I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '05.4 Resto del Mondo'

8 April 2011

Concha y Toro – risultati 2010


Come per Cottin Freres, non fraintendiamo. Il post titola “risultati 2010”, l’argomento chiave e’ un altro. Concha y Toro ha comperato per 238m di dollari le attivita’ americane vinicole di Brown Forman. 3.1 milioni di casse di vino prodotto nel 2010 per 156 milioni di dollari di vendite. Ma non solo, una bella cantina da 36m di litri in California e un impianto di imbottigliamento di 6 milioni di litri di capacita’ a Paso Robles, con i suoi 240 dipendenti. Un marchio, Fetzer, da 2.2 milioni di casse (e Bonterra, 0.3m di casse). Errore? Pagato troppo caro? Puo’ darsi. Con questo deal, Concha y Toro punta al torero invece che al drappo rosso. Entra di forza nel mercato americano sfruttando la flessibilita’ finanziaria del uso bilancio (1.3 debito/MOL a fine 2010). Ha la forza per farlo, con un valore di mercato di 1.8 miliardi di dollari. Ha il dovere di farlo per acquisire una posizione di operatore locale nel mercato USA e acquisire un passaporto e una forte base locale. Si candida a uno dei top 5 mondiale del mondo del vino aggiungendo ai suoi 800m di dollari di vendite altri 238 dell’acquisizione: oltre 1 miliardo di dollari. Al cambio di 1.4 euro per dollari, 750 milioni di euro, oltre il 50% in piu’ della piu’ grande azienda italiana, che e’ una cooperativa. Noi italiani se vogliamo combinare qualcosa dobbiamo muoverci.



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17 March 2011

Cile – esportazioni di vino 2010


Le esportazioni di vino cileno hanno superato nel 2010 7 milioni di ettolitri, arrivando precisamente a 7.33 milioni di ettolitri. La crescita e’ stata del 6% circa, ma ci sono diversi aspetti che rendono l’andamento dell’export cileno interessante. Primo, le esportazioni di vino imbottigliato sono cresciute di piu’ che il totale: +11% a 4.3 milioni di ettolitri. In questo modo il Cile ha un po’ riequilibrato il mix delle esportazioni che negli ultimi anni era sta trainato piu’ dall’export di vini sfusi che imbottigliati (particolarmente nel 2009).



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11 March 2011

Importazioni di vino in Cina – aggiornamento 2010


Il mercato del vino cinese e’ sempre di piu’ nelle mani dei francesi. I dati 2010 appena pubblicati da OEMV parlano chiaro: la Francia ha una quota di mercato del 46% sul vino importato in Cina e addirittura del 52% quando si passa al valore imbottigliato. La questione diventa ancora piu’ bruciante quando si considera che l’import cinese di vino e’ letteralmente esploso nel 2010 raggiungendo 800 milioni di dollari dai 452 milioni del 2009 (+77%). In questo contesto, sarebbe naturale attendersi che il leader di mercato, la Francia, che nel 2009 aveva il 42% dell’import totale, possa perdere qualche punto percentuale di quota. Invece no, la quota e’ cresciuta. Dove sta l’Italia? Numero 4. Con una crescita fortissima (+96% nel 2010 contro +89% della Francia) ma con una quota di mercato che fa ridere: 6%. NB: parlero in euro per gli europei e in dollari per gli altri.



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19 February 2011

KWV – bilancio 2010 e presentazione attivita’


Chi e’ KWV? E’ una azienda vinicola appena formata in Sud Africa. In realta’ c’e’ sempre stata ma era prima Remgro-KWV, ed all’attivita’ operativa sommava anche la quota di maggioranza di Distell (59% per la precisione). Che cosa e’ successo? Che ad Agosto 2009 gli azionisti hanno deciso di “distribuirsi” le azioni della Distell e quindi la KWV e’ rimasta con la sua attivita’ operativa, di cui ha riportato il primo bilancio chiuso il 30 giugno 2010. KWV produce vino e brandy (60%-40% all’incirca) e vende principalmente in Sud Africa (49%), Europa e Regno Unito (37% in tutto). E chi era KWV? Una fusione di diverse cooperative vinicole che nel 1997 era passata dallo stato cooperativo a quello di azienda. Dato che i numeri sono in Rand, per darvi un parametro di confronto dovrete dividere per 10, in questo modo otterrete un valore equivalente in Euro.



