I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

Archivio della Categoria '06. Spumanti'

16 August 2011

Campari – risultati primo semestre 2011

La divisione vino di Campari ha segnato un incremento delle vendite del 16% nel primo semestre, tutto concentrato nei primi 3 mesi dell’anno quando si sono realizzate la maggior parte delle spedizioni. Di questa crescita il 14.4% e’ organico, l’1.9% viene dalle acquisizioni (Argentina) e un leggero impatto negativo (-0.3%) e’ stato generato dai cambi.
• I margini lordi sono in ripresa grazie al mix delle vendite (maggior contributo del vermouth Cinzano) e ai volumi maggiori che hanno consentito di ammortizzare meglio i costi fissi. Il margine lordo passa da 21 a 25 milioni, dal 35.9% al 36.6% delle vendite.
• Il margine di contribuzione cala rispetto allo scorso anno dal 25.9% al 25.2% ma in valore assoluto cresce del 13% da 15.3 a 17.3 milioni. La causa e’ da ricercare nelle spese pubblicitarie che sono salite del 28% passando dal 10% all’11.3% delle vendite. L’anno scorso erano state particolarmente basse.
Segue andamento per marchi.
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14 August 2011

Laurent Perrier – risultati 2010

Laurent Perrier ha ripreso a crescere ma ha pagato ancora lo scotto del peggioramento del mix di prodotto. Inotre, l’azienda ha una forte presenza in Europa ed e’ relativamente poco esposta ai mercati emergenti, che sono in forte crescita.
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4 August 2011

LVMH – risultati primo semestre 2011

LVMH ha annunciato eccellenti risultati semestrali, sia a livello di gruppo che per la divisione vino. Vedete i numeri principali della divisione nel primo semestre 2011. I punti importanti sono i seguenti:
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23 July 2011

I risultati 2010 dei produttori di Champagne


Da ormai qualche anno stiamo seguendo i risultati delle aziende della Champagne. Ci sono diverse aziende quotate e sono una specie di “faro” del mondo degli spumanti mondiali. Vi presento oggi qualche dato storico aggiornato fino al 2010 relativo all’andamento delle vendite e dell’utile operativo, dove esce una chiara indicazione (gia’ diverse volte commentata nei singoli bilanci): dopo la crisi del 2009 c’e’ stato un forte recupero delle vendite ma non dei margini di profitto. Le vendite cumulate delle 4 principali aziende quotate del settore (LVMH, Lanson BCC, Vranken Pommery e Laurent Perrier) sono salite del 21% e sono tornate al livello del 2008 (quando gia’ la crisi era iniziata). L’utile operativo cumulato e’ cresciuto del 24%, quindi con un leggerissimo miglioramento del margine, ma resta pesantemente sotto i livelli degli anni precedenti.



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19 July 2011

Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2011


• Esportazioni in ulteriore crescita a aprile del 13%, spinte dai volumi +20%. Dato da inizio anno: +13% con volumi a +16%.
• Vini sfusi e imbottigliati crescono nel 2011 molto piu’ del vino imbottigliato (+33% e +26% rispetto a +10% sul periodo gennaio-aprile).
• Imbottigliato: export spinto da USA (primo mercato, +22% da inizio anno) e Canada (+12%). Tutti gli altri mercati chiave sono tra stabile e +5%.
• Vini spumanti: continua il recupero, spinto dalla Russia (raddoppio in Aprile, +82% sui primi 4 mesi) e dalla forte crescita degli USA (+47%).



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5 July 2011

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2010


Le vendite di Champagne nel 2010 sono risalite a 320 milioni di bottiglie, praticamente lo stesso livello del 2008. Si puo’ quindi dire che la crisi del 2009 e’ stata riassorbita, anche se il calo delle spedizioni era cominciato nel 2008 e quindi il record storico di 339 milioni di bottiglie del 2007 richiede un altro anno. Non tutti i mercati e non tutte le categorie di produttori viaggiano pero’ alla medesima velocita’: (1) la Francia si conferma uno zoccolo duro per lo Champagne. Crisi o non crisi i francesi continuano a bere Champagne, dato che durante la crisi le bottiglie vendute in madrepatria sono scese soltanto del 3%; (2) le esportazioni sono quelle che fanno quindi la differenza e la “volatilita’” del mercato. Come vedremo sono i mercati anglosassoni che tirano nel 2010, anche se in realta’ restano sotto i livelli del passato. L’unico tra i grandi mercati al suo massimo storico e’ la Germania; (3) tra le categorie di produttori, la maggiore propensione all’esportazione aiuta le maison, che esportano oltre la meta’ delle loro bottigilie, mentre i vigneron sono quelli che dalla crisi non hanno subito molto ma non hanno proprio recuperato nulla. Una categoria in declino? Si vedra’, di certo il segnale non e’ positivo.



