I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

22 December 2009

Laurent Perrier – risultati primo semestre 2009


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Laurent Perrier ha chiuso il primo semestre (Marzo-Settembre) con risultati in forte calo rispetto allo scorso anno, anche se la relazione degli amministratori sottolinea che i trimestri mostrano una specie di inversione di tendenza. In secondo luogo, il calo della produzione di Champagne previsto per il 2009 (come conseguenza del taglio delle rese) dovrebbe ridurre gli acquisti di uve e quindi dare una boccata di ossigeno al bilancio. Di certo i numeri del primo semeste fanno abbastanza paura: il fatturato e’ calato del 22% dopo il -26% del primo semestre 2008: in due anni le vendite si sono quasi dimezzate, da 115 milioni a 66 milioni. I margini scendono in modo molto significativo soprattutto a livello di margine operativo lordo e l’utile netto e’ praticamente annullato: da 11 milioni dello scorso anno a 2 milioni quest’anno. Il magazzino sale e il debito gli va dietro. Speriamo che sia veramente il fondo… Questi numeri sono anche interessanti perche’ ci indicano che l’anno veramente difficile per i numeri delle aziende sara’ il 2009 e che il calo del 2008 e’ stato soltanto l’inizio.


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28 November 2009

I numeri della viticoltura biologica in Francia – aggiornamento 2008


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Fonte: Viniflhor
Ogni tanto capita qualche domanda sulla viticoltura biologica. I dati sull’Italia non ci sono (o perlomeno io non ne ho mai trovati), ma quelli sulla Francia si, perche’ Viniflhor li pubblica tutti gli anni. Questo post serve soltanto per dare un’idea di come si sta muovendo questo fenomeno e che dimensione ha raggiunto in Francia. Dunque, nel 2008 c’erano in Francia 28190 ettari di vigna biologica, della quale il 56% gia’ operativa e il 44% in fase di conversione. La viticoltura di questo genere in Francia sta esplodendo: la crescita tra 2008 e 2007 e’ stata del 25% e la superficie (e nel 2007 era cresciuta a sua volta del 20%) ha raggiunto il 3.3% della superficie vitata totale della Francia. Il vino, come vedremo nel seguito del post, e’ anche il prodotto che piu’ di tutti sta cavalcando l’onda del biologico, almeno in termini di crescita rispetto al 2007.


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29 October 2009

Cottin Freres – risultati primo semestre 2009


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Cottin Freres ha chiuso il primo semestre 2009 (Ottobre 2008-Marzo 2009) con dei risultati tutto sommato dignitosi. Va pero’ detto che il periodo leggermente spostato indietro rispetto al semestre solare potrebbe aver favorito il gruppo. Infatti, nel corso del secondo semestre l’azienda ha anticipato una perdita netta per il 2009 nell’ordine di EUR2.5m, che si confronta con una perdita del primo semestre di EUR0.9m: il secondo semestre dovrebbe quindi chiudere con una perdita di EUR1.6m rispetto a un rosso di EUR0.2m del corrispondente periodo dello scorso anno. L’azienda ha intrapreso un piano di ristrutturazione (costo EUR0.2m) che portera’ al taglio di 7 dipendenti rispetto a un totale di 90.


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17 October 2009

Boizel Chanoine – risultati primo semestre 2009


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Prima di parlare del primo semestre di Boizel Chanoine, forse e’ meglio parlare prima di cosa dice del futuro. L’azienda valuta positivamente i risultati ottenuti, soprattutto in termini di margini e fa notare che a partire da settembre lo scenario sembra mostrare qualche segno di stabilizzazione. La strategia del gruppo sara’ immutata e l’azienda prevede di mantenere i volumi, anche se il peggioramento del prezzo-mix sul risultato operativo 2009 si fara’ certamente sentire.

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Bene, ora possiamo parlare dei risultati, considerando che gennaio-giugno sono un periodo “morto” per le aziende vinicole e ancora di piu’ per quelle di Champagne (a occhio fanno il 35% del risultato totale). Nel primo semestre 2009, Boizel ha mostrato un significativo calo delle vendite (-18%), una riduzione dell’utile operativo del 40% e dell’utile netto del 50%. Considerando la gravita’ della crisi e la componente predominante del calo del prezzo-mix (-13%) rispetto ai volumi (-4%), bisogna ammettere che il commento dell’azienda e’ corretto: questi risultati non sono proprio male.


