I numeri del vino

Dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori

5 August 2010

LVMH – risultati primo semestre 2010


I risultati del primo semestre di LVMH (che e’ il leader mondiale nel segmento Champagne) mostrano un parziale recupero di vendite e margini, che comunque restano largamente al di sotto di due anni fa, prima della crisi. Cio’ e’ tanto piu’ vero se restringiamo l’analisi al sottosegmento Champagne&Wine, rispetto all’intera divisione Wine&Spirits del gruppo: se il Cognac ha recuperato oltre l’80% degli utili persi tra il 2008 e il 2009, nel segmento vini e Champagne soltanto il 35% circa del calo degli utili e’ stato ripreso con i primi 6 mesi. E i primi 6 mesi del 2010 sono stati piuttosto interessanti, caratterizzati secondo l’azienda da un “re-stocking” che non si ripetera’ nei prossimi mesi (anzi, prevedono un nuovo movimento di de-stocking, cioe’ di riduzione delle scorte nella distribuzione).



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20 June 2010

Remy Cointreau – risultati annuali 2009-10


Se Boizel Chanoine aveva riportato buoni risultati, Remy Cointreau non ha fatto lo stesso nella sua divisione Champagne. Le vendite sono calate di oltre il 20% e i magri utili operativi si sono trasformati in perdita. La strategia dell’azienda di mantenere a tutti i costi il prezzo-mix senza assecondare le tendenze del mercato si e’ rivelata probabilmente errata. In secondo luogo, va detto che per RC la divisione Champagne e’ una parte del business totale sempre meno significativa, anche se non meno critica: dopo le perdite del 2009 e’ necessario fare qualcosa, altrimenti i risultati pessimi di questa divisione rischiano di mettere in cattiva luce il valore del resto dell’attivita’. Infatti, siamo alle porte di un processo di ristrutturazione, dopo che il management ha dovuto dedicarsi nel 2009 al rilancio della distribuzione diretta, dopo la chiusura della joint venture Maxium (che vedeva come partner italiano Gancia).



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19 May 2010

Vranken Pommery – risultati 2009


Cosi’ come Boizel, anche Vranken Pommery ha concluso il 2009 in modo tutto sommato dignitoso e, soprattutto, ha dato una indicazione di ripresa delle vendite di circa il 20% per il medio termine, con una cifra buttata li’ per il mercato: 320 milioni di bottiglie contro 293 milionbi del 2009. Non solo, Vranken Pommery ha anche comperato un altro produttore (Domaines Listel), attivo con 2000 ettari nella zona della Camargue e della Provenza. Vranken sembra quindi aver approfittato del momento di crisi del mercato per portare a casa un’acquisizione: vedremo nel 2010 se avra’ ragione, visto il peso dell’operazione sulla struttura finanziara del gruppo. Per ora, le indicazioni sui primi 3 mesi dell’anno (+11% a perimetro costante e +38% con dentro l’acquisizione sembrano dargli ragione). Questa acquisizione dovrebbe portare un fatturato di 55-60 milioni e un utile netto di 3 milioni circa (prima delle sinergie), che dovrebbe all’incirca compensare l’aumento degli oneri finanziari per finanziare l’acquisizione.



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3 May 2010

Boizel Chanoine – risultati 2009


Boizel Chanoine (BCC da ora in avanti) ha fatto registrare dei risultati 2009 dignitosi, considerato l’andamento disastroso delle esportazioni di Champagne e la svalutazione della sterlina inglese, solo parzialmente compensati dal buon andamento delle vendite in Francia. Le vendite sono scese dell’8% e l’utile netto e’ sceso del 22%, pero’ nello stesso tempo l’azienda ha riposizionato i suoi prodotti sul mercato, ha fortemente ridotto gli stock nella distribuzione e si e’ concentrata sulla parte finanziaria, riuscendo a far calare il debito in modo significativo (da 535 a 471 milioni di euro). Per il 2010 BCC si attende un recupero delle spedizioni di Champagne a oltre 300 milioni di bottiglie a livello di settore e, grazie al lavoro sugli stock del 2009, si aspetta che le sue spedizioni (che in verita’ sono andate bene gia’ nel 2009, +6%) possano crescere.



