
Considerazioni principali:
La Campania ha avuto una vendemmia allineata alla sua media storica a circa 1.8m/hl. Il dato in realta’ cela una produzione superiore alla media e all’anno scorso per le province minori come Napoli (+4/6%), Avellino e Salerno (entrambe il 3% sopra la media storica) e una vendemmia il 3% sotto la media storica per Benevento.
Le superfici vitate mostrano un andamento molto anomalo, con un incremento dell’11% nel 2009 che lascia qualche dubbio sull’attendibilita’ del dato ISTAT. In particolare a Salerno sono riportati 6000 ettari invece dei 4200 degli anni precedenti… dato presumibilmente da correggere.
La produzione di vino DOC e’ stata stabile nel 2009 contro un calo netto degli IGT a -27%. La Campania si sta muovendo lentamente verso i vini DOC, che sui 5 anni crescono dell’8% annuo contro un calo del 2.5% degli IGT e dell’1% dei vini da tavola.
Per quanto riguarda la produzione a colore, la Campania si sta muovendo verso i vini rossi a discapito dei vini bianchi, che comunque sono gia’ in minoranza.
Infine, il settore vitivinicolo campano mostra una dinamica leggermente migliore di quella nazionale e molto migliore di quella del Mezzogiorno. Il valore della produzione di vino e’ rimasto sostanzialmente stabile (+0.5% annuo) in termini reali negli ultimi anni, mentre quello della viticoltura in totale (vino + uve da tavola) e’ in leggero calo (-0.3% annuo). Nel 2009, il settore ha perso il 5% circa, comportandosi meglio della media nazionale (-6% vino, -12% viticoltura).







Scritto da bacca alle 20:00, in 03. Produzione di vino e superfici vitate, 03.2 Prod/Sup - Italia, 05.2 Italia, 05.2.12 Campania
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La divisione vino di Campari ha registrato un calo delle vendite ma un miglioramento dei margini nel primo semestre del 2009. Purtroppo il miglioramento degli utili e’ essenzialmente frutto della decisione dell’azienda di tagliare gli investimenti in pubblicita’, e quindi le cattive notizie sono cattive (il fatturato) mentre quelle buone sono in qualche modo “truccate” dalla strategia dell’azienda, che peraltro potrebbe avere delle implicazioni negative sull’andamento futuro delle vendite. I numeri sono molto significativi, per quanto il periodo sia poco significativo: le spese pubblicitarie sono calate da 8 milioni a 6 milioni circa (dal 13% al 10% delle vendite).

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Scritto da bacca alle 20:00, in 02. Dati finanziari, 05.2 Italia, 06. Spumanti
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Lombardia – considerazioni chiave:
- La Lombardia ha prodotto 1.3m/hl nel 2009, il 10% in piu’ della sua media degli ultimi 5 anni e il 2% in piu’ del 2008. Le province dove la produzione e’ cresciuta maggiormente sono state Sondrio (Valtellina, +23%), Brescia e Mantova (+2/3%). Se confrontati con i dati storici, la produzione ha una forte dinamica nella provincia di Brescia (Franciacorta), dove cresce del 3% nel 2009 e dell’11% annuo negli ultimi 5 anni.
- La superficie vitata e’ in costante e leggero calo, soprattutto a Pavia e Sondrio, mentre cresce a Brescia.
- La produzione e’ fortemente orientata verso i vini DOC, ma sono i vini IGT a crescere di piu’ recentemente, a graduale rimpiazzo dei vini da tavola. Gli IGT sono oggi il 23% della produzione contro il 15% del 2005, mentre i vini da tavola sono scesi dal 27% al 18%.
- La produzione di vini bianchi ha una dinamica molto superiore a quella dei rossi (+7% contro +1% nei 5 anni), tendenza confermata nel 2009 (+11% contro -5%).
- Dal punto di vista del valore della produzione, la Lombardia sta andando molto bene, con un 5% annuo per il valore della produzione di vino dal 2005 a oggi e soltanto un -5% nel 2009 (-6% Italia).

