I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '05.2.01 Piemonte'

1 July 2011

Piemonte – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2010


Riprendono i compiti delle vacanze, che per I numeri del vino sono l’aggiornamento regionale della produzione di vino e delle superfici vitate. Cominciamo dal Piemonte. Procediamo come in passato per punti, lasciando una serie di grafici a “spiegare” in dettagli tutto quanto. Parto subito con il dire che questi numeri hanno diversi punti interrogativi e apparenti incongruenze, pur essendo le statistiche ufficiali dell’ISTAT. Se consideriamo che siamo secondo al mondo per la produzione di vino dopo la Francia, stiamo veramente messi male: il Piemonte ha tutti i dati stimati relativamente alla produzione 2010.
• Secondo ISTAT, la superficie in produzione in Piemonte e’ crollata da 52700 ettari a 48400 ettari, un calo dell’8%, per la maggior parte concentrato nelle province di Asti (da 18100 a 14800 ettari) e Alessandria (900 ettari persi a 13920). La superficie cala leggermente in provincia di Cuneo ma si mantiene sopra i 16000 ettari.
• Nonostante questo, il Piemonte ha recuperato la soglia di 3 milioni di ettolitri di produzione nel 2010 (+5%), che non toccava dal 2006. La provincia di Asti ha prodotto 1.1m/hl, +5%, Cuneo e’ cresciuta del 4% a 0.9m/hl, Alessandria del 5% a 839mila ettolitri.
• Invece ISTAT stima una produzione di uva in calo da 4m/quintali a 3.6m/quintali, da cui deriva la resa per ettaro che potete ammirare (sob!) nella tabella. Purtroppo, far uscire 3 milioni di ettolitri da 3.6m/quintali di uva e’ un esercizio non semplice, come potrebbero spiegare bene i viticoltori che leggono questo post.
• Sia la proporzione di vini bianchi e vini rossi 37.5%/62.5% che quella tra vini DOC e vini da tavola 83.1%/16.9% sono esattamente le medesime dell’anno scorso. Nella mia carriera mai ho visto due coincidenze cosi’ abbaglianti. Comunque, questi sono i dati e questi commentiamo: i vini rossi calano e i vini bianchi crescono, quest’anno per un fatto di produzione e non di peso ma questo e’ il trend piemontese.
• Infine, i dati ISTAT relativamente al valore aggiunto della produzione viticola e di vino nella regione. Come vedete, i dati (prime due righe Piemonte, seconde due righe Italia) sono in deciso miglioramento nel 2010 (+5% contro +2% per la viticoltura e -4% per il vino a livello nazionale). Stiamo parlando di circa 355 milioni di euro di produzione di uva ai prezzi di base e 315 milioni di valore aggiunto del vino (cioe’ per quello che capisco, al netto del valore delle uve).



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16 May 2011

Piemonte – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2009


Con l’approcciarsi della stagione estiva e delle vacanze, cominciamo la trafila delle produzioni DOC/DOCG e relativi grafici annessi sui dati prodotti da Federdoc. Con il 2009 abbiamo una serie piuttosto ricca, che copre 5 anni e che, nel caso del Piemonte, offre un quadro molto completo della situazione (non cosi’ per altre regioni). Come per gli anni scorsi, tante tabelle e grafici e qualche commento e spunto di discussione molto schematico.



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12 January 2011

Esportazioni di spumante italiano – dati a settembre 2010


Fonte: ISTAT
La prima novita’ del blog del 2010 e’ relative agli spumanti. Con un piccolo lavoro durante le vacanze ho approntato un database per tracciare le esportazioni della categoria nelle tre principali categorie: Asti spumanti, spumanti DOP e tutto il resto. In realta’ in “tutto il resto” si potrebbe fare ulteriori suddivisioni, ma nessuna e’ rilevante o aiuta nell’analisi. Sarebbe interessante avere un’ideal del metodo classico italiano, che pero’ e’ annegato dentro i DOP dove “risiede” anche il Prosecco. Pazienza. In questo primo post vi presento la base dei dati e una infarinatura su come si leggono e su quali sono i driver principali. I dati non sono ancora completi perche’ la nuova classificazione e’ partita a inizio 2010 e prima di quella data ci sono soltanto i dati totali e quelli relativi all’Asti.



