I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '03.4 Resto del Mondo'

15 October 2009

Sud Africa – superfici, mercato e produzione di vino – agg. 2008


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Torniamo oggi sui dati del Sud Africa grazie al rapporto annuale molto dettagliato che viene reso disponibile dal SAWIS, che si occupa espressamente di stilare le statistiche sul mondo del vino. Lo studio di presenta un quadro iper-dettagliato, del quale noi esploreremo soltanto le cose piu’ significative. Che cosa emerge da questi numeri: (1) il Sud Africa ha raggiunto una superficie vitata di circa 100mila ettari e qui si e’ fermata. Sono due anni che la vigna non cresce piu’; (2) la produzione continua invece a crescere in modo moderato grazie a un andamento favorevole delle rese produttive; (3) il mercato del vino Sud Africano, anche a causa delle cattive condizioni economiche, non sta piu’ crescendo in volumi e ormai copre meno del 50% della produzione di vino del paese; (4) le esportazioni continuano a crescere e hanno raggiunto nel 2008 4.1m/hl; (5) l’industria del vino locale mostra segnali molto sani di consolidamento: le piccole aziende sono numericamente in calo e sono sostituite da aziende piu’ grandi: un buon segnale per la sostenibilita’ del settore nei prossimi anni.


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18 August 2009

Australia – produzione uva e vino 2009

Attraverso i dati della WFA, l’associazione dei produttori di vino australiana, siamo in grado di analizzare la produzione 2009, con i dati raccolti in quintali di uva. Dobbiamo quindi fare un piccolo calcolo per giungere alla produzione di vino che nel 2009 dovrebbe essere intorno a 11-11.2m/hl, rispetto ai 12m/hl del 2008. Si tratta di un valore comunque inferiore al picco della produzione australiana, quei famosi 12.5 milioni di ettolitri del 2006, e anche al valore previsto di 12.5m/hl che era stato formulato un paio di anni fa (come sapete gli australiani fanno le previsioni per qualche anno in avanti sulla produzione di vino e per vitigno). Siamo comunque bel al di sopra dei 9 milioni toccati nella grande crisi del 2007. Che cosa succede nella produzione australiana? Questi dati ci portano poche novita’. Forse la piu’ significativa e’ che i grandi vitigni internazionali non sembrano crescere piu’ come un tempo. In Australia si vive un fenomeno di ritorno sullo Shiraz (che considero in questo post come “autoctono” anche se in realta’ non lo e’), e tra i vini bianchi il boom del Pinot Bianco/Grigio che ormai rappresenta il 5% della produzione di vini bianchi.


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3 June 2009

Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2008

Come mai la Nuova Zelanda ha esportazioni in crescita e produttori con ottimi profitti (vedere Delegat’s per credere)? Semplice, sono in pochi e molto grandi (50 ettari per azienda in media), hanno improntato la loro produzione vinicola all’alta qualita’ (vedi rese basse), si sono concentrati e continuano a farlo su quello che gli viene meglio (il sauvignon), hanno dei metodi di misura precisi (vedi questo file che annualmente viene emesso). Noi umilmente guardiamo ai grandi numeri, ma se volessimo potremmo tagliare la Nuova Zelanda per vitigno, per sottozona e conosceremmo il valore delle uve, chi ha comprato che cosa. Poi c’e’ l’altro studio che ci dice quanto guadagneremmo. Direi un’oasi, un’isola felice per chi deve prendere delle decisioni di investimento. Peccato che stia dall’altra parte del mondo, verrebbe da dire. Pero’ fa arrabbiare: con le risorse che puo’ muovere il mondo del vino italiano siamo arroccati su 400 denominazioni di origine, centinaia di vitigni autoctoni (tutti molto degni di esistere, ma quasi tutti senza massa critica per competere), superfici vitate medie ridicole che soltanto il mondo cooperativo riesce in qualche modo a convogliare (purtroppo generando leader di mercato sterili che competono su piani diversi rispetto alle altre aziende del settore). Resta un punto critico: la Nuova Zelanda comincia a essere un produttore “grandino”: 2 milioni di ettolitri, con i consumi domestici ormai stabilizzati e le esportazioni ancora in crescita. La crisi del mercato globale potrebbe quindi essere piu’ che una minaccia per questa esemplare storia di successo.