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9 April 2010

Contri spumanti – risultati 2008


Ora posso dirlo: anche I numeri del vino ha un “cavaliere bianco”, che ogni tanto manda qualche bilancio per arricchire la casistica censita e per aiutarci a capire meglio come si muovono gli operatori nel mondo del vino e quali sono i modelli ottimali di gestione dell’attivita’. Faccio questa premessa per introdurre Contri Spumanti, che e’ un’azienda destinata ad entrare nel novero delle prime 20 aziende italiane nel mondo del vino. Nel 2008, di cui oggi parliamo, ha messo a segno un incremento del 62% delle vendite e, a leggere la relazione degli amministratori, aveva come obiettivo un ulteriore incremento del 20% per il 2009. Non solo: gli amministratori hanno anche messo le mani avanti sui margini di profitto. Il MOL su fatturato, che si e’ assestato al 4% nel 2008, era previsto crescere di 10 punti percentuali, per raggiungere il 14% nel 2009. Come si fa? (1) si tengono i prezzi di vendita invariati quando il costo delle materie prime (uva e vino) scende di oltre il 20%; (2) si aumenta il fatturato in modo significativo, riuscendo cosi’ a diluire i costi fissi su una base di vendite piu’ significativa. Se fate due moltiplicazioni, Contri Spumanti potrebbe essere diventata nel 2009 un top-20 nel mondo del vino italiano, con 54-55 milioni di euro di fatturato e 7-8 milioni di euro di margine operativo lordo. Perche vi parlavo di modello di business? Perche’ questa azienda ha 13 dipendenti e un capitale investito di 10 milioni di euro, cioe’ ha una struttura particolarmente esile rispetto ai numeri che registra.



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16 March 2010

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2009


Le esportazioni di Champagne hanno subito un forte calo nel corso del 2009, esclusivamente dovuto alle minori esportazioni. I dati finali pubblicati da CIVC infatti confermano che le vendite a volume (non sappiamo come e’ andato il prezzo-mix) sono rimaste stabili a 181 milioni di bottiglie, quando invece le esportazioni sono calate da 141 milioni di bottiglie a 112 milioni, cioe’ un calo del 20% secco. A dire la verita’, c’e’ una seconda serie di dati, che e’ quella della dogana francese, che ci fornisce dei numeri leggermente discordanti (i volumi sono in calo del 22% su questa statistica), ma ci fornisce anche una indicazione sul prezzo mix, che scende dell’8%, portando il calo totale delle esportazioni al 28% (confronto: circa -15% spumanti italiani). Se ipotizziamo che lo stesso calo si e’ verificato in Francia (in termini di prezzo-mix), potremmo concludere che il mercato in Francia e’ calato dell’8% circa e che il mercato totale e’ calato in valore di circa il 15-16%. Si tratta di numeri molto pesanti che mettono in luce il “trading-down” applicato dai consumatori, (1) sia a livello di categoria (c’e’ stato un travaso tra gli Champagne e i prodotti alternativi, come gli spumanti italiani che a volume sono addirittura in rialzo), che (2) all’interno della categoria medesima.



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2 February 2010

Giovanni Bosca Tosti – risultati e analisi di bilancio 2008


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Siamo alla terza azienda che commercia vini spumanti che analizziamo, questa volta con origine piemontese. Si tratta di Giovanni Bosca Tosti, 20 milioni di fatturato soprattutto nei confronti della grande distribuzione. I risultati 2008 di Tosti sono in calo dal punto di vista degli utili e in crescita per quanto riguarda le vendite. Cosa sta succedendo? Come per altre aziende del settore il 2008 e’ stato un anno difficile dal punto di vista del costo delle materie prime e dal punto di vista competitivo, soprattutto nei confronti della grande distribuzione. E’ una considerazione che si trova in molte relazioni, compresa quella di Tosti. Tosti fa parte di quella categoria dimensionale che avrebbe bisogno di consolidarsi. Se 2-3 aziende come tosti si mettessero insieme potrebbero contare su un fatturato superiore a 50 milioni, su una dimensione internazionale (dato che la maggior parte del fatturato viene esportato) e su una generazione di cassa tale da sostenere gli investimenti. Nel caso di Tosti ci troviamo di fronte a un margine operativo lordo di meno di 1 milione di euro, di un debito superiore a 15 milioni (con un patrimonio netto di soltanto 2 milioni). In questa situazione, e’ chiaro che la flessibilita’ dell’azienda e’ molto limitata!


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Passiamo ai numeri 2008. Il fatturato e’ salito del 5% a 20.4 milioni, di cui il 44% in Italia, il 22% ciascuno in USA e Regno Unito. Proprio in USA Tosti ha cambiato nel 2008 il distributore, subendo un impatto negativo sulle vendite (rallentamento delle consegne in fine mandato al distributore precedente, difficolta’ iniziali del nuovo distributore).

