I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

23 April 2010

Cooperative contro aziende vinicole – indicatori di bilancio – Mediobanca 2010


Dedichiamo un post come lo scorso anno al confronto tra cooperative e aziende vinicole, nell’ambito della ricerca Mediobanca. Cio’ e’ importante per capire come si sta muovendo l’industria vinicola italiana e quali sono le prospettive: infatti, le cooperative hanno obiettivi diversi a quelli delle aziende, il loro scopo non e’ il ritorno sul capitale investito ma bensi’ la massimizzazione dei benefici per i soci fornitori: voi direte, e’ la stessa cosa. Io vi dico: guardate questi numeri e comprendete come le cose non stanno in questo modo. Da questa analisi traiamo le seguenti conclusioni: (1) le cooperative hanno avuto risultati molto migliori delle aziende nel 2008 perche’ non hanno subito alcun impatto dall’aumento dei costi delle uve e del vino (pagano quello che “possono” non quello che “devono”); (2) la performance commerciale e’ stata equivalente, ma nel caso delle cooperative e’ stata raggiunta con un buon andamento in Italia, mentre all’estero le cooperative mostrano una crescente difficolta’ a svilupparsi; (3) il debito/MOL delle cooperative e’ stabile rispetto al peggioramento delle aziende, che pero’ e’ originato dal calo degli utili; (4) il debito delle cooperative cresce anche di piu’ di quello delle aziende vinicole, a causa di una peggiore gestione del capitale circolante (esposizione al mercato italiano?); (5) nel corso degli ultimi anni e’ evidente che le cooperative investono di meno ma rappresentano una fetta sempre piu’ significativo del debito del mondo del vino: la loro gestione mostra segni di deterioramento rispetto alle aziende vinicole.



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17 April 2010

Investimenti e struttura finanziaria delle aziende vinicole – rapporto Mediobanca 2010


Dopo aver affrontato il discorso degli utili, guardiamo oggi alla struttura finanziaria delle 99 aziende analizzate da Mediobanca. Premettendo che il 2008 e’ stato un anno difficile, dobbiamo dire che la struttura finanziaria delle aziende vinicole e’ peggiorata, per una serie di motivi: (1) gli investimenti si sono ripresi e si sono attestati al 6.8% delle vendite, non distante dal valore medio degli ultimi anni del 7% circa; (2) la generazione di cassa si e’ ridotta del 2-3%, anche a causa del forte incremento degli oneri finanziari (passati dal 5% del debito medio al 6% circa); (3) il capitale circolante e’ peggiorato in modo significativo, passando dal 36% delle vendite al 38%. Ne risulta un indebitamento nel 2008 in crescita dell’8% circa a EUR2.2 miliardi, che mal si confronta con un margine operativo lordo in calo dell’8%. Come fa notare Mediobanca, il rapporto con il patrimonio netto migliora (dall’86% all’82%): peccato pero’ che l’incremento del patrimonio netto (+14%) sia essenzialmente derivato dalla rivalutazione di attivi per fini fiscali, cioe’ pure manovre contabili che non generano alcun flusso di cassa (a parte un beneficio fiscale per qualche anno). Che se ne conclude? Che le aziende vinicole stanno subendo questa crisi come tutto il resto del settore. Se non avessero alle spalle un capitale fatto di vigneti e cantine, probabilmente per gli utili che generano potremmo dire che il settore e’ in uno stato di stress finanziario.



