I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

20 June 2010

Remy Cointreau – risultati annuali 2009-10


Se Boizel Chanoine aveva riportato buoni risultati, Remy Cointreau non ha fatto lo stesso nella sua divisione Champagne. Le vendite sono calate di oltre il 20% e i magri utili operativi si sono trasformati in perdita. La strategia dell’azienda di mantenere a tutti i costi il prezzo-mix senza assecondare le tendenze del mercato si e’ rivelata probabilmente errata. In secondo luogo, va detto che per RC la divisione Champagne e’ una parte del business totale sempre meno significativa, anche se non meno critica: dopo le perdite del 2009 e’ necessario fare qualcosa, altrimenti i risultati pessimi di questa divisione rischiano di mettere in cattiva luce il valore del resto dell’attivita’. Infatti, siamo alle porte di un processo di ristrutturazione, dopo che il management ha dovuto dedicarsi nel 2009 al rilancio della distribuzione diretta, dopo la chiusura della joint venture Maxium (che vedeva come partner italiano Gancia).



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19 May 2010

Vranken Pommery – risultati 2009


Cosi’ come Boizel, anche Vranken Pommery ha concluso il 2009 in modo tutto sommato dignitoso e, soprattutto, ha dato una indicazione di ripresa delle vendite di circa il 20% per il medio termine, con una cifra buttata li’ per il mercato: 320 milioni di bottiglie contro 293 milionbi del 2009. Non solo, Vranken Pommery ha anche comperato un altro produttore (Domaines Listel), attivo con 2000 ettari nella zona della Camargue e della Provenza. Vranken sembra quindi aver approfittato del momento di crisi del mercato per portare a casa un’acquisizione: vedremo nel 2010 se avra’ ragione, visto il peso dell’operazione sulla struttura finanziara del gruppo. Per ora, le indicazioni sui primi 3 mesi dell’anno (+11% a perimetro costante e +38% con dentro l’acquisizione sembrano dargli ragione). Questa acquisizione dovrebbe portare un fatturato di 55-60 milioni e un utile netto di 3 milioni circa (prima delle sinergie), che dovrebbe all’incirca compensare l’aumento degli oneri finanziari per finanziare l’acquisizione.



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3 May 2010

Boizel Chanoine – risultati 2009


Boizel Chanoine (BCC da ora in avanti) ha fatto registrare dei risultati 2009 dignitosi, considerato l’andamento disastroso delle esportazioni di Champagne e la svalutazione della sterlina inglese, solo parzialmente compensati dal buon andamento delle vendite in Francia. Le vendite sono scese dell’8% e l’utile netto e’ sceso del 22%, pero’ nello stesso tempo l’azienda ha riposizionato i suoi prodotti sul mercato, ha fortemente ridotto gli stock nella distribuzione e si e’ concentrata sulla parte finanziaria, riuscendo a far calare il debito in modo significativo (da 535 a 471 milioni di euro). Per il 2010 BCC si attende un recupero delle spedizioni di Champagne a oltre 300 milioni di bottiglie a livello di settore e, grazie al lavoro sugli stock del 2009, si aspetta che le sue spedizioni (che in verita’ sono andate bene gia’ nel 2009, +6%) possano crescere.



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16 March 2010

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2009


Le esportazioni di Champagne hanno subito un forte calo nel corso del 2009, esclusivamente dovuto alle minori esportazioni. I dati finali pubblicati da CIVC infatti confermano che le vendite a volume (non sappiamo come e’ andato il prezzo-mix) sono rimaste stabili a 181 milioni di bottiglie, quando invece le esportazioni sono calate da 141 milioni di bottiglie a 112 milioni, cioe’ un calo del 20% secco. A dire la verita’, c’e’ una seconda serie di dati, che e’ quella della dogana francese, che ci fornisce dei numeri leggermente discordanti (i volumi sono in calo del 22% su questa statistica), ma ci fornisce anche una indicazione sul prezzo mix, che scende dell’8%, portando il calo totale delle esportazioni al 28% (confronto: circa -15% spumanti italiani). Se ipotizziamo che lo stesso calo si e’ verificato in Francia (in termini di prezzo-mix), potremmo concludere che il mercato in Francia e’ calato dell’8% circa e che il mercato totale e’ calato in valore di circa il 15-16%. Si tratta di numeri molto pesanti che mettono in luce il “trading-down” applicato dai consumatori, (1) sia a livello di categoria (c’e’ stato un travaso tra gli Champagne e i prodotti alternativi, come gli spumanti italiani che a volume sono addirittura in rialzo), che (2) all’interno della categoria medesima.



