I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '05.1.1 Francia'

10 March 2010

LVMH – risultati 2009


Guardiamo oggi ai risultati di LVMH, il leader indiscusso nel segmento dello Champagne e del Cognac. I numeri della seconda parte del 2009 non sono cosi’ male, e mostrano per certi versi un recupero, inteso come una riduzione della velocita’ del declino. A dire la verita’, in qualche caso cominciano a vedersi dei numeri positivi nelle crescite organiche (quindi ad esclusione dei cambi): lo Champagne e’ calato del 4% sull’ultimo trimestre (-16% nel 2009) contro un +6% dei vini (-2% sull’anno) e un +11% del Cognac (-5% sull’anno). LVMH dice chiaramente che questa tendenza sta continuando nel 2010 e che quindi per certi versi il peggio sembra essere alle spalle anche perche’ il de-stocking e’ finito; ci sono pero’ due cose da sottolineare: primo, che nei prossimi mesi bisogna attendersi una certa volatilita’ nella ripresa, cioe’ possono esserci mesi o trimestri ancora negativi; e, secondo, che i cicli di crescita dello Champagne sono di 5-6 anni. Quindi LVMH prevede che il mercato superi il picco precedente di 325-330 milioni di bottiglie verso soltanto verso il 2013-2014, prevedendo un mercato da 350 milioni di bottiglie soltanto nel 2015.



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22 December 2009

Laurent Perrier – risultati primo semestre 2009


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Laurent Perrier ha chiuso il primo semestre (Marzo-Settembre) con risultati in forte calo rispetto allo scorso anno, anche se la relazione degli amministratori sottolinea che i trimestri mostrano una specie di inversione di tendenza. In secondo luogo, il calo della produzione di Champagne previsto per il 2009 (come conseguenza del taglio delle rese) dovrebbe ridurre gli acquisti di uve e quindi dare una boccata di ossigeno al bilancio. Di certo i numeri del primo semeste fanno abbastanza paura: il fatturato e’ calato del 22% dopo il -26% del primo semestre 2008: in due anni le vendite si sono quasi dimezzate, da 115 milioni a 66 milioni. I margini scendono in modo molto significativo soprattutto a livello di margine operativo lordo e l’utile netto e’ praticamente annullato: da 11 milioni dello scorso anno a 2 milioni quest’anno. Il magazzino sale e il debito gli va dietro. Speriamo che sia veramente il fondo… Questi numeri sono anche interessanti perche’ ci indicano che l’anno veramente difficile per i numeri delle aziende sara’ il 2009 e che il calo del 2008 e’ stato soltanto l’inizio.


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28 November 2009

I numeri della viticoltura biologica in Francia – aggiornamento 2008


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Fonte: Viniflhor
Ogni tanto capita qualche domanda sulla viticoltura biologica. I dati sull’Italia non ci sono (o perlomeno io non ne ho mai trovati), ma quelli sulla Francia si, perche’ Viniflhor li pubblica tutti gli anni. Questo post serve soltanto per dare un’idea di come si sta muovendo questo fenomeno e che dimensione ha raggiunto in Francia. Dunque, nel 2008 c’erano in Francia 28190 ettari di vigna biologica, della quale il 56% gia’ operativa e il 44% in fase di conversione. La viticoltura di questo genere in Francia sta esplodendo: la crescita tra 2008 e 2007 e’ stata del 25% e la superficie (e nel 2007 era cresciuta a sua volta del 20%) ha raggiunto il 3.3% della superficie vitata totale della Francia. Il vino, come vedremo nel seguito del post, e’ anche il prodotto che piu’ di tutti sta cavalcando l’onda del biologico, almeno in termini di crescita rispetto al 2007.


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31 October 2009

Giappone: importazioni di vino e quote di mercato – aggiornamento 2008

Riprendiamo il discorso sul vino in Giappone con le statistiche sulle importazioni di vino imbottigliato, sfuso e di spumanti relative al triennio 2006-2008. Le principali conclusioni sono le seguenti: (1) il mercato dei vini importati nel 2007/08 cresce a valore del 6-7% mentre a volumi del 2% circa; (2) la Francia domina ma con quote di mercato in deterioramento evidente; (3) il vino italiano e’ n.2 sugli imbottigliati con quote in crescita; (4) nel segmento degli spumanti si cresce ma sorprendentemente nel 2007 siamo stati superati dagli spagnoli.


