Fonte: elaborazioni I Numeri del Vino su dati WINEMAKERS’ FEDERATION OF AUSTRALIA
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NB I dati si riferiscono ai 12 mesi terminanti a giugno 2011. Le variazioni percentuali, ove non espressamente specificato, si riferiscono a tale periodo rispetto ai 12 mesi terminanti a giugno 2010. Cio’ e’ dovuto al nuovo modo in cui i dati sono rielaborati dagli organismi australiani di settore.
Foster’s ha pubblicato i risultati per il semestre terminato a dicembre 2010 e ha annunciato che la separazione tra la divisione birra e quella vino (Treasury Wine estates) sara’ operativa da Giugno 2010. Questi risultati (oggi parliamo soltanto della divisione vino, che chiamiamo per brevita’ TWE) sono caratterizzati dalla debolezza della divisione birra e dal miglioramento (prima dell’impatto dei cambi) della divisione vino. Se leggiamo quello che scrivevamo un annetto fa (cioe’ che Foster’s voleva separarsi dalla divisione vino perche’ offuscava i buoni risultati della birra), viene da sorridere. Resta il grande motivo di fondo: due entita’ separate consentono agli investitori di scegliere dove investire.
Gli australiani sono i primi a pubblicare i dati sulle esportazioni 2010. Difatti, questi dati se li fanno pagare, a meno di non fare come noi che restiamo su quello che viene reso pubblico (motivo per cui trovate due grafici “copiati” dal loro comunicato stampa). Tutto come da copione: le esportazioni calano del 10% a 2049 milioni di dollari australiani nel 2010, a fronte di un incremento del 2% dei volumi a 7.8 milioni di ettolitri (praticamente il massimo storico) e un calo del prezzo medio di esportazione a 2.6 dollari australiani (-12%). Scavando i dati si possono fare alcune considerazioni: (1) il vini imbottigliati vanno molto male e quelli sfusi molto bene, parzialmente a causa del cambio di strategia dei produttori che imbottigliano in loco, soprattutto nel Regno Unito; (2) a partire da meta’ 2010 c’e’ una certa inversione di tendenza al deterioramento del prezzo mix dei vini imbottigliati; (3) il mercato inglese non e’ piu’ il principale mercato di destinazione dell’imbottigliato australiano, superato dagli USA; (4) il mercato cinese comincia a significare “qualcosa” per gli australiani, dato che e’ il quarto mercato sia per il vino imbottigliato che per quello sfuso (quasi il 10% del totale); (5) da ultimo, va considerato il cambio: il dollaro australiano si e’ rivalutato dell’11% contro le tre principali valute di riferimento: dollaro americano, sterlina e euro (media 2010 contro 2009). Se “rigirassimo” i dati per tenere conto dei cambi il -10% totale contro il +11% del cambio significherebbe che il valore delle esportazioni nei mercati locali e’ probabilmente rimasto sostanzialmente invariato.
La divisione vino di Foster’s, la Treasury Wine Estates, si e’ appena presentata agli investitori in previsione del processo di “spin-off” dalla Foster’s (che di fatto scomparira’ dato che la divisione birra cambia nome). Cerchiamo di vedere di che animale si tratta. Di fatto si tratta della risultante di 4 grandi operazioni che hanno combinato Mildara Blass (1996), Rothbury Wines (1996), Beringer (2001) e la famigerata acquisizione Southcorp (2005). I marchi sono Penfolds, Beringer, Wolf Blass, Rosemount, Lindemans e via dicendo. Si sviluppa su 12mila ettari di vigna di proprieta’ su 19 cantine, con vendite di 35 milioni di casse di vino e circa 2 milioni di dollari australiani di fatturato (circa 1.4 miliardi di euro). Di queste 35 milioni di casse, 7.3m sono vendute in Australia, 16m in USA e 8.9m in Europa. Come vedete dal grafico, quindi, le vendite sono per il 49% in America, il 29% in Australia NZ, il 18% in Europa e il 4% in Asia. Gli utili sono invece piu’ concentrati nel mercato locale (34% in Australia/NZ) e in Asia (10%), con l’Europa che rappresenta soltanto il 7% degli utili (e l’America in linea con le vendite al 49% del totale).