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10 March 2010

LVMH – risultati 2009


Guardiamo oggi ai risultati di LVMH, il leader indiscusso nel segmento dello Champagne e del Cognac. I numeri della seconda parte del 2009 non sono cosi’ male, e mostrano per certi versi un recupero, inteso come una riduzione della velocita’ del declino. A dire la verita’, in qualche caso cominciano a vedersi dei numeri positivi nelle crescite organiche (quindi ad esclusione dei cambi): lo Champagne e’ calato del 4% sull’ultimo trimestre (-16% nel 2009) contro un +6% dei vini (-2% sull’anno) e un +11% del Cognac (-5% sull’anno). LVMH dice chiaramente che questa tendenza sta continuando nel 2010 e che quindi per certi versi il peggio sembra essere alle spalle anche perche’ il de-stocking e’ finito; ci sono pero’ due cose da sottolineare: primo, che nei prossimi mesi bisogna attendersi una certa volatilita’ nella ripresa, cioe’ possono esserci mesi o trimestri ancora negativi; e, secondo, che i cicli di crescita dello Champagne sono di 5-6 anni. Quindi LVMH prevede che il mercato superi il picco precedente di 325-330 milioni di bottiglie verso soltanto verso il 2013-2014, prevedendo un mercato da 350 milioni di bottiglie soltanto nel 2015.



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22 December 2009

Laurent Perrier – risultati primo semestre 2009


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Laurent Perrier ha chiuso il primo semestre (Marzo-Settembre) con risultati in forte calo rispetto allo scorso anno, anche se la relazione degli amministratori sottolinea che i trimestri mostrano una specie di inversione di tendenza. In secondo luogo, il calo della produzione di Champagne previsto per il 2009 (come conseguenza del taglio delle rese) dovrebbe ridurre gli acquisti di uve e quindi dare una boccata di ossigeno al bilancio. Di certo i numeri del primo semeste fanno abbastanza paura: il fatturato e’ calato del 22% dopo il -26% del primo semestre 2008: in due anni le vendite si sono quasi dimezzate, da 115 milioni a 66 milioni. I margini scendono in modo molto significativo soprattutto a livello di margine operativo lordo e l’utile netto e’ praticamente annullato: da 11 milioni dello scorso anno a 2 milioni quest’anno. Il magazzino sale e il debito gli va dietro. Speriamo che sia veramente il fondo… Questi numeri sono anche interessanti perche’ ci indicano che l’anno veramente difficile per i numeri delle aziende sara’ il 2009 e che il calo del 2008 e’ stato soltanto l’inizio.


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17 October 2009

Boizel Chanoine – risultati primo semestre 2009


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Prima di parlare del primo semestre di Boizel Chanoine, forse e’ meglio parlare prima di cosa dice del futuro. L’azienda valuta positivamente i risultati ottenuti, soprattutto in termini di margini e fa notare che a partire da settembre lo scenario sembra mostrare qualche segno di stabilizzazione. La strategia del gruppo sara’ immutata e l’azienda prevede di mantenere i volumi, anche se il peggioramento del prezzo-mix sul risultato operativo 2009 si fara’ certamente sentire.

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Bene, ora possiamo parlare dei risultati, considerando che gennaio-giugno sono un periodo “morto” per le aziende vinicole e ancora di piu’ per quelle di Champagne (a occhio fanno il 35% del risultato totale). Nel primo semestre 2009, Boizel ha mostrato un significativo calo delle vendite (-18%), una riduzione dell’utile operativo del 40% e dell’utile netto del 50%. Considerando la gravita’ della crisi e la componente predominante del calo del prezzo-mix (-13%) rispetto ai volumi (-4%), bisogna ammettere che il commento dell’azienda e’ corretto: questi risultati non sono proprio male.