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23 February 2009

Argentina – produzione di vino 2008

L’Argentina ha avuto nel 2008 una produzione di vino in calo del 9% a circa 21 milioni di ettolitri. In verita’, il calo e’ stato soprattutto relativo alla produzione di mosti, che ha segnato un -22% a 6.4 milioni di ettolitri, scendendo dal 35% al 30% della produzione totale. La produzione di vino vero e proprio e’ stata in diminuzione del 2.5% a 14.7 milioni di ettolitri, cioe’ circa 0.3 milioni di ettolitri in meno rispetto al 2007, la medesima riduzione registrata anche nel 2007.


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11 February 2009

Elasticita’ della domanda di vino: dati per nazione ed evoluzione nel tempo – studio AAWE

Torniamo sull’argomento dell’elasticita’ della domanda del vino con uno studio di James Fogarty che e’ stato pubblicato su AAWE e che fa una specie di riassunto degli studi condotti sino ad oggi e li rielabora cercando di mettere a confronto il vino, la birra e gli spirits sia rispetto ai diversi paesi che nel tempo. In altre parole, lo studio cerca di comprendere come il comportamento dei consumatori nei confronti delle bevande alcoliche e’ cambiato nel tempo. Quali sono le conclusioni? (1) che la birra mostra una elasticita’ minore del vino e degli spirits sia a variazioni del reddito che al suo stesso prezzo; (2) riguardo al vino, che la domanda non sembra essere particolarmente influenzata dal prezzo in Francia, Giappone e Germania, mentre lo e’ molto di piu’ in Italia e Spagna; (3) che la domanda di vino e’ molto influenzata dall’andamento dell’economia nei paesi anglosassoni, relativamente di meno in Europa e quasi per niente in Spagna; (4) lo studio rispetto al tempo mostra che la domanda di vino e’ diventata sempre piu’ sensibile al reddito fino agli anni 60 per poi cominciare a scendere. Si stima che nei prossimi anni il vino possa diventare un prodotto sempre piu’ “anticiclico”; (5) al contrario, si stima che la domanda di vino diventi piu’ elastica al prezzo, seguendo la tendenza iniziata negli anni 50, questo perche’ (secondo lo studio) il vino tende ad avere sempre piu’ alternative di consumo.


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10 January 2009

Produzione mondiale di vino 2008 – stima OIV

Fonte: OIV
OIV ha pubblicato il suo aggiornamento di ottobre, che come ogni anno fornisce una prima indicazione della produzione mondiale di vino nel 2008 (+0.3% sulla previsione mediana) e dell’evoluzione dei consumi globali (+0.6% nel 2008). Ebbene, per il secondo anno consecutivo, sembra che il mercato del vino sia in leggero deficit (di circa 6-7m/hl), una volta che nei consumi sono inclusi i 25-30m/hl che vengono impiegati per usi industriali e per la distillazione. L’aggiornamento va pero’ in profondita’ essenzialmente nel settore della produzione, dove possiamo notare il calo della produzione europea (-1%), compensato da un incremento del 4% nella produzione del nuovo mondo (USA-Australia, Africa e Cile). Il paese con la vendemmia peggiore dal punto di vista quantitativo nel 2008 sembra essere stato la Francia, con un calo del 6% rispetto al 2008 ma ben del 14% rispetto alla media del quinquennio 2004-2008. Dall’altro lato, appare evidente il recupero dell’Australia (+22% a 11.8m/hl), anche se largamente sotto il suo livello standard del 2004-2006 (oltre 14m/hl).


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7 November 2008

Argentina – superfici e produzione di vino – aggiornamento 2007

Fonte: Ist. Nac. de Vitivinicultura
Nel corso di una serie di post negli ultimi mesi abbiamo visto che l’Argentina e’ un mercato che sta emergendo nel panorama del commercio mondiale di vino, guadagnando posizioni a discapito dell’Australia e degli USA. Abbiamo poi visto che e’ un nazione dove il peso dei vigini internazionali e’ relativamente limitato (21%) a confronto con altri paesi del “nuovo mondo” vinicolo. Abbiamo infine apprezzato come l’Argentina sia considerata da Viniflhor uno dei paesi competitivi per la produzione di vino, grazie a un forte potenziale produttivo e a un ottimo posizionamento dei suoi prodotti sui mercati mondiali. E tutte queste considerazioni si possono riprendere quando si guardano i numeri del settore in Argentina, che sono molto ben messi in luce dall’Istituto Nazionale di Viticoltura. Questi dati ci portono a una ulteriore serie di considerazioni: (1) il potenziale produttivo e’ ben visibile osservando la grande quantita’ di prodotto ancora venduto come mosto; (2) il potenziale qualitativo sta venendo fuori, con oltre il 60% del vigneto dedicato a produzioni di alta qualita’; (3) uno dei punti deboli, la poca forza di mercato degli operatori, potrebbe essere parzialmente risolto dalla maggiore dimensione media delle cantine; (4) gli argentini hanno le idee chiare su quali vitigni vogliono coltivare: Malbec, Cabernet Sauvignon e Bonarda.