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Scritto da bacca alle 20:00, in 03.2 Prod/Sup - Italia, 05.2 Italia, 05.2.03 Lombardia
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Da qualunque parte li si girino, questi dati sulle vendite al dettaglio di vino nel primo semestre 2010 appena rilasciati da ISMEA sono pessimi. Tutt’al piu’ si riesce a trovare qualche spunto un po’ meno negativo, ma di segni positivi ce ne sono ben pochi e molto isolati. E’ il problema del mercato (e dell’economia italiana): avremo sentito meno la crisi degli altri paesi ma ora, nel momento della ripresa, il mercato continua il suo declino. Cosi’, secondo ISMEA le vendite di vino al dettaglio sono calate del 7% nel primo semestre 2010. I dati cominciano ad essere piu’ interessanti, anche se la parte piu’ significativa viene nell’ultimo trimestre: il vino fermo scende del 6%, mentre i vini spumanti crollano letteralmente, con un -20%. E questi dati includono il primo round di vendite di questo prodotto: la Pasqua.

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Scritto da bacca alle 20:00, in 01.3. Dati di mercato e di consumo, 05.2 Italia
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I risultati del primo semestre di LVMH (che e’ il leader mondiale nel segmento Champagne) mostrano un parziale recupero di vendite e margini, che comunque restano largamente al di sotto di due anni fa, prima della crisi. Cio’ e’ tanto piu’ vero se restringiamo l’analisi al sottosegmento Champagne&Wine, rispetto all’intera divisione Wine&Spirits del gruppo: se il Cognac ha recuperato oltre l’80% degli utili persi tra il 2008 e il 2009, nel segmento vini e Champagne soltanto il 35% circa del calo degli utili e’ stato ripreso con i primi 6 mesi. E i primi 6 mesi del 2010 sono stati piuttosto interessanti, caratterizzati secondo l’azienda da un “re-stocking” che non si ripetera’ nei prossimi mesi (anzi, prevedono un nuovo movimento di de-stocking, cioe’ di riduzione delle scorte nella distribuzione).

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Scritto da bacca alle 20:00, in 02. Dati finanziari, 05.1.1 Francia, 06. Spumanti
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Sicilia – considerazioni chiave:
I dati 2009 di ISTAT hanno una forte anomalia sulle superfici vitate, con dati insolitamente arrotondati e molto discontinue con il passato. Conviene non fare troppo affidamento.
Il 2009 e’ stato un anno in linea con la media nazionale, con una produzione sostanzialmente stabile, anche se con una forte variabilita’ tra le diverse province. Agrigento e’ cresciuta del 45%, tornando il 12% sopra la media dei 5 anni, Trapani e’ scesa dell’8% a 3.1m/hl, di poco sotto la media storica.
Il valore della produzione di vino e’ sceso dell’11%, circa il doppio del -6% dell’Italia. Lo stesso vale per quanto riguarda la tendenza sui 5 anni: la Sicilia e’ a -3% annuo contro il dato stabile dell’Italia.
La produzione di vini DOC invece di crescere, scende. -7% anche nel 2009 e -7% annuo per 5 anni. In Sicilia si usano soprattutto le IGT, che continuano a crescere (+10% nel 2009 e +7% annuo). Sono oggi al 28% della produzione totale contro il 18% del 2005. Molto preoccupante appare la crescita della produzione di mosto che torna al 20% della produzione totale siciliana dopo aver toccato un minimo del 13% nel 2007.

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Scritto da bacca alle 20:00, in 03. Produzione di vino e superfici vitate, 03.2 Prod/Sup - Italia, 05.2 Italia, 05.2.06 Sicilia
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Siamo al secondo post sul lavoro della camera di commercio spagnola a New York. In questo secondo appuntamento vediamo qualche tendenza del mercato, per quanto alcune di queste statistiche erano gia’ note. Le conclusioni della presentazione, che prende dati da diversi istituti di ricerca sono le seguenti: (1) il mercato americano e’ particolarmente promettente perche’ combina una quota ancora relativamente bassa di consumatori di vino (meno del 20% della popolazione) con una dinamica di crescita e una dimensione molto rilevante; (2) il vino e’ la bevanda piu’ in crescita in USA se si guardano ai dati di medio termine (2000-2009); (3) i consumatori frequenti di vino stanno aumentando in modo significativo; (3) i consumatori occasionali di vino sono prevalentemente donne; (4) i “nuovi consumatori”, cioe’ i giovani sono portati a consumare piu’ vini importati rispetto ai vini americani e i bevitori giovani hanno dei consumi molto superiori a quelli dei bevitori occasionali. Questo gap e’ molto meno evidente nelle generazioni di bevitori precedenti: un bel segnale per il trend dei consumi a medio termine.