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17 September 2009

Vranken Pommery – risultati primo semestre 2009


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Ho pensato di pubblicare i dati semestrali di Vranken Pommery per guardare come si evolvono i conti di un’azienda vinicola in un periodo di forte calo del fatturato. In realta’, nel caso specifico ci troviamo di fronte forse al “meno peggio”, nel senso che la VP ha nel corso del primo semestre 2009 incrementato la sua quota di mercato dal 7.5% a quasi il 10% nel mercato dello Champagne. Ci troviamo anche di fronte a un periodo dell’anno (i primi 6 mesi) in cui si realizza soltanto il 30% delle vendite annuali. I numeri che trovate sono quindi la somma dei secondi 6 mesi 2008 e dei primi 6 mesi 2009, cioe’ una sorta di 2009 fatto come se la seconda parte dell’anno fosse uguale a quella dell’anno scorso (che chiaramente non sara’, dato che il calo dovrebbe continuare in modo piuttosto evidente). I numeri che vedete portano a una serie di riflessioni: (1) la leva operativa impatta sui margini: cioe’ non solo il fatturato scende ma i costi fissi (come il costo del personale) pesano sugli utili, quindi con un fatturato a -8%, il MOL scende del 25% e l’utile operativo del 35%; (2) le minori vendite portano a un incremento del magazzino, se non si interviene prontamente sulle quantita’ prodotte; (3) questo comporta un incremento del capitale investito, che combinato ai minori utili fa scendere il ritorno sul capitale. Ma come dicevamo Vranken e’ stata forse la piu’ virtuosa tra le case di Champagne (Boizelle ha annunciato un calo delle vendite sul semestre del 18% contro l’8% di Vranken, mentre Laurent Perrier ha fatto un -25% sul periodo aprile-giugno, dopo che le vendite gia’ crollavano lo scorso anno).


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21 July 2009

La valutazione delle aziende vinicole in Borsa – aggiornamento Luglio 2009


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E’ ora di aggiornare il post sulla valutazione delle aziende vinicole. Devo dire che questo “aggiornamento” non porta particolari indicazioni sui multipli (cioe’ su quanto valgono le aziende relativamente ai loro utili). E’ invece molto interessante per quanto riguarda il modo in cui le aspettative si sono mosse negli ultimi 6 mesi. E qui vengo subito a discutere i due grafici che trovate per primi: quanto erano le attese di utili e fatturato a gennaio 2009 rispetto a settembre 2008 e quanto sono oggi rispetto a settembre 2008. Il periodo di riferimento e’ sempre il medesimo (l’anno fiscale 2009). Come potete vedere le stime a gennaio 2009 “erano a meta’ strada”. L’utile di Vranken, per esempio, era stato tagliato del 22% a gennaio (rispetto alla stima di settembre), mentre oggi il nuovo numero e’ del 40% inferiore. Laurent Perrier ha subito un taglio ulteriore: le stime di settembre 2008 non erano errate soltanto del 27% come sembrava a gennaio, ma del 57%. Per Constellation Brands a gennaio nessuno aveva in effetti tagliato le stime, mentre oggi la previsione e’ scesa del 15%. Mi pare che “a occhio” i piu’ colpiti (e quelli che mostriamo) siano le aziende della Champagne.


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13 July 2009

Francia – esportazioni di vino – aggiornamento aprile 2009


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Se le esportazioni italiane stanno scendendo moderatamente rispetto allo scorso anno, la stessa statistica riferita alla Francia mostra un andamento ben piu’ pesante. L’esposizione della Francia ai vini VQPRD e’ come sappiamo nettamente superiore all’Italia. Inoltre, una buona fetta delle esportazioni (circa il 30%) sono Champagne. E lo Champagne nei primi 4 mesi del 2009 mette a segno un andamento da pelle d’oca con variazioni del -45/55% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Conclusione? La Francia ha perso quasi 1 miliardo di euro di export di vino (dal massimo di 7.1 miliardi di euro raggiunto a meta’ 2008 al livello attuale “annuo a fine Aprile” di EUR6.2bn). La seconda cosa che va detta e’ che la Francia ha una “dimensione” di export di vino comunque dell’80% superiore all’Italia, secondo esportatore (ma era 2 volte, cioe’ il 100% di piu’ a meta’ 2008). La terza considerazione riguarda il mix: le esportazioni di vino da tavola e dei vin de pays non stanno scendendo in modo cosi’ drammatico: fanno -1% sui 12 mesi ad aprile contro il -13% del totale e -12% sui volumi contro il -13.5% del totale.


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