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23 June 2008

Produzione e consumi mondiali di vino nel 2007 – fonte: OIV

[English translation at the end of the document]

Fonte: OIV
Facendo leva sulle ultime pubblicazioni di OIV riguardiamo all’equilibrio del mercato del vino a livello mondiale e di macroregioni. Conclusione: il forte decremento di produzione degli ultimi 12 mesi, sia in Australia (-4m/hl nel 2007) che nei maggiori paesi Europei (circa -18m/hl tra Italia, Francia e Spagna) ha portato a un repentino riequilibrio del mercato mondiale, stimato da OIV a 267m/hl (rispetto ai 300m/hl di picco del 2004) contro un consumo “umano” di circa 240m/hl (che ha pero’ intrapreso un timido percorso di crescita) e circa 30m/hl che OIV stima come consumo “industriale” per i prodotti derivati del vino. Come vedete dal primo grafico, quindi, secondo OIV nel 2007 il settore mondiale del vino ha incominciato a intaccare le riserve di alcol per soddisfare le richieste di produzione di prodotti derivati, dato che nel 2007 mancherebbero all’appello circa 10m/hl. Il tutto avviene in uno scenario di graduale riduzione del vigneto europeo (che ha perso circa 300k/ha dal 2000 al 2007), compensato dalla forte crescita nel resto del mondo: secondo OIV il vigneto mondiale (sia per il vino che per l’uva sultanina e da tavola) si e’ attestato a 7900 ettari.

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2 May 2008

Australia – produzione di vino e previsioni di produzione al 2009

L’Australia (www.abareconomics.com) e’ uno dei principali produttori di vino del mondo ed e’ anche un produttore che ha molta cura della programmazione futura delle vendemmie e di capire quale e quanta uva sara’ prodotta. Esiste percio’ una vasta disponibilita’ di numeri che oggi commentiamo. Le principali conclusioni sono le seguenti: (1) dopo la siccita’ che ha colpito la vendemmia 2007, l’Australia prevede di ritornare sugli standard produttivi del 2006 soltanto nel 2009; (2) la superficie vitata non e’ destinata a modificarsi in modo sostanziale nei prossimi anni; (3) del leggero incremento di produzione atteso nel 2009 rispetto al 2006 (parliamo di 800k/q di uva), ci si attende una maggiore domanda di uve bianche (Chardonnay in particolare) e un leggero calo per i rossi (guidato dal Cabernet Sauvignon e dalle varieta’ minori a vantaggio del Merlot e dello Shiraz).

Australia (www.abareconomics.com) is one of the major wine producers and is also very keen on providing data about historic (at a price!) and future (for free!) production. The main conclusion of this post are: (1) after the drought of 2007, Australia plans to be back to 2006 production by 2009; (2) areas are expected to remain broadly flattish in 2008-09 after a 8000ha addition in 2007; (3) the slightly higher production in 2009 vs. 2006 should be concentrated in white grapes (Chardonnay in particular), with a worse performance for major red grapes.

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Nota: tutti i numeri sono definitivi per il 2006 e provvisori per il 2007, le quantita’ si riferiscono a tonnellate di uva e i valori a dollari australiani (cambio circa 1.70 con l’Euro).
Partiamo con l’andamento delle vendemmie. Dopo un 2006 chiuso stabile a 1.84m/tons (cioe’ circa 12m/hl di vino), il 2007 ha visto un calo molto sensibile dei volumi a circa 1.26m/tons (circa 8.2m/hl). Il calo e’ stato molto piu’ sensibile per i vini rossi (-40%) rispetto ai vini bianchi (-25%), con delle variazioni attese per vitigno abbastanza omogenee. Nel 2006, nonostante la vendemmia stabile si era pero’ notato un sensibile calo del valore per tonnellata delle uve, passato da AU$712 a AU$604 (-15%). Non abbiamo ancora i dati relativi al 2007, ma sara’ interessante vedere come si e’ mosso questo indicatore con un calo della produzione del 30%.