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13 April 2010

Fatturato e utili delle aziende vinicole italiane – rapporto Mediobanca 2010


Fonte: Mediobanca research
Mediobanca ha pubblicato l’annuale ricerca sul vino (che arrivano al 2008 per i bilanci e al 2009 per il fatturato), cui dedichiamo una serie di post nei prossimi giorni. Vi ricordo che si tratta dei bilanci cumulati di 99 aziende (di cui 27 cooperative), oltre 25 milioni di vendite. Le principali conclusioni che traiamo dalla ricerca sono le seguenti: (1) il 2008 e’ stato un anno negativo, caratterizzato da un rallentamento delle crescita delle vendite e da un calo dei margini; (2) gli utili sono calati del 17% nel 2008, principalmente a causa dell’elevato costo delle materie prime e degli elevati tassi di interesse, parzialmente compensato da minori costi straordinari; (3) in un anno in cui il costo delle materie prime ha avuto un impatto significativo, le cooperative non hanno subito alcun impatto; (4) per il 2009, le indicazioni sono per un calo delle vendite del 3%, soprattutto all’estero. Dato il forte calo del prezzo delle uve e del vino all’origine e’ pero’ lecito immaginarsi che un ulteriore calo degli utili (molto probabile) possa essere in qualche modo mitigato da margini in leggero recupero.



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2 February 2010

Giovanni Bosca Tosti – risultati e analisi di bilancio 2008


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Siamo alla terza azienda che commercia vini spumanti che analizziamo, questa volta con origine piemontese. Si tratta di Giovanni Bosca Tosti, 20 milioni di fatturato soprattutto nei confronti della grande distribuzione. I risultati 2008 di Tosti sono in calo dal punto di vista degli utili e in crescita per quanto riguarda le vendite. Cosa sta succedendo? Come per altre aziende del settore il 2008 e’ stato un anno difficile dal punto di vista del costo delle materie prime e dal punto di vista competitivo, soprattutto nei confronti della grande distribuzione. E’ una considerazione che si trova in molte relazioni, compresa quella di Tosti. Tosti fa parte di quella categoria dimensionale che avrebbe bisogno di consolidarsi. Se 2-3 aziende come tosti si mettessero insieme potrebbero contare su un fatturato superiore a 50 milioni, su una dimensione internazionale (dato che la maggior parte del fatturato viene esportato) e su una generazione di cassa tale da sostenere gli investimenti. Nel caso di Tosti ci troviamo di fronte a un margine operativo lordo di meno di 1 milione di euro, di un debito superiore a 15 milioni (con un patrimonio netto di soltanto 2 milioni). In questa situazione, e’ chiaro che la flessibilita’ dell’azienda e’ molto limitata!


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Passiamo ai numeri 2008. Il fatturato e’ salito del 5% a 20.4 milioni, di cui il 44% in Italia, il 22% ciascuno in USA e Regno Unito. Proprio in USA Tosti ha cambiato nel 2008 il distributore, subendo un impatto negativo sulle vendite (rallentamento delle consegne in fine mandato al distributore precedente, difficolta’ iniziali del nuovo distributore).

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La struttura dei costi e’ molto pesante. Tenuto conto che Tosti non ha in bilancio grandi investimenti in terreni (e quindi deduciamo che operi quasi solamente attraverso l’acquisto di uve), il costo delle materie prime rappresenta il 56% delle vendite (contro il 51% del 2007). La seconda voce di costo sono le promozioni: a 3.8m rappresentano oltre il 15% del fatturato, un livello molto rilevante, anche rispetto ad altri costi come il personale (il 7% delle vendite e in calo dall’8% del 2007). Cio’ che mi incuriosisce in un’azienda come questa e’ che il costo del consiglio di amministrazione sia pari a 449mila euro. Ecco, questo genere di costi sono molto ben scalabili (cioe’ con un fatturato doppio sarebbero gli stessi), e in un’azienda come questa rappresentano lo stesso livello della generazione di cassa…

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Nel 2008 il margine operativo lordo e’ sceso da 1.3m a 0.5m, l’utile operativo e passato in negativo a -0.6m, la perdita netta e’ stata di 0.7m.

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Dal punto di vista patrimoniale l’azienda e’ piuttosto indebitata. Il debito e’ salito da 10m a 13m, contro un patrimonio netto in discesa da 3 a 2 milioni. Oltretutto il debito e’ largamente superiore al capitale circolante e quindi finanzia una buona parte dell’investimento fisso dell’azienda. Nel corso del 2008 Tosti ha gestito molto bene il suo capitale circolante, mantenendo sia il magazzino che i crediti verso clienti sotto controllo, mentre e’ stata colpita da un sostanziale calo dei debiti verso fornitori.

