I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

3 November 2010

I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2007 OIV


Fonte: OIV
Questo post lascia poco spazio a commenti fantasiosi: il consumo pro-capite di vino sta gradualmente convergendo in nome della globalizzazione, soltanto temporaneamente interrotta dalla crisi. Nuove aree del mondo mostrano consumi in forte incremento, in proporzione alla velocita’ con cui si adeguano agli standard di vita occidentali, altri invece continuano a mostrare un abbandono del consumo di vino abituale. Questo e’ sostanzialmente il quadro delineato guardando i dati OIV (che commenta in modo quantomeno imbarazzante, soprattutto quando discute esplicitamente il dato clamorosamente errato del consumo di vino in Nuova Zelanda, riportato a 2 litri per abitante invece che 10 volte tanto, 22 litri…). Restano questi dati, aggiornati purtroppo al 2007, quanto di piu’ completo esiste per commentare i numeri del vino mondiali.



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14 July 2010

Consumi di vino a valore delle famiglie in Italia – dati 2008 ISTAT


Siamo arrivati ai dati 2008 di ISTAT sui consume delle famiglie italiane (il commento sui dati al 2007 e’ qui), dal quale estraiamo esclusivamente i dati relativi al consumo di vino. Siccome e’ il terzo anno che mettiamo in fila, possiamo cominciare a derivare qualche tendenza. La spesa per i vino in Italia e’ stabile a circa 12.5 euro per unita’, ma si compone di due tendenze divergenti: un graduale calo della penetrazione dei consumi, che ora riguardano il 40% delle famiglie, e un graduale incremento della spesa per famiglia, che oggi raggiunge i 31 euro annui per famiglia “comprante”. Se tagliate i dati in tutti i modi possibili, ne risulta un quadro dove la crisi (per quanto stiamo parlando di dati relativi al 2008) si sta cominciando a far sentire: spendono meno le persone meno giovani e le famiglie con un numero di componenti in crescita. A spendere di piu’ in molte regioni italiane, sono soprattutto i single e le coppie senza figli.



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22 June 2010

Il vino di marca e gli appassionati – indagine Bocconi-Trovato


BocconiTrovat&Partners hanno condotto uno studio in occasione del Vinitaly intervistando 351 appassionati di vino (che bevono vino almeno 3 volte la settimana), per cercare di capire il concetto di marchio di questa categoria di consumatori e cercare di capire che cosa stimola o potrebbe cambiare/migliorare la loro esperienza di acquisto. Come vedrete dalle risposte gli appassionati sono una categoria speciale, dove le normali armi del marketing non funzionano; come amo considerare, sono anche una minoranza del mondo dei consumatori di vino: pensare che il consumatore medio si comporti come l’appassionato e’ errato. Di certo, da questa analisi emergono essenzialmente due aspetti: (1) che l’appassionato ha un concetto di marchio piu’ basato sull’esperienza, sul passaparola e sull’associazione consumatore-produttore; (2) che l’appassionato trova la distribuzione impreparata a soddisfare la sua aspettativa di compratore. Lo si vede chiaramente dai desideri che per la maggior parte vanno insoddisfatti (il poter assaggiare il vino prima dell’acquisto oppure il disporre di una scheda accurata) e dal fatto che l’acquisto diretto (il 32%) assume una dimensione mostruosa rispetto a quelle che sono le penetrazioni normali di questo canale distributivo.



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8 June 2010

Indagine sulla scelta dei vini in casa e fuori casa – Acqua Market Research 2010


Il Vinitaly e’ una sorgente significativa di nuovi dati e soprattutto indagini. In particolare, oggi ci occopiamo del sondaggio di Acqua Market Research, condotto su 1000 individui, cui sono state fatte diverse domande sui criteri di scelta dei vini sia nei consumi domestici che fuori casa. Avendo poi appurato che i consumi sono in calo, ha anche chiesto quali sono le ragioni di questo calo. Dunque la ricerca raggiunge queste conclusioni (che non sono “conclusive”, perche’ vedremo che un altro sondaggio arriva ad altre evidenze, ma tant’e’…): (1) i tre principali fattori che influenzano la scelta di un vino sono il marchio, l’origine del vino e la denominazione di origine; (2) quando si considera il consumo fuori casa, i fattori che assumono maggiore rilevanza rispetto al consumo domestico sono il marchio, la notorieta’ del vino e la DOC, mentre e’ abbastanza curioso notare come il suggerimento del venditore e’ piu’ seguito per le scelte domestiche che per quelle fuori casa (messaggio chiaro per i sommelier dei ristoranti). Alla seconda domanda, relativa al calo dei consumi, i motivi di salute e di dieta sono largamente preponderanti, seguiti dai problemi relativi alla legislazione relativa alla guida in stato di ebbrezza. Di nuovo, quando si passa dal consumo casalingo a quello fuori casa, assumono maggiore rilevanza le questioni relative alla legge anti-alcol, al prezzo dei vini e alla dieta. Da cio’ derivano un po’ di messaggi per chi si occupa di vino, su quali potrebbero essere le ragioni dei cali del consumo.



