I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '01.3. Dati di mercato e di consumo'

31 July 2011

Vendite al dettaglio di vini tranquilli in Francia – aggiornamento 2010

Fonte: France Agrimer

Fonte: France Agrimer
Le vendite al dettaglio di vino in Francia nel 2010 hanno avuto un andamento contrastante. Da un lato e’ cresciuta la penetrazione degli acquisti, soprattutto sui vini rossi, dall’altro lato l’intensita’ degli acquisti (sia come quantita’ che come numero di acquisti) e’ calata, piu’ che compensando l’incremento della penetrazione e, come ormai normale, dei prezzi di vendita.
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25 July 2011

Indagine sulle vendite al dettaglio Ho.Re.Ca. in Francia – France Agrimer 2010

Fonte: France Agrimer
I francesi come al solito ci bagnano il naso e pubblicano questa bella indagine sui consume di vino nel canale Ho.Re.Ca. Il documento completo e’ sull’ultimo numero della pubblicazione di France Agrimer Info (http://www.onivins.fr/pdfs/1391.pdf). Vi pubblico oggi qualche estratto delle tabelle piu’ interessanti (che riporto pari pari dal PDF dell’indagine).
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11 July 2011

Giocare all’attacco – PDF Corriere Vinicolo

Il numero 28 del Corriere Vinicolo apre con un mio articolo che riprende l’analisi di M&A international sulle prospettive del settore vino dal punto di vista delle acquisizioni e fusioni. Italia e Francia si confermano due “sistemi” dove ci sono un grande numero di aziende, molte di piu’ che nei “sistemi” del nuovo mondo, nati piu’ tardi con dei fondamentali diversi. Che cosa succedera’?

Potete leggere l’articolo per intero nel PDF qui allegato.

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5 July 2011

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2010


Le vendite di Champagne nel 2010 sono risalite a 320 milioni di bottiglie, praticamente lo stesso livello del 2008. Si puo’ quindi dire che la crisi del 2009 e’ stata riassorbita, anche se il calo delle spedizioni era cominciato nel 2008 e quindi il record storico di 339 milioni di bottiglie del 2007 richiede un altro anno. Non tutti i mercati e non tutte le categorie di produttori viaggiano pero’ alla medesima velocita’: (1) la Francia si conferma uno zoccolo duro per lo Champagne. Crisi o non crisi i francesi continuano a bere Champagne, dato che durante la crisi le bottiglie vendute in madrepatria sono scese soltanto del 3%; (2) le esportazioni sono quelle che fanno quindi la differenza e la “volatilita’” del mercato. Come vedremo sono i mercati anglosassoni che tirano nel 2010, anche se in realta’ restano sotto i livelli del passato. L’unico tra i grandi mercati al suo massimo storico e’ la Germania; (3) tra le categorie di produttori, la maggiore propensione all’esportazione aiuta le maison, che esportano oltre la meta’ delle loro bottigilie, mentre i vigneron sono quelli che dalla crisi non hanno subito molto ma non hanno proprio recuperato nulla. Una categoria in declino? Si vedra’, di certo il segnale non e’ positivo.



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27 June 2011

Valore della produzione vitivinicola e di vino – aggiornamento ISTAT 2010


Affrontiamo oggi l’argomento del valore aggiunto dell’agricoltura italiana e della viticoltura/vino in particolare. L’argomento l’avevamo iniziato ad affrontare gia’ lo scorso anno e lo riprendiamo oggi con i dati 2010 pubblicati da ISTAT. Quali le conclusioni principali dello studio: (1) nel 2010 il valore aggiunto della produzione viticola italiana e’ rimbalzato dell’1.9% rispetto allo scorso anno. Si tratta di poca cosa considerata l’ecatombe del 2009 (dato rivisto -12%); (2) questo dato e’ in realta’ molto disomogeneo, in quanto si compone di una crescita del 10-11% nel Sud, di un ulteriore calo del 7% nel centro Italia e di una sostanziale stabilita’ al Nord (-1%); (3) nel complesso la produzione viticola italiana resta circa il 25% sotto il picco precedente (4 miliardi di euro toccato nel 2004, mentre ora secondo Istat stiamo a 3 miliardi, sempre a prezzi correnti). Di nuovo questo dato si compone di un Nord Italia che e’ il 17% sotto il picco, il sud il 30% sotto e il centro Italia il 36% piu’ in basso.