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17 February 2011

Esportazioni di vino dal Sud Africa – aggiornamento 2010


Le esportazioni di vino sudafricano marcano un calo per il secondo anno consecutivo, scendendo da 4.0m/hl a 3.8m.hl nel 2010. Il calo del 4% mette il Sud Africa circa 0.3m/hl sotto il record di esportazoini toccato nel 2008 con 4.1m/hl. Tuttavia, le esportazioni restano ben sopra il livello di circa 3m/hl del 2006-07. All’interno di questo -4% ci sono pero’ delle eccezioni interessanti da commentare, e cioe’: (1) il successo dei vini bianchi sudafricani, con Chenin Blanc e Sauvignon che crescono in doppia cifra (ma non lo Chardonnay); (2) in alcuni mercati come il Canada, ma anche la Germania, il SudAfrica sta andando bene, dato che il calo e’ essenzialmente legato al mercato inglese (-16%).



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15 February 2011

Argentina – esportazioni di vino, aggiornamento 2010


L’Argentina ha completato nel 2010 un completo riposizionamento del suo export di vino, che ha consentito di mantenere il valore totale delle esportazioni pre-crisi con un mix fortemente migliorato verso il vino imbottigliato. I volumi sono crollati di oltre 2 milioni di ettolitri ma sono tutti prodotti di basso valore aggiunto. Il segreto dell’Argentina, oltre a un cambio favorevole, e’ nell’aver puntato tutto sul Malbec, che ormai rappresenta 300 milioni di dollari di export (+29%), tutto di vino imbottigliato, quindi circa il 46% del valore totale dell’export di vino imbottigliato e il 35% del valore dell’export totale. Quali gli altri driver? Sicuramente due mercati: gli USA e il Brasile, che insieme hanno rappresentato la meta’ della crescita dell’export di vini imbottigliati. Con questa struttura di export e con il Malbec che e’ diventato in giocattolino di quella dimensione con quei tassi di crescita, l’Argentina si candida per davvero a entrare nel grande club dei paesi che dominano il mercato mondiale del vino.



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30 January 2011

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2010


Se qualche giorno fa abbiamo osservato il boom dei prezzi dei grandi vini, con questo post cerchiamo di mettere a fuoco le cause e chi sono i 100 grandi nomi nel mirino degli investitori. Dunque, il Liv-ex fa una specie di statistica dove considera 5 fattori: (1) il peso totale del marchio sugli scambi del loro “mercato”; (2) il punteggio medio assegnato dalle guide; (3) il prezzo per cassa (sterline); (4) l’andamento dei prezzi rispetto allo scorso anno; (5) il valore stimato del marchio come numero di casse prodotte per valore per cassa da loro registrato. Da questo calcolone esce una classifica che, guarda un po’, e’ la stessa che fece Napoleone nel 1855. Difatti nel loro studio appare Napoleone sulla copertina. In 155 anni non abbiamo scoperto niente…

Prima di commentare i numeri e la (bassa) posizione dei nostri marchi, e’ il caso di elencare le ragioni che Liv-ex porta per spiegare il boom dei prezzi (+13% sui 100 nomi in media ma +38% sui primi 10 marchi) e le spiegazioni sul trend delle varie categorie: (1) i prezzi dei grandi marchi sono guidati dalla domanda asiatica; (2) per la prima volta da 5 anni che fanno la classifica i 5 premier cru di Bordeaux sono ai primi 5 posti; (3) e’ tutta colpa dei cinesi se esplode la domanda dei marchi facilmente riconoscibili ad elevati volumi della sponda sinistra di Bordeaux; (4) siccome non ci sono abbastanza grand cru si stanno adesso concentrando sui secondi vini; (5) lo Champagne va male perche’ la sua domanda e’ essenzialmente “occidentale” e poco “orientale”; (6) lo Chateneuf-du-Pape va particolarmente bene.

Questo post l’ho tenuto espressamente con i numeri e no grafici perche’ e’ bello leggerlo e consultare la statistica. Colore shocking a causa di vecchio excel… perdonerete… Ho spaccato la tabella per esigenze di spazio e dimensione dell’attachment.