All figures are final for 2006 and provisional for 2007, quantities are in tons of grapes and values in Australian dollars (1.7 for 1 Euro).
After a 2006 of 1.84m/tons grape crush (12m/hl of wine), 2007 saw a significant decline at 1.26m/tons (8.2m/hl of production), with a 40% decline for red grapes and 25% for white grapes. In 2006, despite a stable grape crush, value per ton declined by 15% from AU$712 to AU$604. We still do not have data for 2007, but it will be interesting to see how value per grape moved with a 30% decline in production.

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Cosa si aspettano per il futuro. Dal grafico vedete che per la vendemmia 2007-08 si prevede un rimbalzo del 19% circa della produzione a 1.5m/tons (a ridosso di 10m/hl), con un incremento del 23% per i rossi e del 15% per i bianchi. Nel 2009 ci si aspetta un recupero piu’ sostanzioso (quando non si riesce ad essere ottimisti sul domani lo si e’ sul dopodomani…), con un incremento del 28% della produzione (26% per i bianchi e 31% per i rossi). Se hanno ragione, la produzione tornerebbe a 1.9m/tons (12.5m/hl), un valore del 4% superiore alla vendemmia del 2006. Il tutto dovrebbe realizzarsi con una base produttiva in ettari abbastanza stabile intorno ai 160-162000ha, con un balzo tra il 2006 e il 2007 di circa 9000ha.
What are the expectations for the future. First, as you can see in 2008 Australia expects a 19% rebound of total production to 1.5m/tons (just less than 10m/hl), with a +23% for reds and a +15% for whites. In 2009 the recovery should be more evident, with a 28% rebound for production (+26% for whites and +31% for reds). If they are right, in 2009 production would be back to 1.9m/tons (12.5m/hl), roughly 4% above 2006 grape crush. All this improvement should be generated with a very small increase of the areas (all occurring in 2007) of 160-162000ha in 2009 vs. 152480ha in 2006.

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Andando nel dettaglio per vitigno, la loro previsione sulle superfici vitate per vitigno indica chiaramente che dei 9200 ettari di incremento delle superfici, circa 2600 saranno adibite a Chardonnay, che e’ il vero vitigno in crescita. Invece, tutte i vitigni rossi famosi sono previsti tra lo stabile e il +3/4% nell’arco del triennio 2006-09 (peggio Cabernet Sauvignon, meglio Merlot e Shiraz), con una strana tendenza a diversificare in nuovi vitigni minori. Da ultimo, vale la pena di sottolineare che gli australiani stanno chiaramente puntando sul Pinot Grigio (avviso per i nostri produttori), la cui superficie e’ prevista crescere del 50% nel corso del periodo da 1080ha a 1650ha, soprattutto a cavallo tra il 2008 e 2009.
Looking at the data by grape going forward, areas are expected to increase overall by 9200ha, with 2600ha being covered by new Chardonnay plants. All major red grapes are expected to remain flat (Cabernet Sauvignon) or to grow slightly (3-4% for Merlot and Shiraz), while there is a strange tendency to diversify into new grapes. Finally, it is worth mentioning the plans to produce more Pinot Gris (warning for Italian producers), with 1650ha expected in 2009 vs. 1080ha in 2006, most of which to be implemented in 2009.

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26 February 2008

Mercato e produzione di vino in Canada

Fonte: Canadian Vintners Association
Guardiamo oggi al mercato del vino in Canada. E’ un mercato particolarmente interessante per l’Italia, in quanto rappresenta il nostro quarto mercato di esportazione dei vini imbottigliati (0.5m/hl per 184m EUR nei 12 mesi a Novembre) ma soprattutto uno dei mercati dove il nostro mix di esportazioni e’ particolarmente favorevole (EUR3.6 al litro contro una media di 2.4). Inquadriamo il mercato: il Canada e’ un paese dove vengono consumati circa 3.1m/hl di vino all’anno, di cui 1.1m/hl prodotti in loco e i restanti 2m/hl importati. Di questi 3.16m/hl, circa 1.6m/hl sono di vino rosso, 1.1m/hl sono di vino bianco, mentre il restante si divide tra vini rosati, spumanti e vini dolci (non ultimi gli ice wines). Come vedremo molto chiaramente nel post, la caratteristica principale di questo mercato non grandissimo e’ che sia i consumi che la qualita’ del vino consumato sono in crescita. Con qualche sopresa…