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11 October 2009

Esportazioni francesi di vino – aggiornamento Luglio 2009


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Aggiorniamo oggi le statistiche sulle esportazioni di vino francese, che sono aggiornate a Luglio 2009. Chiedo venia, ma i numeri dei mesi del 2009 sono leggermente cambiati (di poco) e quindi le curve che mostriamo oggi sono forse un pochino diverse da quelle del post precedente. Ma veniamo al punto: la “crisi” delle esportazioni francesi di vino sta continuando: i cali mensili fino a luglio sono superiori al 20% sull’anno precedente; ci sono pochi segnali di stabilizzazione e anche la categoria che andava meglio, quella dei vini da tavola e “vin de pays” ha cominciato a girare in negativo. In questo confronto l’Italia ne esce sicuramente vincitrice essenzialmente perche’ i vini imbottigliati italiani vanno molto meglio di quelli francesi; invece nel segmento dei vini spumanti dobbiamo notare che i dati dello Champagne stanno ora viaggiando sul -30/40% annuo, che non e’ un valore troppo diverso da quello degli spumanti italiani, che ora come ora stanno scendendo a ritmi superiori al 20%.


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17 September 2009

Vranken Pommery – risultati primo semestre 2009


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Ho pensato di pubblicare i dati semestrali di Vranken Pommery per guardare come si evolvono i conti di un’azienda vinicola in un periodo di forte calo del fatturato. In realta’, nel caso specifico ci troviamo di fronte forse al “meno peggio”, nel senso che la VP ha nel corso del primo semestre 2009 incrementato la sua quota di mercato dal 7.5% a quasi il 10% nel mercato dello Champagne. Ci troviamo anche di fronte a un periodo dell’anno (i primi 6 mesi) in cui si realizza soltanto il 30% delle vendite annuali. I numeri che trovate sono quindi la somma dei secondi 6 mesi 2008 e dei primi 6 mesi 2009, cioe’ una sorta di 2009 fatto come se la seconda parte dell’anno fosse uguale a quella dell’anno scorso (che chiaramente non sara’, dato che il calo dovrebbe continuare in modo piuttosto evidente). I numeri che vedete portano a una serie di riflessioni: (1) la leva operativa impatta sui margini: cioe’ non solo il fatturato scende ma i costi fissi (come il costo del personale) pesano sugli utili, quindi con un fatturato a -8%, il MOL scende del 25% e l’utile operativo del 35%; (2) le minori vendite portano a un incremento del magazzino, se non si interviene prontamente sulle quantita’ prodotte; (3) questo comporta un incremento del capitale investito, che combinato ai minori utili fa scendere il ritorno sul capitale. Ma come dicevamo Vranken e’ stata forse la piu’ virtuosa tra le case di Champagne (Boizelle ha annunciato un calo delle vendite sul semestre del 18% contro l’8% di Vranken, mentre Laurent Perrier ha fatto un -25% sul periodo aprile-giugno, dopo che le vendite gia’ crollavano lo scorso anno).


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14 August 2009

LVMH – risultati primo semestre 2009


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LVMH ha riportato dei risultati tutto sommato incoraggianti nel primo semestre del 2009. Peccato che molto del buono sia nella parte dei beni di lusso e non in quella degli spirits. E peccato che all’interno del segmento spirits, le buone notizie vengono piu’ dal lato cognac che non da quello vini, e in particolare da quello Champagne. Inutile ricordarvi che LVMH ha tra i piu’ noti marchi mondiali di Champagne (oltre a un paio di chicche nel mondo del vino). Nel primo semestre il calo del 9% dei volumi di Champagne si e’ trasformato in un crollo del 28% (da 22 milioni a 15.7), che unito al -13% degli altri vini (da 14.3 a 12.5 milioni) e al deterioramento dei cambi (in particolare la sterlina) ha portato a un -30% del fatturato a EUR458 milioni. Sotto questo punto di vista il -2.4% della divisione Cognac e spirits (da 636 a 621 milioni) sono una passeggiata. Come vedremo nel post, i margini scendono in modo pesante e il magazzino di prodotti in fase di invecchiamento sta esplodendo. LVMH e’ arrivata a 3.1 miliardi di magazzino contro 2.9 miliardi di vendite annue: nel 2004 le vendite furono di 2.2 miliardi con un magazzino di prodotti in fase di invecchiamento di 1.9 miliardi.


