I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '02.1 Costo di produzione del vino'

8 October 2008

Il prezzo sorgente del vino – studio Morgan Stanley 1999

Grazie a Francesco, il quale sta lavorando a un rapporto sul mondo del vino per il suo MBA, posso pubblicare qualche dato selezionato da uno studio di Harvard, che a sua volta sfrutta una ricerca del 1999 di Morgan Stanley. In questo studio c’e’ una tabella nella quale viene sostanzialmente evidenziato il cosiddetto prezzo sorgente, con riferimento a una bottiglia che vende al dettaglio a $12, prodotta in USA da Beringer (il famoso marchio di proprieta’, per ora, di Foster’s). Dunque, vi anticipo la conclusione: il prezzo sorgente di questa bottiglia campione e’ $6 cioe’ la meta’ del suo prezzo finale (che immagino non includa la tassazione indiretta tipo l’IVA). Il guadagno del produttore su questa bottiglia e’ di $0.47 (mezzo dollaro). Vediamo quindi come si arriva a questi numeri…


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22 September 2008

La struttura dei costi delle aziende vinicole francesi per segmento – Viniflhor 2007

Fonte: Viniflhor
Dopo aver parlato dei margini, ci concentriamo sulla struttura di costo delle categorie di aziende considerate. Le conclusioni sono quelle dei post precedenti sull’argomento: c’e’ una forte discrepanza tra il possibile costo per bottiglia di vino a seconda del prodotto che si fa. In questo studio il costo al litro di chi imbottiglia puo’ essere tra EUR1.6 e EUR5.8. Chi vende sfuso ha costi tra 0.7 e 1.2EUR il litro. Chi contribuisce alle cooperative tra 0.6 e 0.9EUR al litro. Da cosa dipendono questi costi cosi’ divergenti? Lo studio ci dice da tutti i fattori produttivi. I costi di acquisto salgono in % al totale muovendo verso l’alto di gamma, cosi’ sale molto il costo del personale esterno rispetto a quello familiare. Cominciamo comunque con una torta che ci dice che in questo studio il 37% del costo del vino e’ personale, il 20% e’ ammortamento delle strutture, il 26% circa sono costi generali e l’ultimo 20% sono acquisti.


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After reviewing margins, we look at the cost structure of the firms in Viniflhor study. The conclusions are the same of the previous post: there is a wide gap in the cost per bottle depending on what product you are doing. The cost per litre of wine can range between EUR1.6 and EUR5.8 for firms selling bottled wine. Firms contributing to cooperatives have a cost of EUR0.6-0.9 per liter, while companies selling bulk wines between EUR0.7 and EUR1.2 per litre. Which are the elements affecting these so different costs? The study does not really identify a single item: external costs are moving up moving to bottled and high quality wine. The first pie shows you a broad breakdown of costs: 37% are personnel costs, 20% is structural expenses, 26% are G&A and 20% are external purchases.
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20 September 2008

Fatturato, costi e margini dei segmenti di aziende vinicole francesi – studio Francia 2007

Fonte: Vinifhlor
Viniflhor ha pubblicato uno studio relativamente alla profittabilita’ e alla struttura dei costi delle aziende vinicole relative al 2004 e al 2005. Si tratta di uno studio molto interessante, fatto su un campione di 468 aziende rappresentative delle zone vinicole francesi (esclusa l’Alsazia), con una superficie media vitata di 29ha per la gran parte (19ha) relativi a vini AOC e con una resa media di 67hl/ha (50hl/ha AOC). I francesi hanno diviso il campione in 7 categorie, a seconda della destinazione del prodotto (verso la cooperativa o venduto in proprio), del tipo di prodotto (imbottigliato o no) e della qualita’ della produzione (espressa in euro di fatturato per ettaro). Oggi ci occupiamo di analizzare i risultati, nel prossimo post andiamo a fondo sulla struttura dei costi. Quali le principali conclusioni? (1) i margini delle imprese sono diminuiti nel 2005; (2) questo e’ dovuto a un calo del fatturato, cui non ha fatto seguito una riduzione dei costi; (3) le aziende che vanno bene sono quelle con un fatturato superiore a EUR19,000/ha.