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10 September 2010

Crisi astigiana. Di Angelo Gaja

di Angelo Gaja

E’ trascorso ormai un anno dall’entrata in vigore del’OCM vino e il Piemonte fatica ad adeguarsi ai nuovi provvedimenti introdotti:
- eliminazione dei contributi per la distillazione delle eccedenze dei vini a Denominazione di Origine Controllata.
- contenimento della sovrapproduzione attraverso premi all’estirpazione dei vigneti e premi per la distruzione dell’uva verde sulla vite (diradamento).

La cantine cooperative dell’astigiano invocano invece il contributo alla distillazione per oltre 200.000 ettolitri di Barbera d’Asti, Dolcetto e Brachetto.
Avevano sdegnosamente rifiutato 6,5 milioni di euro che erano stati assegnati al Piemonte per il diradamento delle uve 2010. Certamente un errore. E’ benemerito chi si adopererà per cercare di recuperarli e procurare alle cantine qualche sollievo. Racimolare finanziamenti altrove non sarà facile.

Restano però delle contraddizioni da dissipare.
Di fronte alla richiesta di contributi per eliminare le eccedenze le cantine sociali dell’astigiano hanno fortemente voluto ed ottenuto una modifica del disciplinare di produzione che autorizza, a partire dalla vendemmia 2010, ad un consistente aumento dei massimali di produzione per i vini destinati alla DOC Piemonte. Quando il vino già esce loro dalle orecchie sarà possibile da quest’anno, dagli stessi identici vigneti, produrne ancora di più.

Tra il 2007 ed il 2009 le cantine cooperative piemontesi avevano ricevuto finanziamenti per oltre 8 milioni di euro.
Nel corso degli ultimi trent’anni i contributi assegnati alle cantine cooperative piemontesi hanno raggiunto un’impressionante imponenza. Una parte delle sovvenzioni pubbliche è stata spesa con oculatezza ed ha prodotto risultati utili per il comparto. Non meno del 50% di esse sono invece state spese senza portare benefici, troppe cantine sociali continuano a vendere il vino sotto-costo o a prezzi stracciati; i soci vengono tenuti in ostaggio con la minaccia di essere perseguiti se non conferiscono la totalità delle uve e vengono convinti a scendere in piazza a protestare, quando il male è nel manico, in consigli di amministrazione incapaci di operare dei cambiamenti, che confidano perennemente nel sostegno pubblico per ripianare debiti e sprechi.

A chi giova, dopo trent’anni, continuare a sostenere questo 50% di cantine sociali sempre sull’orlo del fallimento?
Di quale utilità sono state per i loro soci viticoltori? Perchè i figli dei soci viticoltori non possono mettersi in proprio cessando di conferire le uve alle cantine sociali che nonostante il sostegno pubblico restano irrimediabilmente decotte?
Non è che la cattiva immagine di queste cantine oscuri il restante 50% di cantine cooperative efficienti che hanno invece contribuito a fare brillare il Piemonte?
Come fare capire che il denaro pubblico non può continuativamente essere destinato a sostenere una causa persa?
Perchè le cantine cooperative virtuose sono andate al traino della richiesta insensata di produrre dal 2010 maggiore quantità quando il mercato era già largamente inflazionato dalle eccedenze?
Quali sono i passi da fare per avviare un cambiamento e voltare finalmente pagina?
In effetti le domande sono retoriche, perchè le risposte si conoscono da tempo. Lo spreco del denaro pubblico suscita fiammate di scandali ben presto sopite, senza che si avviino provvedimenti consequenziali. I succhiatori di denaro pubblico si sono organizzati e costituiscono una armata affamata e difficile da contrastare. L’esubero di produzione ha fatto comodo a molti, anche agli imbottigliatori che possono continuare ad acquistare all’ingrosso a prezzi stracciati. Le responsabilità politiche sono elevate. I viticoltori sono vittime di un meccanismo perverso. La DOC Piemonte non è mai stata così svilita.
Non è consolante pensare che tutto continui a restare come prima.