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2 August 2009

Francia – superfici vitate e produzione di vino – aggiornamento 08


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La Francia si muove in modo deciso verso la ristrutturazione del suo vigneto: la produzione sta gradualmente calando (nel 2008 decisamente di piu’ di quanto presumibilmente i viticoltori si aspettavano), aumenta il peso dei vini di qualita’ (AOC) e dei vin de pays, praticamente stanno scomparendo i vini da tavola. Le superfici di produzione calano secondo Agreste in Francia mentre crescono in Italia. Qualcuno sta andando nella direzione sbagliata e mi sembra piuttosto evidente di chi si tratti.


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Ma prendiamo ad analizzare i dati. La Francia ha prodotto nel 2008 circa 42.6m/hl di vino, un calo del 9% rispetto al 2008. Di questi, circa 21.4 milioni sono AOC, cioe’ circa il 50% della produzione totale (contro circa il 30-32% delle DOC Italiane). All’interno delle AOC circa 7.8m/hl sono di vino bianco (-8% nel 2008) e 13.6 milioni sono di vino rosso (-11.4%). Su questi 42.6 milioni va poi ricordato che sono ricompresi circa 6.9 milioni di hl di vino che vengono distillati per produrre Cognac e Armagnac: potremmo quindi dire a Confagricoltura che la produzione di vino italiano vince facile contro quella francese quando consideriamo questo particolare. Tutto quello che non e’ AOC o vino da distillare si chiama vin de pays o vin de table e scende costantemente costantemente dal 2004: la Francia e’ passata da 21.2 milioni di hl a circa 14.3 milioni.
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17 July 2009

Vendite di vino al dettaglio in Francia 2008

Fonte: Viniflhor
Viniflhor ha puntualmente pubblicato l’andamento delle vendite di vino al dettaglio in Francia nel 2008 (riferito esclusivamente ai vini fermi). Lo studio mette in luce questi aspetti: (1) così come in Italia, i prezzi al litro sono stati in crescita; (2) l’unica categoria di vini “dinamica” e’ quella dei rosati, almeno per quanto riguarda le famiglie che lo acquistano; (3) il mercato è in contrazione a valore per il forte calo dei volumi. Non si tratta di numeri nuovi, ma ci mette comunque di fronte al dilemma di un mercato dove le categorie che crescono sono sempre piu’ rare e dove, se i prezzi cominciano a scendere, ci saranno delle riduzione di fatturato superiori al 10%. Mentre oggi tutti spergiurano (anche in altri settori) che “i prezzi non si toccano tanto non si riuscirebbe a vendere di piu’”, non e’ detto che domani, di fronte a un persistente calo dei volumi qualcosa possa cambiare. Le vendite al dettaglio in Francia sono scese nel 2008 del 2.6% a valore per quanto riguarda le famiglie “acquirenti”. Il mercato totale sarebbe sceso leggermente di piu’ quando si considera che la penetrazione del prodotto vino e’ scesa dall’87% all’85.5% del totale delle famiglie francesi.


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13 July 2009

Francia – esportazioni di vino – aggiornamento aprile 2009


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Se le esportazioni italiane stanno scendendo moderatamente rispetto allo scorso anno, la stessa statistica riferita alla Francia mostra un andamento ben piu’ pesante. L’esposizione della Francia ai vini VQPRD e’ come sappiamo nettamente superiore all’Italia. Inoltre, una buona fetta delle esportazioni (circa il 30%) sono Champagne. E lo Champagne nei primi 4 mesi del 2009 mette a segno un andamento da pelle d’oca con variazioni del -45/55% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Conclusione? La Francia ha perso quasi 1 miliardo di euro di export di vino (dal massimo di 7.1 miliardi di euro raggiunto a meta’ 2008 al livello attuale “annuo a fine Aprile” di EUR6.2bn). La seconda cosa che va detta e’ che la Francia ha una “dimensione” di export di vino comunque dell’80% superiore all’Italia, secondo esportatore (ma era 2 volte, cioe’ il 100% di piu’ a meta’ 2008). La terza considerazione riguarda il mix: le esportazioni di vino da tavola e dei vin de pays non stanno scendendo in modo cosi’ drammatico: fanno -1% sui 12 mesi ad aprile contro il -13% del totale e -12% sui volumi contro il -13.5% del totale.


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