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We analyse today the Canadian wine market. This is a very interesting market for Italy, as it represents our n.4 market by exports for bottled wine (0.5m/hl for 184mEUR in the 12 months to November) but also a very important one for price mix (EUR3.6 per liter for Italian wines vs. average of 2.4). Canada is a country of 3.1m/hl consumption, of which 1.1m/hl produced locally and the remaining portion being imported. Of these, 1.6m/hl are red wines, 1.1m/hl is white wine while the remaining is represented by rose’, sparkling and sweet wines (don’t forget ice wines). As we will see, the key feature of Canadian market is that it shows healthy growth. With a few surprises…


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Ecco la progressione dei consumi totali di vino in Canada negli ultimi anni (5.3% annuo): una crescita del 4% annuo tra il 1995 e il 2000, che e’ accelerata raggiungendo il 6.6% annuo dopo il 2000. Ci sono pero’ delle differenze piuttosto significative in questi due periodi. Mentre i consumi totali crescono nei 9 anni in modo simile tra vini locali e vini importati, a partire dal 2000 e’ cambiata la musica: i vini locali fanno +8% annuo, (mentre facevano +3% prima del 2000) contro il +6% dei vini importati (che hanno pur accelerato rispetto al +5% del 1995-2000). Ma non finisce qui: i vini rossi crescono di oltre il 10% annuo, contro la stabilita’ dei vini bianchi (con qualche segno di recupero dopo il 2000, con un +3.4% annuo).
This is the total progression of wine consumption in Canada in the last 9 years, showing an average 5.3% CAGR. 4% between 95 and 2000, with an acceleration after 2000, with a 6.6% CAGR to 2004. There are some striking differences: starting from 2000, local wines are growing by 8% (while it was 3% before 2000), while imported wines are growing by 6% (still a bit better than the +5% of the previous period). But it’s not finished: red wines are growing by more than 10% yearly, vs. the flattish trend of white wines (with a few signs of recovery after 2000 with a +3.4%).

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Questa grande crescita dei vini rossi si puo’ anche evincere dall’andamento delle importazioni di vino in Canada. Nel 2004 si importavano 1.2m/hl di vino rosso, circa 2.5 volte quanto veniva importato nel 1995. Invece, i vini bianchi hanno avuto una stasi tra 0.5 e 0.6m/hl. Come vedete, le importazioni di vini spumanti e di vini dolci in Canada sono irrilevanti.
This significant jump of red wines is well visible when you look at wine imports in Canada. In 2004 red wine imports were 1.2m/hl 2.5 times the level of 1995. On the other hand, white wines were stable between 0.5 and 0.6m/hl. As you can see, sparkling and sweet wines are not really relevant import categories in Canada.

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Passiamo piu’ in dettaglio ai numeri del mercato. Quello che e’ importante e’ che i canadesi spendono sempre di piu’, con una crescita media annua tra il 1997 e il 2003 del 6.5% per la spesa procapite che ha raggiunto i 145 dollari canadesi. Quelli che spendono di piu’ sono gli abitanti del Quebec (lingua francese) con 215 dollari annui, seguiti dallo Yukon (178 dollari) e dalla British Columbia con 156 dollari e dall’Ontario con 130 dollari.
Let’s look in more detail to market numbers. What is important to note is that expenditure in wine is growing constantly: between 1997 and 2003 it moved up by 6.5% on a yearly basis reaching 145 Canadian dollars. Region with high spending were: Quebec (215 CDN $), Yukon (178 CDN $), British Columbia (156 CDN $) and Ontario (130 CDN $).

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Infine, suddividiamo questa crescita tra consumi e prezzo mix, per mostrare come quella crescita del 6% annuo e’ alimentata in modo piuttosto omogeneo (e quindi “sano”) sia dalle quantita’ che dal mix. In particolare, tra il 1998 e il 2003 i consumi pro-capite sono saliti da 11 litri a 13 litri (+3.4% annuo), mentre il prezzo medio di acquisto e’ cresciuto dell’1.5% annuo da 10 dollari canadesi al litro a 11. Chi beve meglio in Canada? Gli abitanti del Quebec, con un prezzo medio al litro di 12 dollari canadesi. Chi beve di piu’? Gli abitanti dello Yukon con 18 litri pro-capite.
Finally, we break down this growth between consumption and price, to show that the 6% growth is quite equally broken down between the two components. More precisely, between 1998 and 2003 per capita consumption moved from 11 to 13 liters (+3.4% on a yearly basis), while the average price moved up by 1.5% on a yearly basis from 10 to 11 Canadian $. Who is drinking the better in Canada? People of Quebec, with an average price of 12 Canadian dollar. Who is drinking more? People of Yukon, with 18 liters per capita per year.

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