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31 December 2010

Paesi BRIC e il vino: Hong Kong – panoramica e tendenze


Chiudiamo la rassegna dei paesi BRIC con il non-BRIC, cioe’ Hong Kong. Come mai lo hanno incluso nello studio IWSR? Perche’ e’ una porta per entrare in Cina e perche’ il consumo di vino a Hong Kong e’ in forte crescita, sia passata che futura. Diciamo pure che con il +10% annuo atteso di qui al 2015 e con la penetrazione del vino in crescita dal 3% del 1995 al 13% del 2009, questo e’ il piu’ interessante dei mercati emergenti del vino. Posto piccolo, consumo di livello molto elevato, possibilita’ di importare vino che poi viene spedito in Cina. Proprio cosi’: se a Hong Kong si fermano 2.8 milioni di casse di vino, altre 4.5 milioni (principalmente di vino rosso) viaggiano verso la grande nazione orientale. E noi italiani? Beh, praticamente non ci siamo: nei vini spumanti veniamo dopo i francesi, gli australiani, gli americani e gli spagnoli. Ma questo non sarebbe nemmeno un problema, dato che proprio il mercato degli spumanti e’ piccolo e atteso avere una crescita asfittica. Invece siamo colpevolmente fuori dal mercato del vino fermo, che quello invece sale del 10% annuo e sara’ di 4.4 milioni di casse nel 2005: oltre a tutti quelli che abbiamo detto prima siamo anche preceduti dai cileni.



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25 December 2010

Paesi BRIC e il vino: India – panoramica e tendenze


Sul mercato del vino indiano IWSR presenta una tabella molto molto interessante che arriva alla seguente conclusione. In India ci sono 700 milioni di persone, ma se togliamo quelli che abitano nelle zone rurali (60%), le donne che non bevono vino (48% del totale, le donne bevono vino in rarissimi casi), quelli che non bevono per ragioni filosofiche (35% di quelli che restano), quelli che non possono permetterselo (80% dei rimanenti) e infine gli indios che si abbeverano soltanto di birra (il 90%)… togli di qui, togli di la, arriviamo a un bel 2 milioni di potenziali consumatori dai 700 milioni di partenza. Quindi commentiamo dei numeri piu’ vicini al consumo di vino di un piccolo paese europeo che non di un gigante asiatico. Per questo motivo lo studio non si spinge molto in analisi sul futuro. L’India nel 2015 passera’ dallo 0.01% allo 0.04% dei consumi mondiali di vino fermo, e dallo 0.01% allo 0.06% di quello spumante. Niente a che vedere con la vicina Cina che invece rappresentera’ il 3.8% del consumo di vini fermi. Andando in profondita’ qualche sorpresa pero’ c’e’: per esempio, l’elevata penetrazione di vini bianchi e il livello elevatissimo di qualita’ dei prodotti consumati.



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15 December 2010

Paesi BRIC e il vino: Brasile – panoramica e tendenze


Tutte le volte che penso al Brasile mi vengono in mente le mirabolanti prospettive economiche di quei luoghi, che spingono (o sostengono se volete) I profitti di tante aziende italiane. Nel mondo del vino questa percezione invece non c’e’ mai veramente stata. Infatti, il mercato del vino brasiliano non e’ particolarmente significativo: pur avendo piu’ abitanti della Russia e un reddito pro capite piu’ elevato, il mercato e’ piu’ piccolo, soltanto 1.8 miliardi di dollari (in Russia 7.6), i volumi di vino fermo sono circa 33 milioni di casse (62 in Russia) e di spumante soltanto 2.5m (23 in Russia). Il primo grafico vi rende anche ragione del fatto che non solo bevono poco vino, ma che ne bevono sempre di meno rispetto alle altre bevande alcoliche: il vino passa dal 3.7% dei consumi di alcolici del 2000 al 2.9% del 2009. Detto questo, che cosa succede laggiu’: IWSR si aspetta che il mercato non cresca piu’ di tanto, circa l’1% nel vino fermo all’anno al 2015, un po’ meglio per il vino spumante (+3%). E dire che il Brazile avrebbe una dinamica demografica eccellente e quindi potrebbe crescere piu’ di tutti gli altri. Il mercato si sta pero’ gradualmente aprendo ai prodotti stranieri e questo dovrebbe essere un buon segno per l’Italia. Nel 2000 il 90% del vino era locale contro l’81% del 2009 per i vini fermi e l’83% per i vini spumanti.



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