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Scritto da bacca alle 20:00, in 01.3. Dati di mercato e di consumo, 05.3 USA
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Considerazioni chiave:
- La Puglia mostra un calo significativo della produzione, delle superfici vitate e del valore della produzione vinicola nel 2009. Il settore del vino sta chiaramente regredendo nella regione, fortunatamente mantenendo la produzione ad alto valore aggiunto.
- La produzione scende del 15% nel 2009, dell’8% annuo sugli ultimi 5 anni e si pone il 14% al di sotto della media degli ultimi 5 anni. In provincia di Brindisi la produzione e’ nel 2009 meno la meta’ del 2005, a Bari e’ scesa del 30%.
- Le superfici vitate scendono del 2.5% a 100mila ettari. Il calo sui 5 anni e’ di poco superiore all’1% annuo, cioe’ circa 5000 ettari persi in 5 anni.
- Bianchi contro rossi. La produzione si sta muovendo verso I vini bianchi che sono giunti al 43% della produzione totale contro il 38% del 2005. I vini rossi sono scesi dal 58% al 50% in 5 anni, mentre la produzione di mosto e’ passata dal 3% al 6% della produzione totale.
- Meno vini da tavola, piu’ vini IGT per ora. La riduzione delle superfici vitate sembra essere orientata correttamente verso una riduzione dei vini da tavola.
- Il valore della produzione vitivinicola scende di ben il 23% nel 2009 contro il -12% dell’Italia. Notate come il valore della produzione di vino sia marginale rispetto a quello della viticoltura: la Puglia resta una regione focalizzata sulla produzione di uva da tavola.

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Scritto da bacca alle 20:00, in 03. Produzione di vino e superfici vitate, 03.2 Prod/Sup - Italia, 05.2 Italia, 05.2.13 Puglia
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In queste settimane il piu’ famoso blog italiano dedicato al vino ha deciso di terminare la sua attivita’. Mentre leggevo il post di addio, non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte anche io ho pensato di smettere. E a quante volte ho deciso di continuare.
Nelle ultime uscite pubbliche ho avuto numerose manifestazioni di gratitudine e apprezzamento. Mi sono pero’ anche accorto che pochi hanno ben chiaro la principale esternalita’ di questo blog: quella di inviare un aiuto tangibile a un asilo e a un centro di riabilitazione in Peru gestito da Divina Provvidenza ONLUS. Nei prossimi mesi spero di pubblicare un resoconto dell’attività della missione e del piccolo contributo devoluto.
Oggi non parlo di numeri del vino ma della beneficenza: il blog va avanti anche e soprattutto perche’ cominciano a fluire soldi veri verso l’iniziativa di beneficenza. Il contratto con Vinoclic e’ intestato a Divina Provvidenza ONLUS, cosi’ come quello con Google Adsense. Merum, attraverso Andreas Marz, e il Corriere Vinicolo versano il corrispettivo derivante dalla mia collaborazione direttamente a Divina Provvidenza ONLUS. I soldi non filtrano attraverso il sottoscritto (sarebbero tassati!) ma vanno direttamente alla fonte.
Facciamo due conti: dall’inizio dell’avventura sono stati versati oltre 4400 euro, come vedete dal grafico per la maggior parte rivenienti dalle collaborazioni, quando invece la pubblicita’ si attesta a circa 500 euro annui.
Ecco, questo e’ uno dei motivi per cui vado avanti anche quando mi viene in mente di smettere. Voi che leggete, sappiate che quella piccola pubblicita’ che vedete sul blog ha un fine di bene e quindi come diceva un grande della televisione commerciale, “seguite i consigli per gli acquisti”.
Se ritenete che questo blog sia utile al vostro lavoro e volete che vada avanti, perchè non aiutare qualcuno in nome de “I numeri del vino”?
Buone vacanze
Marco Baccaglio
PS Trovate un piccolo tasto qui di fianco, sotto la mia brutta faccia che si chiama “Aggiornamento” per seguire in tempo reale l’andamento degli introiti.
| Data |
Descrizione |
Euro |
| Luglio 2007 |
Vinoclic - Q2-07 |
11 |
| Ottobre 2007 |
Vinoclic - Q3-07 |
66 |
| Gennaio 2008 |
Vinoclic - Q4-07 |
73 |
| Aprile 2008 |
Vinoclic - Q1-08 |
34 |
| Maggio 2008 |
Merum |
500 |
| Giugno 2008 |
Anonimo produttore |
200 |
| Luglio 2008 |
Vinoclic - Q2-08 |
55 |
| Agosto 2008 |
Google Adsense |
76 |
| Settembre 2008 |
Anonimo studente |
40 |
| Ottobre 2008 |
Vinoclic - Q3-08 |
29 |
| Gennaio 2009 |
Vinoclic - Q4-08 |
340 |
| Gennaio 2009 |
Google Adsense |
83 |
| Febbraio 2009 |
Anonimo consulente |
100 |
| Marzo 2009 |
Merum |
500 |
| Marzo 2009 |
Corriere Vinicolo |
120 |
| Aprile 2009 |
Vinoclic - Q1-09 |
68 |
| Maggio 2009 |
Google Adsense |
76 |
| Luglio 2009 |
Vinoclic - Q2-09 |
71 |
| Ottobre 2009 |
Vinoclic - Q3-09 |
42 |
| Novembre 2009 |
Google Adsense |
78 |
| Gennaio 2010 |
Vinoclic - Q4-09 |
98 |
| Gennaio 2010 |
Tigulliovino |
100 |
| Aprile 2010 |
Vinoclic - Q1-10 |
77 |
| Aprile 2010 |
Merum |
500 |
| Maggio 2010 |
Google Adsense |
76 |
| Luglio 2010 |
Corriere Vinicolo |
900 |
| Luglio 2010 |
Vinoclic Q2-10 |
102 |
| |
Totale |
4 415 |
| |
|
|
Scritto da bacca alle 20:00, in 09. Presentazione/Varie
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Fonte: camera di commercio spagnola a New York e Impact Databank
La camera di commercio spagnola ha fatto una eccellente presentazione che parla del mercato del vino americano, cui dedichiamo due post. Il primo e’ questo ed e’ concentrato su una interessante tabella che mostra come si parte da un vino venduto a 6$ la bottiglia dal produttore spagnolo al prezzo finale di $17.44 se il vino viene venduto in enoteca o addirittura di $29 se si beve al ristorante di New York. Mostreremo poi chi sono i grandi distributori di vino americani (che vi ricordo in USA sono “obbligatori”) e quali sono le loro quote di mercato.