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Viniflhor published a detailed report regarding the profitability and the cost structure of wineries for 2004 and 2005. This is a very interesting study, done on a sample of 468 companies representing all key French wine areas (except Alsace), with an average vineyard of 29ha for the most part (19ha) on AOC wines and with an average yield of 67hl/ha (50hl/ha AOC). The study divided the sample into 7 categories, depending on the destination of the product (towards the cooperative or sold on their own), the type of product (bottled or not) and quality of production (expressed in euros of turnover per hectare). Today we are to analyse the results, while in the next post we will review the cost structure. What are the main conclusions? (1) margins decreased in 2005; (2) this was due to a decline in turnover, that was not followed by a reduction of costs; (3) companies that performed well are those with a turnover exceeding EUR19000/ha.
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6 September 2008

Il costo di produzione del vino di Constellation Brands in California

Durante il suo investor day, Constellation Brands ha proiettato una diapositiva che mostra il costo di produzione dei suoi vini in California, per far comprendere agli investitori come puo’ variare il costo di produzione a seconda del grado di qualita’ del prodotto. Ne esce un quadro dove tra il vino piu’ curato e quello meno curato c’e’ una differenza di circa 7 volte (tra USD9 e USD1.3 per bottiglia), con la maggior parte della differenza che viene dalla parte piu’ prettamente “industriale”, cioe’ di quanto costa produrre e mantenere la vigna: la variabilita’ e’ incredibile per certi versi, da USD1.1 a USD9.


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29 June 2008

Il costo di produzione del vino – dati 2005 e 2006 Francia e Sud Africa

[English translation at the end of the document]
Fonte: Viniflhor su dati Agrex Consulting
Ritorniamo sull’interessante argomento del costo di produzione del vino con una serie di dati relativi alla Francia e al Sud Africa. Per la Francia, si parla del costo di produzione per ettaro relativo al 2005 sia di una azienda AOC (su 20ha, non irrigato, 67q/ha) che di una non-AOC (32ha, non irrigato, 100q/ha), mentre per il Sud Africa e’ stato calcolato il costo di produzione di una grande tenuta con tecniche industriali (75ha, 95% irrigato, 153q/ha di resa). Ebbene i risultati che vedrete nei grafici sono piuttosto eclatanti e rendono giustizia del prezzo estremamente conveniente di certi prodotti sul mercato. Il costo per ettaro varia dagli EUR2500 del Sud Africa ai EUR3700 per l’azienda non AOC francese, fino ai quasi EUR10000 della azienda AOC Francese. Se dividiamo per la produzione per ettaro giungiamo a un prodotto che costa EUR0.25 al litro piuttosto che EUR2.18!


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3 April 2008

Articolo del professor Pomarici sulle dimensione ottimale delle imprese vinicole

Oggi vi presento un interessante articolo del Prof Eugenio Pomarici dell’Università Federico II di Napoli, sulla Dimensione ottimale delle imprese del mercato Vinicolo, qui vi è il link per una completa lettura.

http://www.oiv2007.hu/documents/law_economics/322_pomarici_paper_oiv_2007_2.pdf

Qui riassumerò i risultati dell’articolo che si divide in 4 parti: 1) Introduzione 2) Dimensione ottimale delle imprese 3) Relazioni tra dimensione produttiva e costo di produzione nel settore vitivinicolo : alcune evidenze empiriche 4) Considerazioni finali; che più mi hanno colpito.
L’introduzione spiega come nel mercato del vino operano imprese di dimensione estremamente diversa dalle boutique winery che trasformano l’uva di pochissimi ettari ai giganti con fatturati maggiori superiori al miliardo di euro. Questa convivenza tra imprese tanto diverse appare come una macroscopica peculiarità dell’evoluzione dei modelli di business nel mercato del vino negli ultimi 20 anni. Questa complessa articolazione strutturale trova una giustificazione in una segmentazione della domanda che ha visto crescere la quota dei vini di maggiore pregio e prezzo la cui produzione è compatibile anche con una scala di produzione contenuta e, al tempo stesso, nell’emergere di economie di scala che hanno dato un vantaggio competitivo alle imprese di maggiori dimensioni.