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29 October 2009

Cottin Freres – risultati primo semestre 2009


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Cottin Freres ha chiuso il primo semestre 2009 (Ottobre 2008-Marzo 2009) con dei risultati tutto sommato dignitosi. Va pero’ detto che il periodo leggermente spostato indietro rispetto al semestre solare potrebbe aver favorito il gruppo. Infatti, nel corso del secondo semestre l’azienda ha anticipato una perdita netta per il 2009 nell’ordine di EUR2.5m, che si confronta con una perdita del primo semestre di EUR0.9m: il secondo semestre dovrebbe quindi chiudere con una perdita di EUR1.6m rispetto a un rosso di EUR0.2m del corrispondente periodo dello scorso anno. L’azienda ha intrapreso un piano di ristrutturazione (costo EUR0.2m) che portera’ al taglio di 7 dipendenti rispetto a un totale di 90.


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17 October 2009

Boizel Chanoine – risultati primo semestre 2009


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Prima di parlare del primo semestre di Boizel Chanoine, forse e’ meglio parlare prima di cosa dice del futuro. L’azienda valuta positivamente i risultati ottenuti, soprattutto in termini di margini e fa notare che a partire da settembre lo scenario sembra mostrare qualche segno di stabilizzazione. La strategia del gruppo sara’ immutata e l’azienda prevede di mantenere i volumi, anche se il peggioramento del prezzo-mix sul risultato operativo 2009 si fara’ certamente sentire.

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Bene, ora possiamo parlare dei risultati, considerando che gennaio-giugno sono un periodo “morto” per le aziende vinicole e ancora di piu’ per quelle di Champagne (a occhio fanno il 35% del risultato totale). Nel primo semestre 2009, Boizel ha mostrato un significativo calo delle vendite (-18%), una riduzione dell’utile operativo del 40% e dell’utile netto del 50%. Considerando la gravita’ della crisi e la componente predominante del calo del prezzo-mix (-13%) rispetto ai volumi (-4%), bisogna ammettere che il commento dell’azienda e’ corretto: questi risultati non sono proprio male.


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11 October 2009

Esportazioni francesi di vino – aggiornamento Luglio 2009


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Aggiorniamo oggi le statistiche sulle esportazioni di vino francese, che sono aggiornate a Luglio 2009. Chiedo venia, ma i numeri dei mesi del 2009 sono leggermente cambiati (di poco) e quindi le curve che mostriamo oggi sono forse un pochino diverse da quelle del post precedente. Ma veniamo al punto: la “crisi” delle esportazioni francesi di vino sta continuando: i cali mensili fino a luglio sono superiori al 20% sull’anno precedente; ci sono pochi segnali di stabilizzazione e anche la categoria che andava meglio, quella dei vini da tavola e “vin de pays” ha cominciato a girare in negativo. In questo confronto l’Italia ne esce sicuramente vincitrice essenzialmente perche’ i vini imbottigliati italiani vanno molto meglio di quelli francesi; invece nel segmento dei vini spumanti dobbiamo notare che i dati dello Champagne stanno ora viaggiando sul -30/40% annuo, che non e’ un valore troppo diverso da quello degli spumanti italiani, che ora come ora stanno scendendo a ritmi superiori al 20%.


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17 September 2009

Vranken Pommery – risultati primo semestre 2009


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Ho pensato di pubblicare i dati semestrali di Vranken Pommery per guardare come si evolvono i conti di un’azienda vinicola in un periodo di forte calo del fatturato. In realta’, nel caso specifico ci troviamo di fronte forse al “meno peggio”, nel senso che la VP ha nel corso del primo semestre 2009 incrementato la sua quota di mercato dal 7.5% a quasi il 10% nel mercato dello Champagne. Ci troviamo anche di fronte a un periodo dell’anno (i primi 6 mesi) in cui si realizza soltanto il 30% delle vendite annuali. I numeri che trovate sono quindi la somma dei secondi 6 mesi 2008 e dei primi 6 mesi 2009, cioe’ una sorta di 2009 fatto come se la seconda parte dell’anno fosse uguale a quella dell’anno scorso (che chiaramente non sara’, dato che il calo dovrebbe continuare in modo piuttosto evidente). I numeri che vedete portano a una serie di riflessioni: (1) la leva operativa impatta sui margini: cioe’ non solo il fatturato scende ma i costi fissi (come il costo del personale) pesano sugli utili, quindi con un fatturato a -8%, il MOL scende del 25% e l’utile operativo del 35%; (2) le minori vendite portano a un incremento del magazzino, se non si interviene prontamente sulle quantita’ prodotte; (3) questo comporta un incremento del capitale investito, che combinato ai minori utili fa scendere il ritorno sul capitale. Ma come dicevamo Vranken e’ stata forse la piu’ virtuosa tra le case di Champagne (Boizelle ha annunciato un calo delle vendite sul semestre del 18% contro l’8% di Vranken, mentre Laurent Perrier ha fatto un -25% sul periodo aprile-giugno, dopo che le vendite gia’ crollavano lo scorso anno).