Angelo Gaja
31 agosto 2010

l’articolo e’ gia’ stato pubblicato su
- LA STAMPA di mecoledi’ 1° Settembre, pagine delle province di Alessandria-Asti-Cuneo
- WineNews

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27 August 2010

Piemonte – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2008


Cominciamo con il Piemonte la pubblicazione dei dati Federdoc sulla produzione di vini DOC/DOCG delle regioni italiane. I dati sono stati resi pubblici a Marzo ma a tutt’oggi il sito internet non e’ aggiornato. Devo ringraziare Federdoc per avermi mandato una versione PDF del volume, da cui sto cominciando a elaborare i dati. Prima di addentrarci nei dati e’ necessario fare qualche precisazione: nelle precedenti edizioni ho trovato alcuni errori e dati mancanti che rendono i confronti temporali fuorvianti; questo tema e’ gia’ stato affrontato, tanto che Federdoc mi ha mandato questa precisazione, poi pubblicata sul blog: “In riferimento al commento sui dati produzione vini doc e docg – Puglia – estratti dalla nostra pubblicazione “VQPRD D’ITALIA – EDIZIONE 2008″ pubblicato nel sito “I numeri del Vino” siamo a precisarLe che tali dati vengono forniti direttamente dagli Uffici Agricoltura – Albo Vigneti delle Camere di Commercio I.A.A., sulla base delle denunce delle uve effettuate, e successivamente verificati dai Consorzi di Tutela prima della stampa.” Detto questo, Federdoc continua a pubblicare delle serie storiche di produzione DOC/DOCG dove, per esempio, nel caso della Sicilia in alcuni anni e’ inclusa la DOC Marsala (che da sola fa oltre la meta’ di tutte le DOC regionali), in altre no.

Passiamo ai dati relativi al Piemonte, dove secondo Federdoc si sono prodotti 1.98m/hl di vini VQPRD (-10%, ISTAT dice 2.12m/hl), cioe’ l’80% del totale prodotto nella regione di 2.48m/hl (in questo caso si tratta del dato ISTAT). In Piemonte si contano 54 denominazioni, di cui 48 con consorzio e 6 senza consorzio. In Piemonte ci sono 40857 iscritti agli albi, per un totale di 40659 ettari (superficie per iscritto ridicola di 1 ettaro), mentre hanno denunciato produzione 23120 produttori per 37588 ettari (il 92% del totale, con 1.6 ettari per denunziante). Si sono prodotti secondo Federdoc 2.78 milioni di quintali di uva per una resa di 74 quintali per ettaro.



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12 June 2010

Piemonte – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2009


Inauguro la serie degli aggiornamenti annuali dei dati ISTAT sulla produzione di vino 2009 con il Piemonte. Come per l’anno scorso, l’intenzione e’ di fornire molti dati e poche parole, magari sottolineando molto brevemente le caratteristiche principali. Oltre al 2009, includo anche la statistica relativa al valore ai prezzi di origine della produzione di vino, che puo’ essere interessante confrontare con la tendenza della produzione, per capire come si e’ mossa la regione nella scala del valore. Di qui a Settembre completeremo la serie con tutte e 20 le regioni. Buona lettura.

Piemonte – principali spunti di riflessione
- produzione vino 2009 in media con trend storici, in forte ripresa rispetto al 2008;
- le superfici vitate calano leggermente nel 2009, ma rispetto a un 2008 molto elevato. Tendenza alla crescita nella zona di Alessandria
- il valore della produzione di vini e’ calato del 7% annuo in termini reali contro dal 2005 contro un -2% della produzione, il che significa una perdita del 5% annua in termini di “prezzo”
- nonostante la buona annata sui vini rossi, i vini bianchi mantengono un peso sulla produzione superiore alla media storica
- la quota di produzione dei vini da tavola (ricordiamo che il Piemonte non ha IGT) e’ cresciuta leggermente nel 2009, al livello piu’ elevato (16.9%) dal 2005 a questa parte.