Today i present you an interesting article written by Prof. Eugenio Pomarici of Federico II University of Naples concerning the optimal size of wine companies, here you can find the link to the article. http://www.oiv2007.hu/documents/law_economics/322_pomarici_paper_oiv_2007_2.pdf

Here I will resume the key facts of the article that is divided in four parts: 1) introduction: 2) Optimal size of the companies 3) Relations between production size and cost of production in wine business 4) Final consideration. Introduction explain how in the wine market are present companies with a very different supply capacity. From the boutique winery making wine with the grape coming from a few hectares vineyard to giants with a turnover of more than a milliard of euros. The coexistence of so different firms is the more stunning feature of the evolution of business models in the wine market. This complex structure of production find an explanation in a segmentation of the demand who has seen a growing of the market share of high quality / high price wine that the production is compatible with small production capacity and at the same time the emerging of scale economy that give a competitive advantage to the larger companies.Successivamente l’articolo analizza gli aspetti microeconomici parte 2, per poi analizzare nella terza parte la relazione tra dimensione produttiva e costo produttivo. In essa emerge che il vino è un prodotto soggetto ad una forte differenziazione, le imprese produttrici sono generalmente multiprodotto ma l’offerta di ciascuna di queste non necessariamente copre tutta la possibile gamma. Il mercato è geograficamente molto vasto, con una segmentazione nazionale e regionale abbastanza marcata, e, inoltre, il costo di trasporto non è esiguo se rapportato al valore unitario del prodotto (nella maggior parte dei casi). Tutti questi elementi rendono naturalmente poco agevole sia l’individuazione delle curve di costo, sia quella dei singoli mercati con il quale si confrontano le imprese del settore del vino.

Subsequently the article analyze the microeconomics aspects, part 2, then analyze in the third part the relation between production dimension and the cost of production. It emerge that wine is a product that has a strong differentiation, wine companies are generally multi grapes but the offer of each one not necessarily cover all the available grapes. The market is geographically very wide, with a national and regional segmentation strong, and besides the transportation cost are quiet important if compared with the unit value of the wine. All these elements makes hard both to find the curves of cost and both the single markets on which wine companies compare each others.

L’articolo si conclude affermando che le economie di scala che si evidenziano nell’attività vitivinicola determinano un vantaggio competitivo tendenziale per le imprese di dimensioni medio grandi soprattutto nelle produzioni di minore pregio dove solo con una minimizzazione dei costi si possono raggiungere margini remunerativi. Le imprese di minori dimensioni, anche se devono superare costi di ingresso non proibitivi, possono sviluppare margini remunerativi solo nella produzione di vini di maggiore pregio. Le imprese di maggiore dimensione, sfruttando delle economie di scopo, possono però minacciare le imprese minori anche nel segmento specifico dei vini di alto pregio. Sotto questo profilo sono da segnalare due elementi che in linea generale possono rallentare o inibire i processi di concentrazione e impedire l’emergere di una taglia ottimale specifica e di dimensione piuttosto elevata. Il primo è specifico dei paesi grandi produttori dove il permanere di un mercato nazionale molto ampio, con una persistenza di circuiti locali di
approvvigionamento determina delle situazioni locali particolari che possono garantire una redditività soddisfacente per le imprese di dimensione medio piccola anche nella fornitura di vini di gamma medio bassa. Il secondo è specifico delle imprese di piccola dimensione focalizzate sulle produzioni di gamma elevata; queste hanno una struttura dei costi compatibile con i prezzi di vendita ma svantaggiosa rispetto alle imprese di maggiori dimensioni. In questo segmento, infatti, il pubblico richiede vini con una forte connotazione territoriale, tipicità e personalità del produttore; le imprese di minore dimensione sono, quindi, quelle che hanno le caratteristiche per sviluppare un’offerta con le caratteristiche specifiche apprezzate dal pubblico e possono godere, pertanto, di un vantaggio competitivo in buona misura non contendibile.
Si può quindi concludere che se si verificherà una stabilità della struttura dei consumi nei paesi tradizionali produttori e una permanenza o rafforzamento della domanda per i vini life style ci saranno le condizioni per la permanenza di imprese che coprono una vasta gamma di dimensioni operative diverse, qualora tutte siano capaci di gestire in modo efficace le relazioni con il mercato.