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31 January 2010

Contarini – analisi di bilancio e risultati 2008


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Continuiamo il breve viaggio nel mondo delle aziende legate al Prosecco con il bilancio di Contarini relative al 2008. In realta’ Contarini ha proprio ora cambiato nome (si chiamava Ca’ Vendramin) e si e’ trasformata in Societa’ per azioni. Ha una dimensione media (sopra 30 milioni di vendite) e margini piuttosto limitati. Nel corso del 2008 ha vissuto un anno difficile a causa del calo dei margini sulla vendita di Prosecco IGT, soprattutto sul mercato tedesco; situazione questa che gli amministratori si sono impegnati a risolvere con una serie di azioni sulla rete commerciale, sul taglio dei costi commerciali e, soprattutto riversando soltanto in parte nei prezzi di vendita la riduzione dei costi delle materie prime del Prosecco (di fatto riprendendosi parte di quello che e’ stato perso nell’anno precedente). La rivalutazione dell’impianto industriale di Vazzola per poco meno di 5 milioni ha consentito di riportare il patrimonio netto su un livello piu’ comparabile al debito, che appare comunque piuttosto elevato a EUR18 milioni (largamente dovuto alla copertura del capitale circolante).


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25 January 2010

Carpene’ Malvolti – analisi bilancio al 30/6/2008


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Grazie al prezioso contributo di un lettore, siamo in grado di guardare a qualche bilancio 2008 delle aziende venete impegnate nella zona del Prosecco. Cominciamo con Carpene’ Malvolti, che chiude il bilancio a giugno: guardiamo quindi al bilancio al 30/6/2008. CM e’ un’azienda di medie dimensioni con un fatturato di 17-18 milioni di euro, un marchio ben consolidato soprattutto in Italia (60% delle vendite) ma dei margini piuttosto risicati: ancora nel 2007, che presumibilmente doveva essere un buon anno per il mondo del vino, l’azienda non superava il 6% in termini di margine MOL e il 2% a livello di utile operativo. Ma Carpene’ Malvolti e’ interessante anche per una seconda caratteristica: e’ forse l’unica azienda che abbiamo incontrato nel nostro viaggio a non avere debiti. Anzi, a giugno 2008 aveva circa 400mila euro di cassa netta (1.2 milioni a giugno 2007). Questo mette l’azienda in una prospettiva tutta nuova, nel senso che le consente di pensare non soltanto alle sue operazioni ma anche alla possibilita’ di acquisirne altre per crescere. Ecco, forse, data la dimensione di questa azienda, un incremento di dimensione verso la categoria superiore potrebbe essere altamente sinergico per i margini.


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21 October 2009

Distell – risultati al 30 giugno 2009


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Distell ha chiuso il bilancio annuale al 30 giugno 2009 mostrando un incremento delle vendite ma con dei margini in leggera contrazione. L’azienda sudafricana (che ricordiamo ha poco meno della meta’ delle vendite nel segmento vino), ha continuato a investire e acquisire altre aziende. Il quadro di fine 2009 ci mostra un leggero debito (rispetto alla posizione finanziaria neutra dello scorso anno). L’azienda continua a essere trainata dalle vendite all’estero: nel 2008/09 i volumi di vendita di vino all’export sono cresciuti del 21% e gli utili che l’azienda realizza fuori dal Sud Africa hanno ormai superato il 20% del totale. Ma qualche problema lo hanno avuto anche loro: le cancellazioni di alcuni ordini fuori dal Sud Africa ha obbligato l’azienda ad abbassare i prezzi sul mercato domestico. E questo in parte spiega, come vedremo, il calo del margine sulle vendite (in percentuale, non in valore assoluto). Che cosa dicono del futuro? Non dicono, nel senso che parlano di qualche timido segnale di recupero, del fatto che il Sud Africa non ha scampato la crisi. Si limitano a una timida considerazione sulla forza dei loro prodotti e sulla volonta’ di continuare a perseguire la strategia di crescita.
Le vendite sono cresciute del 15.4% a 10.8 miliardi di Rand. Questa crescita si divide in un +10% in Sud Africa (dove i volumi di vino hanno fatto +1% e dove l’azienda fa il 75% delle vendite), un +50% nel resto dell’Africa e un +25% nel resto del mondo.