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5 June 2011

Vendite di vino al dettaglio Italia – primo trimestre 2011


ISMEA/Nielsen ha pubblicato il rapporto sugli acquisti di vino al dettaglio in Italia, quello che chiamano “indice degli acquisti”. I numeri del primo trimestre 2011 sono molto brutti, anche se andrebbe quantificato l’impatto dello spostamento della Pasqua dalla fine di marzo (quindi nel 2010 nel primo trimestre) alla fine di aprile (quindi presumibilmente nel secondo trimestre). Che cosa c’e’ di negativo: (1) il calo delle vendite e’ stato del 6%, in accelerazione rispetto sia al calo dell’anno scorso che a quello del primo trimestre 2010. In altre parole, il mercato non soltanto non si stabilizza ma sembra scendere a una velocita’ maggiore. (2) Ci sono due tendenze contrarie e poco simpatiche: i vini DOC/DOCG stanno perdendo pesantemente sul prezzo mix (mix?) e recuperano in volume mentre i vini da tavola/IGT, viceversa, tengono i prezzi e perdono in quantita’. E’ come se le due categorie stessero avvicinandosi, con il piccolo problema che non e’ quella povera che si avvicina a quella ricca ma il contrario. (3) ISMEA Nielsen si e’ arresa e ha smesso di pubblicare i dati sugli spumanti. Peraltro, se il totale degli acquisti al dettaglio fa -5.9% e quelli del vino fermo fanno -6.3%… l’andamento delle vendite di spumanti lascia poco spazio all’immaginazione: un po’ meno peggio ma presumibilmente non con un segno positivo. Tornando al discorso della Pasqua, sara’ soltanto con i dati del primo semestre a fine luglio che potremo veramente comprendere se le vendite italiane di vino nel 2010 saranno una fotocopia del pessimo 2010 oppure no…



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3 June 2011

Le sfide dei produttori americani di vino – PDF Corriere Vinicolo

Il nuovo numero del Corriere Vinicolo contiene un’analisi dell’ultimo rapporto della Silicon Valley Bank sul mondo del vino americano, con riferimento all’andamento del mercato ma soprattutto delle aziende locali. La banca si attende che un anno di crescita nel 2011, forse anche migliore del 2010. Ma non sara’ cosi’ per tutti: alcuni segmenti del mercato cresceranno di meno e nei prossimi anni alcune aziende saranno in qualche modo obbligate a cambiare per poter sopravvivere.

Potete leggere l’articolo per intero nel PDF qui allegato

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18 May 2011

Produzione mondiale di vino 2010 – stima OIV Marzo 2011


Il post “macroeconomico” della produzione mondiale di vino e’ sempre piuttosto interessante, come anche la lettura del rapporto redatto da OIV. Che cosa dice OIV? Che la produzione mondiale di vino e’ scesa nel 2010, forte di una annata non eccezionale ma anche delle azioni europee relative all’espianto della vite (superficie vitata mondiale -1.7% nel 2010 secondo OIV a 7.55 milioni di ettari) . In questo modo, secondo l’organizzazione, il mercato del vino resterebbe “in tensione” dato che la domanda nel 2010 non dovrebbe essere scesa in modo significativo (-0.1/-0.2% secondo OIV), attestandosi tra 230 e 240 milioni di ettolitri; mentre l’offerta dovrebbe essere scesa dallo stimato 271m/hl del 2009 a 256-263m/hl (ricordate sempre che OIV considera un certo quantitativo (30m/hl) come utilizzati per scopi industriali (distillazione) e non quindi strettamente consumati.


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10 May 2011

Sempre piu’ distributori di se’ stessi – PDF Corriere Vinicolo

Nuovo articolo sul Corriere Vinicolo a commento del rapporto Rabobank sul mondo del vino. Due spunti sono particolarmente interessanti: (1) il graduale avvicinamento del vecchio e nuovo mondo sulle strategia aziendali del settore vino, che prima o poi dovranno fare i conti con dimensioni aziendali, ritorni sul capitale, presenza nelle nicchie e mercati di massa; (2) la potenziale minaccia della distribuzione moderna che attraverso le private labels potrebbe prendersi una ulteriore fetta di profitti dei produttori di vino. Il tutto condito dalla sfida dei mercati emergenti…

PDF dell’articolo.

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8 May 2011

Vendite al dettaglio di vino nella GDO nel 2010 per vitigno

Fonte: Symphony IRI per Vinitaly

Puntuale come ogni anno viene pubblicata la classifica dei principali vitigni italiani commissionata da Vinitaly a IRI. A differenza dello studio IRI, io metto in fila i numeri di tanti anni, che forse non sono perfettamente comparabili ma danno un’idea di come si sta evolvendo il settore. Cominciamo dalle vendite, che nella grande distribuzione nel 2010 sono rimaste stabili (+0.4%) a fronte di un calo dello 0.9% del volume venduto. Stiamo parlando di grande distribuzione e di vino confezionato. Lo studio non cela la delusione: dopo un 2009 che era sembrato non cosi’ cattivo come la crisi lasciava immaginare, il 2010 ha deluso. Si ripete la stessa storia degli anni passati: i vini “cari”, oltre 5 euro la bottiglia e VQPRD crescono del 5%, quelli da meno di 5 euro crescono del 2.5%, quelli da tavola calano dell’1%. Siccome questi ultimi cubano 533 milioni di euro del totale di 1.4 miliardi, la media esce poco piu’ che positiva.



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