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29 June 2011

Lanson BCC – risultati annuali 2010


Come e’ accaduto anche per le altre aziende dello Champagne, i risultati 2010 di Lanson BCC sono passati piu’ attraverso un recupero delle vendite che non una crescita dei margini. I risultati, presi in valore assoluto, sono chiaramente inferiori al picco del 2007-08. Le prospettive sono pero’ buone. Le vendite dei primi mesi del 2011 sono incoraggianti (in crescita del 12% anche se questo dato nasconde un andamento prima delle attivita’ di trading migliore, +17%), anche se il primo trimestre e’ soltanto il 15% delle vendite annue e la strategia e’ quella di continuare a crescere soprattutto con un occhio ai mercati esteri. Lanson ha anche ripreso a investire comperando nuove vigne nella zona dello Champagne (tra cui una tenuta biologica di 13 ettari). La ripresa del cammino di crescita ha premiato anche la performance borsistica. L’azione e’ tornata a superare la soglia dei 60 euro a giugno, dopo che al culmine della crisi a marzo 2009 era scesa a circa 25 euro. Anche in questo caso il picco di fine 2007 (100 euro!!!) e’ lontano. Volete comperarvela? A questi prezzi costa 352 milioni di euro.



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23 June 2011

Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2011


Il primo trimestre chiude in modo molto positivo per gli spumanti italiani, ma non per tutti gli spumanti. Ricordate la suddivisione che abbiamo fatto lo scorso anno? Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Il primo trimestre ci restituisce una crescita del 21% a valore e a volume (quindi prezzo medio stabile), ma questa e’ una media del pollo: in realta’, l’Asti e’ a +3%, a causa di un calo del 7% dei volumi, gli spumanti DOP sono a +61% (grazie a un incremento del 72% dei volumi rispetto allo scorso anno) e tutto il resto degli spumanti sono fermi, con un incremento del 21% dei volumi e un calo corrispondente del prezzo mix. Che cosa sta succedendo. Presumibilmente alcuni prodotti stanno “migrando” verso la piu’ profittevole DOC, l’Asti dopo una crescita pluriennale sta forse cominciando a stabilizzarsi e, a guardare bene, il fattore “Russia” potrebbe essere che si stia spostando dall’Asti agli spumanti DOP.



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1 June 2011

Vranken Pommery – risultati 2010


Vranken Pommery ha chiuso il primo bilancio (2010) con l’integrazione di Domaine Listel acquisita nel 2010. L’anno e’ andato bene, soprattutto considerando che si tratta di un esercizio di transizione, dove tutta l’attivita’ relativa al vino (circa 55 milioni dei 364 milioni) e in fase di ristrutturazione, con un riorientamento del prodotto verso un prezzo-mix piu’ elevato. Le vendite sono salite del 35%, il MOL sale da 41 a 50 milioni con un margine in calo dal 15% al 14%, l’utile netto se depurato delle componenti stroardinarie quasi raddoppia, come combinazione del contributo delle acquisizioni, del calo del debito (-40 milioni) e dei migliori risultati operativi. Gli obiettivi di VP sono molto ambiziosi: di qui al 2014 il presidente dichiara quanto segue: “Nos Marques de Haut de Gamme et de Prestige Vranken, Pommery, Heidsieck & C° Monopole, Listel, La Gordonne et Rozès devraient générer une progression de la Marge Opérationnelle de l’ordre de 50 % d’ici 2014”. In altre parole l’obiettivo e’ ambizioso: portare il margine operativo del gruppo, attualmente al 10% al 15% di qui a 3 anni. Per raggiungere questo obiettivo e’ necessario che le vendite crescano, per sfruttare la leva operativa. In altre parole, se gli obiettivi saranno centrati, l’utile operativo di 38 milioni del 2010 dovra’ diventare un numero di qui al 2014 che comincia almeno per 6, se non per 7…



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28 April 2011

Classifica delle DOC/DOCG italiane 2006-09 – dati Federdoc


Fonte: Federdoc

Federdoc ha appena pubblicato il suo rapporto 2010 sui vini VQPRD, che riporta i dati della vendemmia 2009. A titolo di commento generale, il rapporto e’ esattamente sulla linea degli scorsi anni: ha un grande vantaggio, che e’ pubblicamente consultabile e un grande svantaggio, che e’ incompleto. Cio’ che a me sconcerta, anche dopo tutte le annotazioni che sono state fatte a Federdoc, e’ che questo report continui a “fare le somme” della produzione DOC-DOCG con dati talvolta lacunosi: per citare un caso su tutti, per la Sicilia Federdoc mette un numero di ettolitri che non comprende la DOC Marsala, che da sola rappresenta circa i tre quarti della produzione totale. Nei prossimi mesi, particolarmente durante l’estate, pubblichero’ tutti i dati pubblicabili per regione, talvolta usando delle stime per i dati mancanti.

Ma oggi ci concentriamo su qualcosa di diverso, e cioe’ sulla classifica nazionale delle DOC, che si puo’ fare molto bene con i dati a disposizione. Ho cercato molto sommariamente di separare le DOC in categorie: quelle bianche, quelle rosse, gli spumanti e quelle geografiche. L’esercizio non e’ facile e si presta ad ambiguita’ (il Soave e’ una DOC geografica o una DOC bianca?; e il Barolo? Io ho puntualmente messo la prima tra le geografiche e la seconda tra le rosse, probabilmente peccando di incoerenza…). Nel post poi trovate anche una classifica in base alle superfici denunciate



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