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La struttura dei costi e’ molto pesante. Tenuto conto che Tosti non ha in bilancio grandi investimenti in terreni (e quindi deduciamo che operi quasi solamente attraverso l’acquisto di uve), il costo delle materie prime rappresenta il 56% delle vendite (contro il 51% del 2007). La seconda voce di costo sono le promozioni: a 3.8m rappresentano oltre il 15% del fatturato, un livello molto rilevante, anche rispetto ad altri costi come il personale (il 7% delle vendite e in calo dall’8% del 2007). Cio’ che mi incuriosisce in un’azienda come questa e’ che il costo del consiglio di amministrazione sia pari a 449mila euro. Ecco, questo genere di costi sono molto ben scalabili (cioe’ con un fatturato doppio sarebbero gli stessi), e in un’azienda come questa rappresentano lo stesso livello della generazione di cassa…

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Nel 2008 il margine operativo lordo e’ sceso da 1.3m a 0.5m, l’utile operativo e passato in negativo a -0.6m, la perdita netta e’ stata di 0.7m.

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Dal punto di vista patrimoniale l’azienda e’ piuttosto indebitata. Il debito e’ salito da 10m a 13m, contro un patrimonio netto in discesa da 3 a 2 milioni. Oltretutto il debito e’ largamente superiore al capitale circolante e quindi finanzia una buona parte dell’investimento fisso dell’azienda. Nel corso del 2008 Tosti ha gestito molto bene il suo capitale circolante, mantenendo sia il magazzino che i crediti verso clienti sotto controllo, mentre e’ stata colpita da un sostanziale calo dei debiti verso fornitori.

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31 January 2010

Contarini – analisi di bilancio e risultati 2008


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Continuiamo il breve viaggio nel mondo delle aziende legate al Prosecco con il bilancio di Contarini relative al 2008. In realta’ Contarini ha proprio ora cambiato nome (si chiamava Ca’ Vendramin) e si e’ trasformata in Societa’ per azioni. Ha una dimensione media (sopra 30 milioni di vendite) e margini piuttosto limitati. Nel corso del 2008 ha vissuto un anno difficile a causa del calo dei margini sulla vendita di Prosecco IGT, soprattutto sul mercato tedesco; situazione questa che gli amministratori si sono impegnati a risolvere con una serie di azioni sulla rete commerciale, sul taglio dei costi commerciali e, soprattutto riversando soltanto in parte nei prezzi di vendita la riduzione dei costi delle materie prime del Prosecco (di fatto riprendendosi parte di quello che e’ stato perso nell’anno precedente). La rivalutazione dell’impianto industriale di Vazzola per poco meno di 5 milioni ha consentito di riportare il patrimonio netto su un livello piu’ comparabile al debito, che appare comunque piuttosto elevato a EUR18 milioni (largamente dovuto alla copertura del capitale circolante).


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25 January 2010

Carpene’ Malvolti – analisi bilancio al 30/6/2008


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Grazie al prezioso contributo di un lettore, siamo in grado di guardare a qualche bilancio 2008 delle aziende venete impegnate nella zona del Prosecco. Cominciamo con Carpene’ Malvolti, che chiude il bilancio a giugno: guardiamo quindi al bilancio al 30/6/2008. CM e’ un’azienda di medie dimensioni con un fatturato di 17-18 milioni di euro, un marchio ben consolidato soprattutto in Italia (60% delle vendite) ma dei margini piuttosto risicati: ancora nel 2007, che presumibilmente doveva essere un buon anno per il mondo del vino, l’azienda non superava il 6% in termini di margine MOL e il 2% a livello di utile operativo. Ma Carpene’ Malvolti e’ interessante anche per una seconda caratteristica: e’ forse l’unica azienda che abbiamo incontrato nel nostro viaggio a non avere debiti. Anzi, a giugno 2008 aveva circa 400mila euro di cassa netta (1.2 milioni a giugno 2007). Questo mette l’azienda in una prospettiva tutta nuova, nel senso che le consente di pensare non soltanto alle sue operazioni ma anche alla possibilita’ di acquisirne altre per crescere. Ecco, forse, data la dimensione di questa azienda, un incremento di dimensione verso la categoria superiore potrebbe essere altamente sinergico per i margini.


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17 January 2010

Le quote di mercato degli spumanti in Italia – fonte: forum spumanti


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Ci occupiamo oggi delle quote di mercato nel segmento degli spumanti, come sono state rilasciate dal Forum Spumanti nel suo recente documento annuale. Si tratta di quotedi mercato fatte sui volumi di bottiglie e mettono in luce una struttura industriale molto coerente con il panorama italiano in genere, cioe’ di una struttura piuttosto frammentata. A dire la verita’ gli spumanti nel mondo del vino italiano sono i meno frammentati, soprattutto se guardiamo al metodo classico. Pero’, se confrontiamo i dati 2004-05 che pubblicammo qualche tempo fa e quelli odierni ci accorgiamo che la frammentazione potrebbe essere in aumento. Cioe’ che staremmo andando nella direzione contraria rispetto a quella desiderata.


QUOTE MERCATO SPUMANTI 2008 ITALIA 2
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