevoli condizioni doganali dei vini italiani. Le esportazioni di spumanti sono ora stabili su un livello di circa 42-43 milioni annuali.
• Esportazioni in ulteriore crescita a aprile del 13%, spinte dai volumi +20%. Dato da inizio anno: +13% con volumi a +16%.
• Vini sfusi e imbottigliati crescono nel 2011 molto piu’ del vino imbottigliato (+33% e +26% rispetto a +10% sul periodo gennaio-aprile).
• Imbottigliato: export spinto da USA (primo mercato, +22% da inizio anno) e Canada (+12%). Tutti gli altri mercati chiave sono tra stabile e +5%.
• Vini spumanti: continua il recupero, spinto dalla Russia (raddoppio in Aprile, +82% sui primi 4 mesi) e dalla forte crescita degli USA (+47%).
Le vendite di Champagne nel 2010 sono risalite a 320 milioni di bottiglie, praticamente lo stesso livello del 2008. Si puo’ quindi dire che la crisi del 2009 e’ stata riassorbita, anche se il calo delle spedizioni era cominciato nel 2008 e quindi il record storico di 339 milioni di bottiglie del 2007 richiede un altro anno. Non tutti i mercati e non tutte le categorie di produttori viaggiano pero’ alla medesima velocita’: (1) la Francia si conferma uno zoccolo duro per lo Champagne. Crisi o non crisi i francesi continuano a bere Champagne, dato che durante la crisi le bottiglie vendute in madrepatria sono scese soltanto del 3%; (2) le esportazioni sono quelle che fanno quindi la differenza e la “volatilita’” del mercato. Come vedremo sono i mercati anglosassoni che tirano nel 2010, anche se in realta’ restano sotto i livelli del passato. L’unico tra i grandi mercati al suo massimo storico e’ la Germania; (3) tra le categorie di produttori, la maggiore propensione all’esportazione aiuta le maison, che esportano oltre la meta’ delle loro bottigilie, mentre i vigneron sono quelli che dalla crisi non hanno subito molto ma non hanno proprio recuperato nulla. Una categoria in declino? Si vedra’, di certo il segnale non e’ positivo.
Il primo trimestre chiude in modo molto positivo per gli spumanti italiani, ma non per tutti gli spumanti. Ricordate la suddivisione che abbiamo fatto lo scorso anno? Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Il primo trimestre ci restituisce una crescita del 21% a valore e a volume (quindi prezzo medio stabile), ma questa e’ una media del pollo: in realta’, l’Asti e’ a +3%, a causa di un calo del 7% dei volumi, gli spumanti DOP sono a +61% (grazie a un incremento del 72% dei volumi rispetto allo scorso anno) e tutto il resto degli spumanti sono fermi, con un incremento del 21% dei volumi e un calo corrispondente del prezzo mix. Che cosa sta succedendo. Presumibilmente alcuni prodotti stanno “migrando” verso la piu’ profittevole DOC, l’Asti dopo una crescita pluriennale sta forse cominciando a stabilizzarsi e, a guardare bene, il fattore “Russia” potrebbe essere che si stia spostando dall’Asti agli spumanti DOP.