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19 July 2009

Castello Banfi – risultati e analisi di bilancio 2008


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Castello Banfi ha chiuso il 2008 in leggera perdita (EUR2m) a causa sia della recessione che dell’indagine/sequestro/dissequestro della produzione di Brunello di Montalcino che fortemente impattato le vendite dal 1 Aprile 2008 (stessa cosa successa a Frescobaldi). Ne risulta quindi un quadro piuttosto negativo sul 2008, con un calo del 21% delle vendite e del 38% del MOL (ben piu’ negativo delle indicazioni sul campione Mediobanca, almeno sul fatturato), ma una prospettiva 2009 non cosi’ negativa come per il resto del settore. Nella relazione, Banfi dichiara che “[…] viene atteso un 2009 con lo stesso grado di giudizio di difficoltà, ma migliore dal punto di vista reddituale e finanziario”.


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9 July 2009

Jean Jean – risultati e analisi di bilancio 2008


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Lo scorso anno abbiamo presentato Jean Jean, un’azienda vinicola originaria del Languedoc, che si sta rapidamente espandendo in altre regioni vinicole francesi. Le particolarita’ di Jean Jean erano un piano di espansione molto rapida basato su acquisizioni di nuove tenute facendo leva su una produzione orientata alle AOC (che nel 2008 hanno raggiunto il 54% delle vendite, vedere torte alla fine del post) e alle vendite alla grande distribuzione organizzata (44%) che sono state il motore di crescita del gruppo nel 2008. Ci chiedevamo se Jean Jean fosse riuscita a raggiungere i suoi obiettivi di fatturato (EUR250m di fatturato nel 2012 rispetto a EUR174m nel 2008): sicuramente da questo punto di vista e’ sulla buona strada. Il problema e’ semmai legato agli utili che sono scesi in modo deciso nel 2008 nonostante il +12% delle vendite e alla struttura finanziaria, che come numerose altre aziende vinicole mostra un deterioramento significativo.


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7 July 2009

Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2008-09


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Laurent Perrier ha chiuso l’esercizio 2008/09 (al 31 Marzo, che chiameremo 2008 da ora in avanti) con un forte calo delle vendite (-27% a EUR181m), essenzialmente dovuto a un calo di oltre il 30% dei volumi di vendita. La strategia della casa è stata molto chiara: i prezzi non si riducono, anzi. Nel corso dell’anno il prezzo-mix ha fatto segnare un +7% (poi compensato in modo molto leggero da un -2% derivante dai cambi). Cio’ ha consentito di mantenere i margini percentuali su livelli molto elevati (nonostante siano state mantenute stabili le spese pubblicitarie), per quanto pesantemente inferiori in valore assoluto (-30/35%) a quelli dello scorso anno. L’utile netto scende del 45% a EUR19m (rispetto al picco di EUR34m dello scorso anno), restando a un livello del 10% del fatturato, comunque molto elevato.
Il debito chiaramente aumenta in seguito all’incremento del valore del magazzino, che passa da EUR374m a EUR439m: l’azienda ha prodotto molto di piu’ di quello che ha venduto (EUR181m). Peraltro, come sapete, questo magazzino rappresenta piu’ una garanzia che un fardello, dato che consente alle maison di garantire i loro prestiti bancari (nel caso di Laurent Perrier si tratta di EUR303m di debito contro EUR439m di magazzino). Ma questo spiega anche perche’ le maison e lo Champagne in genere non accetti cali di prezzo: se cosi’ fosse il valore del magazzino si sgonfierebbe e questo metterebbe a repentaglio tutta la struttura finanziaria. Il debito/MOL di Laurent Perrier è passato da 3.4x a 6.4x nel giro di 1 anno: una azienda normale con questo tipo di rapporto sarebbe in gravissima difficolta’ se non avesse beni di proprieta’ che garantiscano i creditori (vigne, bottiglie pregiate e cosi’ via).


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