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31 May 2010

Indagine sui consumi di vino fuori casa – Partesa per Vinitaly


A sopperire all’incredibile scarsita’ di dati sul mercato del vino italiano sulla parte “consumo fuori casa” e’ venuta incontro Partesa, uno dei principali distributori italiani di bevande. Che cosa ha fatto Partesa per Vinitaly? Ha semplicemente aperto il suo fatturato per far vedere come si sono comportati diverse categorie di bevande nel corso degli ultimi anni; nel segmento vino, e’ poi andata in profondita’ sulle diverse categorie. Siccome si tratta dei valori di Partesa, e’ inutile che si pubblichino i milioni di euro, sono dati senza senso. E’ anche senza senso pensare a pesare le categorie, dato che Partesa e’ chiaramente sovrappesato sulla birra. Quindi, il lavoro che ho fatto qui e’ quello di prendere i dati, ribasarli e far vedere le tendenze piuttosto che i valori assoluti, che potrebbero anche ingannare qualcuno. Quali conclusioni: (1) la bevanda vino, seppur in calo, si e’ comportata meglio delle altre bevande in questi ultimi anni, insieme alla birra, con un -6% nel 2009 a valore. In forte calo invece sono stati secondo Partesa i liquori e gli aperitivi (punto sul quale ho diversi dubbi). (2) Nell’ambito del vino, la categoria migliore e’ stata quella degli spumanti, in costante crescita fuori casa anche nel 2009 (+3%), con i vini bianchi stabili e i vini rossi in calo piuttosto deciso (-11%), insieme a Champagne (-19%) e altre categorie (che sembrano pero’ marginali per Partesa). (3) i vini di qualita’ continuano a crescere (+3% 2009) a discapito dei vini da tavola (-11%). (4) su questo punto pero’ c’e’ una puntualizzazione da fare: il calo dei vini da tavola e’ essenzialmente un calo costante di volumi a cui si associa un leggero impatto positivo del prezzo-mix. Nel caso dei vini di qualita’ i volumi giocano in positivo, mentre il prezzo-mix nel 2009 e’ stato in calo (-3%).



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7 May 2010

Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento 2009


I dati sui consumi di bevande alcoliche in Italia relativi al 2009 mostrano qualche sorpresa, insieme alle ovvie evidenze (superiorità del vino rispetto alle altre bevande). Bene, la sorpresa è relativa al fatto che il calo storico di consumo di vino ha avuto una battuta d’arresto nel 2009. In altre parole, la tendenza che sempre meno persone bevono bevande alcoliche si è fermata. Badate, non stiamo parlando di quantità, stiamo parlando della penetrazione di consumo sul totale della popolazione. Se nel 2008 il 53.4% degli italiani sopra gli 11 anni avevano bevuto almeno 1 volta vino, nel 2009 questa percentuale è salita al 54%. Lo stesso dicasi per la birra e per gli altri alcolici: dal 45% al 45.9% e dal 38.6% al 39.3% rispettivamente. Il luogo comune dice che nelle fasi di recessione si beve di più per consolarsi: guardando questi dati non sembra proprio soltanto un luogo comune… Infine un flash sull’evoluzione dei consumi per eta’, dove vedrete come il consumo di vino sta gradualmente invecchiando…



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24 February 2010

Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2008


Siamo all’ormai consueto appuntamento con i due post dedicati alla Germania. Partiamo con quello relativo al mercato, che conferma le tendenze degli anni passati. I consumi di bevande alcoliche sono leggermente diminuiti nel 2008 (da 141.7 a 141.2 litri). All’interno di questa macrotendenza il vino continua a guadagnare gradatamente terreno a spese della birra, anche se come vedremo nei prossimi diagrammi anche il mercato del vino, storicamente in crescita, ha ceduto il passo nel segmento del consumo fuori casa.