The article ends explaining that scale economies that underline in wine business create a competitive advantage for medium-large companies moreover in the productions of less value wine where a reduction of costs can reach profit margins. The small companies, even if they have to pay entrance costs not too excessive, can develop profitable production only in high quality wine. The largest companies using purpose economies can threaten the smallest one even in the wine market of high quality. There are two elements that can delay or stop the process of integration and prevent the emerge of an ideal size of companies with an high turnovers. The first is specific of the largest production countries, where the internal market is very large, with the persistency of local circuit of supplying create particular local that can guarantee a good earnings also for small and medium companies even when they supply medium-low quality wine. The second is specific of the smallest companies focused on high quality wines, who have higher cost of the largest but compatible with the prices of high quality wine. In this segment, the consumer ask for wines with a strong link with the area of productions, and the know – how of the producer, and so the small companies can gain a competitive advantage that is difficult to contend. So it can be said that if the wine consumption will be stable in the largest production countries and a stable or increase request for high quality wine, there will be the conditions for the permanence of companies that cover a wide range of size, when they will be able to handle in effective way the market.

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23 March 2008

Il costo di produzione del vino – studi universita’ USA 2003-2005

Negli Stati Uniti le università si occupano di compilare degli studi molto dettagliati che spiegano quali sono i costi di produzione dell’uva e, quindi, di una bottiglia di vino. Una specie di “costo sorgente” che non e’ (come si vorrebbe da noi) calcolato con l’obiettivo di scovare i viticoltori che guadagnano “troppo” (esiste?), ma bensi’ per guidare le scelte imprenditoriali di chi vuole mettere su un’azienda vinicola, per metterlo di fronte al costo iniziale di produzione. La statistica che vi propongo si riferisce al 2003 ed e’ relativo a un ettaro (abbiamo moltiplicato il costo di un acro per 2.47) di Cabernet Sauvignon in California. Quale e’ la principale conclusione? Che il costo vero da considerare nella produzione del vino e’ quello della terra, che rappresenta oltre la meta’ del totale, e che quindi i prezzi elevati di alcuni vini si giustificano con il valore elevato che viene dato alle terre sui quali sono prodotti…

In USA university are doing studies to explain which are the costs of producing grapes and wine. This is not to try to understand if farmers are generating extra return (as we would aim in Italy), it’s to make potential new farmers aware of what costs will they incur if they decide to set up a winery. The figures are based on 2003 dollars and are based on the production of 1 hectare (we translated from acres) of Cabernet Sauvignon in California. Which is the main conclusion? That the true cost of producing wine lies in the cost of the land, which is half of the total cost. As a result, the high price reached by some wines is justified by the very high value of the vineyard where its grapes are produced.