Ma torniamo alla questione del prezzo del vino. Dunque, la tabella fornita dalla camera di commercio spagnola a New York, mette in luce in modo chiarissimo che e’ il sistema distributivo americano che determina in maniera preponderante il rincaro della bottiglia in America. La parte relativa al trasporto che potremmo immaginare essere significativa e’ invece invece irrisoria, meno di un dollaro a bottiglia sempre che spediamo il vino in lotti da 400 casse nella tratta intercontinentale. Allo stesso modo, la parte relativa alle tasse a ai dazi non e’ cosi’ significativa, si parla di 0.3 dollari per bottiglia per il vino da tavola e 1 dollaro a bottiglia per il vino spumante. Resta pero’ da vedere quali sono le tasse che invece di ricadere sulla bottiglia all’atto dell’importazione, ricadono sul distributore o venditore della bottiglia come tasse specifiche per l’attivita’ di vendita di vino.

E’ comunque chiaro che la parte del leone la fanno l’importatore, che ricarica il 30%, il distributore, che mette su un altro 30% e infine il dettagliante o il ristoratore, che, avendo poi alla fine il maggior rischio di non piazzare la bottiglia e trattando volumi piu’ bassi aumentano il prezzo del 50% e del 150% rispettivamente. Ne esce quindi un quadro dove la nostra bottiglia da 6 dollari finisce sullo scaffale dell’enoteca a 17 dollari (ma a 19 dollari se si tratta di un Cava), e in questo calcolo oltre 10 dollari sono incamerati dal sistema distributivo americano, cioe’ il 60% di quello che paga il consumatore finale. Questa quota sale addirittura a 22 dollari sul totale di 29 dollari per la bottiglia venduta al ristorante, cioe’ circa il 76% del totale.

Vediamo quindi chi sono questi distributori (che stanno in mezzo tra il dettagliante e il produttore americano, oppure l’importatore di prodotti esteri). Il leader storico e’ Southern Wine & Spirits: nel 2008 fatturava 8.3 miliardi di dollari detenendo il 19% di un mercato simato a 43 miliardi di dollari (qui credo siano inclusi non soltanto il vino ma anche altre bevande), fonte Impact Databank. La caratteristica interessante e’ la relativa invece al grado di concentrazione del mercato, che fa del mercato americano un mercato ricco: il 61% del mercato e’ in mano ai primi 10 distributori nel 2008, rispetto al 52% di 5 anni prima. Certamente i produttori di vino si trovano una controparte di tutto rispetto, quindi e’ giustificabile che il margine di distribuzione di questi operatori possa essere molto significativo…
Scritto da bacca alle 20:00, in 01.3. Dati di mercato e di consumo, 02. Dati finanziari, 05.1.2. Spagna, 05.3 USA
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