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6 February 2010

I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2006 OIV


OIV PRO CAPITE 2006 0

Fonte: OIV
Dopo lungo tempo, OIV ha deciso di aggiornare il suo report globale sul mondo del vino. Ne traiamo oggi il post classico sui consumi di vino pro-capite nel mondo, che arriva al 2006. Passando subito all’azione vi mostro un quadro del 2006, dove risulta che i consumi francesi sono i piu’ elevati del mondo (forse escluso il Lussemburgo che non abbiamo incluso), ma soprattutto sono da guardare con attenzione gli altri grafici, che mostrano invece l’evoluzione dei consumi nel tempo nei principali mercati del vino. Proprio su questo punto attirerei l’attenzione. I tre mercati importanti per l’Italia (a parte l’Italia…) sono USA, Germania e Regno Unito. Anche questi dati mostrano che sono mercati sani: in USA i consumi stanno piano piano crescendo, e sono nel 2006 arrivati a 8.6 litri pro-capite. Il vicino Canada sta a 12 litri (e continua a crescere). Vero e’ che in Canada c’e’ una regione “francese” (Quebec), ma se dovessi rispondere a una domanda sull’evoluzione dei consumi di vino in USA rispondere che seguiranno con qualche anno di distanza il Canada. Se vogliamo andare nel particolare, il Canada stava sui livelli americani del 2006 esattamente 8 anni prima, tra il 1998 e il 1999.


OIV PRO CAPITE 2006 1
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14 December 2009

Indagine qualitativa sui consumatori e sulla filiera del vino – FEV 2009


spagna indagine consumo vino 2009 1

Fonte: FEV
In Spagna, un paese dove la tradizione del vino e’ stata superata dalla birra, la FEV e’ particolarmente attiva nel fornire ai produttori una serie di indicazioni sul consumo di vino, sulle abitudini dei consumatori, sui mercati esteri per il vino spagnolo e via dicendo. Con una iscrizione gratuita al sito si puo’ accedere a una moltitudine di documenti e indagini. Cio’ basterebbe a riempire un mesetto di post su questo blog. Lungi da me iniettarvi una serie di post sul genoma del consumatore spagnolo (di cui a quanto pare si conosce quasi tutto), vorrei attirare la vostra attenzione su una interessante indagine condotta su consumatori, produttori, distributori e ristoratori che riguarda la percezione del prodotto vino, come viene consumato nel canale horeca, chi e perche’ legge l’etichetta e, molto interessante perche’ l’etichetta talvolta non viene letta. Soprattutto, molto divertente, la percezione che i ristoratori hanno dei consumatori, quella dei ristoratori da parte dei distributori: una filiera dove tutti hanno una bassa considerazione dei propri clienti…


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14 November 2009

Vendite di vino al dettaglio in Italia – dati a Settembre 2009


mercato vino italia 2009 q3 1

Fonte: ISMEA
ISMEA ha pubblicato il documento sulla congiuntura relativo al terzo trimestre, cui dedichiamo questo post relativo alle vendite di vino al dettaglio e il prossimo, relativo agli indicatori del settore vino. Il mercato del vino (inteso come vendite al dettaglio realizzate in Italia) e’ secondo ISMEA in forte rallentamento rispetto ai dati del primo semestre. Un rallentamento che si concretizza in un calo molto pesante dei prezzi (e diremmo noi, del mix di vendite), piuttosto che in un calo dei volumi (che anzi sono visti sempre negativi ma in leggero miglioramento rispetto ai 6 mesi). La fotografia ci consente quindi di entrare nelle categorie con piu’ precisione: (1) va male il prezzo mix di tutte le categorie; (2) peggiora in modo molto evidente il mercato dei vini DOC/DOCG che fino a giugno sembrava tenere meglio dei vini da tavola; (3) una nota fuori dal coro, i vini spumanti sono visti da ISMEA a un +4% rispetto ai 9 mesi del 2008 (in cui pero’ segnavano un altrettanto stupefacente -12%). ISMEA pero’ non si ferma ai dati dei 9 mesi, ma pubblica una stima per il mercato 2009: calo previsto 8.5%, in leggero peggioramento rispetto al 7.4% registrato nei primi 9 mesi, con tutte le categorie in peggioramento salvo gli spumanti, che sono visti accelerare dal +4% al +6%. Speriamo che abbiano ragione, almeno per questi ultimi.


mercato vino italia 2009 q3 2
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