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16 August 2009

L’immagine del vino in Europa – studio Calwine


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Uno studio dell’agenzia californiana del vino che riprenderemo di nuovo per i vini del nuovo mondo ha intervistato 4400 consumatori europei equamente distribuiti in Germania, Paesi Nordici, Russia, Polonia, Svizzera e Olanda. Ha provato la “brand awareness”, ha chiesto le abitudini di consumo. Il quadro e’ chiaro: la Francia e’ davanti a noi in modo piuttosto significativo, sia come percezione sia come consumo abituale. In un prossimo post vedremo come questi consumatori hanno risposto alle domande sulla bonta’, rapporto prezzo qualita’ e via dicendo. Le conclusioni sono queste: il vino italiano e’ secondo a quello francese quasi in tutte le statistiche e dappertutto, salvo qualche punta di eccellenza in Germania, Danimarca e Svizzera. Il vino e’ per i consumatori di questi paesi principalmente francese piuttosto che italiano (90% a 76%), e ci sta. Ma quello che piu’ mi fa pensare e’ che il vino italiano non riesce a essere “proporzionalmente” forte nel consumo abituale come lo e’ in altre graduatorie. In questa particolare classifica, e lo vedremo in un prossimo post, scopriremo perche’: questi consumatori trovano il vino italiano particolarmente caro.


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Partiamo con brand awareness e abitudini di consumo. Il 76% degli intervistati riconosce il vino italiano senza essere sollecitato. Un buon livello, ma lontano dal 90% del vino francese e non troppo lontano dal 73% della Spagna. Consoliamoci: la Germania sta al 53% e i paesi del nuovo mondo non superano il 43% (Cile). Volendo spulciare la brand awareness del vino italiano, siamo molto conosciuti in Svizzera (87%) e in Danimarca/Polonia/Germania (80-82%), mentre siamo abbastanza stranamente poco conosciuti in Olanda (62%). Giusto per sgomberare il campo da dubbi, non c’e’ un paese tra quelli analizzati dove stiamo davanti alla Francia, nemmeno in Svizzera. Invece, contro il normale terzo classificato che e’ la Spagna, siamo indietro in Olanda (71% per gli spagnoli) e in Svezia.
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14 August 2009

LVMH – risultati primo semestre 2009


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LVMH ha riportato dei risultati tutto sommato incoraggianti nel primo semestre del 2009. Peccato che molto del buono sia nella parte dei beni di lusso e non in quella degli spirits. E peccato che all’interno del segmento spirits, le buone notizie vengono piu’ dal lato cognac che non da quello vini, e in particolare da quello Champagne. Inutile ricordarvi che LVMH ha tra i piu’ noti marchi mondiali di Champagne (oltre a un paio di chicche nel mondo del vino). Nel primo semestre il calo del 9% dei volumi di Champagne si e’ trasformato in un crollo del 28% (da 22 milioni a 15.7), che unito al -13% degli altri vini (da 14.3 a 12.5 milioni) e al deterioramento dei cambi (in particolare la sterlina) ha portato a un -30% del fatturato a EUR458 milioni. Sotto questo punto di vista il -2.4% della divisione Cognac e spirits (da 636 a 621 milioni) sono una passeggiata. Come vedremo nel post, i margini scendono in modo pesante e il magazzino di prodotti in fase di invecchiamento sta esplodendo. LVMH e’ arrivata a 3.1 miliardi di magazzino contro 2.9 miliardi di vendite annue: nel 2004 le vendite furono di 2.2 miliardi con un magazzino di prodotti in fase di invecchiamento di 1.9 miliardi.


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