Stefano Castriota e Marco Delmastro hanno appena pubblicato un working paper su AAWE che studia le determinanti della reputazione di una azienda nel mondo del vino. Quali sono le caratteristiche dei produttori riconosciuti a livello nazionale e internazionale? Cosa determina la reputazione? Il campione sono le 581 aziende del nord ovest italiano, per la maggior parte piemontesi recensite dalle maggiori guide. Come gia’ visto in altre occasioni, questi esercizi portano a modelli statistici piuttosto deboli, le cui indicazioni sono correlazioni e regressioni con livelli di significativita’ statistica al limite (per quanto cio’ sia quanto di meglio ottenibile in termini di ampiezza di dati e sfruttamento di modelli econometrici). Dal nostro punto di vista essenzialmente vinicolo, le cose interessanti sono le seguenti: (1) di queste 581 aziende, purtroppo solo il 13% sono conosciute fuori dall’Italia e soltanto 10 (il 2%) possono considerarsi “top” a livello globale; (2) la reputazione nazionale e’ principalmente collegata alla classificazione dei vini, in particolare alla DOCG, alla presenza di un proprietario enologo e alla dimensione e all’eta’ dell’azienda; (3) la reputazione internazionale sembra piu’ correlata alla DOCG, alla dimensione aziendale, all’avere una gamma di prodotti completa e all’appartenenza a un gruppo privato; (4) le determinanti per passare dalla reputazione nazionali a quella internazionale sembrano essere la DOCG, la presenza di un proprietario enologo e la dimensione. Tutto sommato ne esce un quadro dove l’importanza della classificazione DOCG sembra piu’ importante di quello che potremmo immaginare (e su questo l’Italia non e’ manchevole), mentre la questione della dimensione si ripropone come una delle determinanti sicuramente positive per affermare un’azienda sui mercati internazionali.

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Scritto da bacca alle 20:00, in 01.3. Dati di mercato e di consumo, 05.2.01 Piemonte, 05.2.03 Lombardia, 5.2.16 Liguria
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