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Lo studio elenca in modo molto dettagliato ogni trattamento e ogni operazione con l’indicazione dei costi. A noi forse interessa di piu’ avere un’idea dell’origine di questi costi. Secondo lo studio, un ettaro ha un costo vivo (cioe’ monetario) di circa USD13600, dei quali circa USD8600 sono relativi alle fasi di coltivazione e vendemmia, mentre i rimanenti USD5000 sono relativi ai costi amministrativi e assicurativi e, soprattutto, alle tasse (circa USD3800). In realta’, come vedete questi costi sono circa un terzo del totale, perche’ la gran parte e’ rappresentata dai costi non monetari, cioe’ dal costo di detenere la terra (quasi USD22000 nella simulazione) e dai costi impliciti di mantenere la struttura (un altro 15% del costo totale). Questo rende l’idea che il costo di coltivazione della vigna non e’ legato a quanto si spende per vendemmiare, ma piuttosto al capitale immobilizzato nell’azienda, sia esso il costo per affittare la vigna o la rata del mutuo o il costo “implicito” di aver investito in un pezzo di terra.
The study snows a very detailed list of treatment and the cost of each of them. We are more focusing here on putting them together in big categories. According to the study, 1 hectare has a cash cost of USD13600, of which USD8600 are for the cultivation and harvest and USD5000 are for G&A, insurance and tax (USD3800). More important, these costs are just a third of the total one as the two thirds are represented by implicit costs to maintain the structure and to own/rent the land (USD22000). This takes us to the conclusion that the cost to produce wine is not the cost to harvest but rather the capital employed in the firm, which is the cost of the land, eventually.

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Nella seconda torta vedete anche quanto pesano i costi del personale addetto alla coltura e alla vendemmia sul totale: siamo intorno al 14% del totale (ovviamente con le assunzioni dello studio). Come dicevamo, il costo della terra e’ la meta’ del costo totale del prodotto finale, mentre un altro 35% se ne va tra tasse, costi di avviamento dell’azienda, remunerazione dell’imprenditore e costo dei macchinari.
In the second pie you can see how are the costs split by origin: personnel costs are in this simulation 14% of the total, while land is accounting for half of the total, with the remaining 35% split between tax, costs to set up the firm, to depreciate machinery and to remunerate the entrepreneur.

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Un secondo esercizio che ho fatto e’ quello di cercare di tradurre questi numeri in costi per bottiglia. Potete quindi vedere quanto sarebbe il costo per bottiglia di una ipotetica produzione di un ettaro a Cabernet Sauvignon in California. Ho messo una tabella a diverse assunzioni di quintali per ettaro: nella zona 70-90q/ha, che e’ quella che contraddistingue le nostre produzioni di punta come il Barolo e il Brunello, arriveremmo a dei costi vivi per bottiglia tra USD1.8 e USD2.3, quindi relativamente bassi, ai quali pero’ vanno aggiunti USD5.4-7 di costi impliciti, che portano il costo della bottiglia tra USD7 e USD9. A rese molto alte 130q/ha il costo per bottiglia sarebbe significativamente piu’ basso a USD5.
A second exercise is to try to translate these figures into a cost per bottle. I did it based on a different yield levels. In the 70-90q/ha range, which is the most interesting one being the level of the top Italian wines, you would get to a cash cost per bottle between USD1.8 and USD2.3 and to a USD5.4-7 non cash cost level. In other words, the cost per bottle would be between USD7 and USD9. With higher yields you would reach a USD5 per bottle cost.

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Infine, da un altro studio (questa volta su base 2003), abbiamo una serie di indicazioni in dollari per bottiglia di quanto pesano alcune componenti come i tappi, le bottiglie e le etichette e a quanto possono ammontare i costi di marketing e i costi generali. Vi prego di non sommare questi numeri a quelli precedenti, non c’entrano niente. Come potete vedere i costi di marketing possono arrivare a USD1.5 per bottiglia e la forchetta e’ molto ampia, da USD3.7 a USD8.6 per bottiglia.
Finally, another study takes care of giving some figures about the cost (2003 base) of certain items such as corks, bottles and labels and to what could be the weight of G&A and marketing costs. Don’t sum these figures with the previous ones, they are not consistent. As you can see, the range of these costs per bottle is quite wide, from a total of USD3.7 to USD8.6.

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