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26 December 2009

Terre da Vino – dati di bilancio 2001-2008


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Sperando che siate sopravvissuti all’abbuffata natalizia, vi propongo oggi un’analisi del bilancio di Terre da Vino. I dati sono ricavati da un database, quindi non e’ possibile trovare spiegazioni ai numeri o suddivisioni del fatturato per prodotto e neppure i dati chiave relativi alle cooperative. Possiamo pero’ avere un’idea piuttosto chiara di questa azienda (che e’ una tra quelle che ha ignorato le mie richieste di ricevere il bilancio). (1) Terre da Vino e’ stata protagonista di una crescita costante negli ultimi anni, che sembra essersi interrotta soltanto nel 2007 intorno alla soglia dei EUR20m di vendite; (2) la cooperativa ha gradualmente ridotto i margini nel corso del tempo, probabilmente per migliorare il ritorno dei suoi fornitori-azionisti; (3) nonostante questo ha mantenuto un rapporto tra debito e patrimonio netto abbastanza equilibrato, anche se aiutato nel 2008 da una rivalutazione degli attivi fissi per EUR1m; (4) come ha fatto? Non abbiamo dati sugli investimenti ma solo sugli ammortamenti. Dato che gli ammortamenti hanno raggiunto il picco nel 2002, possiamo desumere che Terre da Vino abbia completato un significativo piano di investimenti in quell’anno e che successivamente abbia gradualmente ridotto la porzione di cassa mantenuta in azienda per incrementare quella per i soci-fornitori. Ma gli investimenti sono ripresi nel 2008…


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18 December 2009

Produzione e vendita di Asti DOCG – aggiornamento 2008


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Fonte: Forum Spumanti/ISMEA
Nella tradizione natalizia degli spumanti, pubblichiamo oggi l’aggiornamento sui numeri dell’Asti DOCG, cosi’ come forniti dal Forum Spumanti in collaborazione con ISMEA. Ad arricchimento dei dati che trovate pubblicati, il blog e’ in grado di proporre una buona memoria storica per mettere i dati in prospettiva. Tutto sommato il 2008 per il prodotto Asti non e’ andato troppo male: le vendite sono calate del 4% a 75.4 milioni di bottiglie, che significano 565mila ettolitri di vino, il secondo miglior risultato di sempre, dopo il record del 2007 (591mila hl per 78.8 milioni di bottiglie). In realta’ il quadro e’ abbastanza peculiare: i paesi “tradizionali” vanno male salvo la Germania, i paesi emergenti stanno sostenendo il prodotto. Il prodotto Asti sta sempre piu’ diventando internazionale: ormai l’82% delle spedizioni partono per l’estero. Si tratta molto probabilmente di una delle denominaizoni piu’ internazionali del vino italiano.


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29 June 2009

Piemonte – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2008

Inauguro con il Piemonte la serie delle regioni con i dati ufficiali ISTAT aggiornati al 2008 in termini di produzione, superfici vitate, penetrazione dei vini per categoria e per DOC/DOCG e IGT. Dando ampio spazio ai contributi numerici e grafici, mantengo il commento piuttosto schematico e veloce. Per quanto riguarda il Piemonte, vale la pena sottlineare brevemente questi punti che mi pare emergano dai grafici e tabelle che seguono:
• La produzione 2008 e’ sotto la media storica del 14% circa e in calo del 9% rispetto al 2007.
• A questo calo contribuiscono i vini rossi/rosati, mentre i vini bianchi sono rimasti stabili rispetto al 2007.
• Il Piemonte si caratterizza per l’assenza di IGT e per la crescente penetrazione di DOC/DOCG, che hanno raggiunto l’86% della produzione, ben al di la’ della media storica del 31%.
• Il calo produttivo ovviamente coinvolge tutti le categorie, anche se i vini da tavola stanno gradualmente scomparendo.
• Le superfici produttive sono in calo significativo soprattutto in provincia di Asti e nelle altre aree meno critiche della regione.
• La resa per ettaro si conferma in calo da ormai 2 anni, a 71q/ha rispetto alla media nazionale di 94q/ha.

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16 May 2009

Piemonte – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2007

Fonte: Federdoc
English Translation at the end of the document

Iniziamo con il Piemonte a guardare i dati 2007 appena pubblicati da Federdoc relativamente a produzione, superifici e rese delle DOC/DOCG Italiane. In questo giro, ho pensato di adottare un formato molto numerico e poco letterario, per cosi’ dire. Troverete quindi ricchi tabelloni (molto dispendiosi da costruire) e i soliti grafici, con un commento iniziale in cui cerco di condividere i miei spunti.


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Il Piemonte rappresenta circa il 16% della produzione DOC/DOCG Italiana, con 2.2m/hl su un totale di quasi 14 milioni. Gli spunti di riflessione che questi dati ci pongono sono i seguenti:
• per la prima volta da 4 anni a questa parte le superfici DOC/DOCG non crescono, mentre quelle per vini IGT/Vdt sono in crescita di 900 ettari;
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